Qualche sorpresa nel C1 uomini!

I bimbi delle scuole elementari hanno addobbato la galleria del corso principale della Seu d'Urgel con disegni e bandiere.
L'autunno si fa già sentire, ma per fortuna solo alla mattina presto: l'aria alle 7 è frizzante e bisogna indossare pantalone lungo e pile. Vado al canale di buon ora per accendere le stufette nella tenda atleti, cosí facendo tolgo l'umidità della notte e metto un po di tepore. Nel frattempo e in attesa dell'arrivo dei primi atleti mi bevo il caffé con Camporesi e Barzon che sono in pratica operativi H24 direttamente sul campo di gara. Casa Italia, con i suoi pasti caldi e gli spuntini, è diventata una meta anche per le autorità presenti a questo 40^ Campionato del Mondo di Slalom. La cucina tricolore inutile dirlo è molto apprezzata tanto più se é curata da un grande Claudio Camporesi sotto le direttive della dottoressa Daniela Capra che oggi non solo consiglia cosa mangiare, ma anche opera direttamente sui fornelli.
Questa mattina poi ho incontrato Myriam Jerusalmi mamma e allenatrice delle sue figlie e le ho fatto i complimenti, visto che l'Australia ieri ha vinto la gara a squadre nel C1 donne con Noemi, Jessica e Rosaline Lawerence. Quindi in casa Fox a questo punto sono tutti almeno una volta Campioni del Mondo... con il suo sorriso mi ha anche detto che non ci aveva pensato fino a quel momento!
Veniamo al percorso di qualifica che tutto si può dire, ma non certo che è banale. Tante le penalità oltre a qualche problema di altezza delle porte che hanno costretto gli atleti, specialmente in prima manche, a scendere molto controllari e attenti. Tanto è che la seconda discesa, con porte regolate correttamente, è risultata essere più veloce per molti atleti.
Si parte lanciati con una serie di 4 discese di cui una (3) molto sfasta e la prima risalita è solo al bivio per poi infilarsi nel canale centrale disseminato di porte, ben otto, con due risalite una a destra e una a sinistra. Al ponte una combinazione classica con la risalita a destra per uscire sul cavo ed infialrsi dentro la 15. Qui si inizia a far lavorare i fianchi e la destrezza ha il sopravvento su forza e velocità: ancora otto porte tutte in discesa e tutte che ti lasciano con il fiato sospeso. Al salto finale risalita a sinistra - discesa - risalita e poi scatto finale. Un tracciato certamente all'altezza della situazione considerando la posta in palio.
Qualche grossa sorpresa c'è sicuramente stata e la più grande è l'eliminazione di Sideris Tasiadis il bronzo mondiale dello scorso anno, argento ai Giochi Olimpici di Londra 2012 e quinto nel 2016 alle Olimpiadi di Rio. Quest'anno aveva vinto le selezioni tedesche, poi bronzo agli Europei di Pau a fine maggio. 15 giorni più tardi a Lee Valley vince la prima gara di Coppa del Mondo, poi non gareggia più fino alla 4 gara di coppa a Lepzig dove finisce 7^. In prima manche Tasiadis prende un 50 alla risalita 23: l'anticipa troppo si sposta con la punta la palina interna e passa nel senso opposto la porta in risalita. Il suo 96.14 sarebbe stato il terzo tempo senza il salto di porta. In seconda manche il tedesco, numero 1 nel ranking mondiale della specialità, dà l'impressione di essere imballato e finirá solo 16^ con una penalità di troppo che lo cancella dalla semifinale e gli fa dire addio alla sua potenziale terza olimpiade.
Grande delusione per Roberto Colazingari, purtroppo il 50 in seconda manche, alla 15, lo taglia fuori dal resto della manifestazione. Peccato perchè il sublacense aveva condotto una stagione tutta in crescita e i suoi tempi senza penalità lo confermano alla grande.

Nel Kayak femminile tutto nella norma nessuna sorpresa neppure in veste quota olimpica.

Domani di scena K1 uomini e C1 donne per le prove di qualifica al termine conosceremo il tracciato per semifinale e finale anche se per la verità è gia sulla carta, ma bastano 30 centimetri a farti cambiare una filosofia di corsa!


Occhio all'onda!



Un momento di relax in partenza da parte della squadra dell'India.

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