Free on canal


Mi è piaciuta particolarmente  la risposta data  da Zeno  alla domanda di Chiara in relazione a che cos’è l’allenamento free on canal: « una riconciliazione di  te stesso con l’acqua ».
In effetti il vero scopo di quest’oretta di  libera gestione  ha proprio questo obiettivo quello cioè di permettere all’atleta di rimettersi in sintonia cercando nell’acqua i propri equilibri e la propria dimensione. 
"Free on the canal" è un allenamento in cui  lo slalomista si lascia trastullare dalla corrente e nello stesso tempo è chiamato ad aprire  la mente a tutte le possibili soluzioni che si possono adottare con porte, paline, onde e riccioli.  Creare o ridimensionare  gesti motori che forse troppo spesso noi allenatori blocchiamo o proponimao secondo  modelli che non possono però contemplare la sacra ed irrinunciabile personalità di ogni interprete in acqua.  E’ quello che un tempo lontano  chiamavamo  « river play »  che non erano altro che le infinite  ore che abbiamo passato per discendere magici fiumi tropicali, alpini o californiani. Incantandoci su onde giganti a surfare da parte a parte,  catturati dallo spirito dell’acqua che corre che inesorabilmente ci portava verso valle esausti. Manca oggi questo tipo di opportunità e le nuove generazioni di slalomisti hanno dimenticato, ma forse neppure mai conosciuto, l’incantesimo di una discesa su rapide che non finiscono mai e che ti regalano emozioni forti e durature nel tempo. Ecco perché è importante comunque lasciare spazi aperti e liberi agli atleti che alleniamo per offrire a loro la possibilità di scoprire e testare i propri gesti senza l'obbligo di fare percorsi pensati prima dove la loro fantasia motoria sarà la vera protagonista in assoluto. Alleneremo ad attivare le risposte più appropriate da applicare  al momento giusto. Elemento quest'ultimo che è la vera arma vincente, perché è proprio il perfetto tempismo che crea la differenza tra atleta e atleta.


Occhio all'onda!  










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