Combot et Neveu merci beaucoup

da sinistra Neveu, Combot al centro e Daille a destra. I tre atleti rappresenteranno la Francia nel Kayak maschile ai campionati Europei e in Coppa del Mondo, mentre Sebastian Combot sarà al via a Rio 2016
La felicità o la disperazione possono essere separarti da solo 6 centesimi di secondo, uno spazio di tempo che difficilmente riusciamo a concretizzare anche con il semplice battito di mani. Sei centesimi di secondo che regalano a Sebastian Combot il biglietto per Rio 2016, mentre per Boris Neveu rappresenteranno per sempre un incubo senza via di scampo e che gli negano ancora una volta,  a distanza di quattro anni, il sogno di partecipare ai Giochi Olimpici. Sei centesimi sono il distacco tra vittoria e sconfitta dopo una settimana di gare, vi lascio immaginare che cosa possa significare ciò e  dopo 6 manche disputate tutte come se si trattassero di vita o di morte.
Lo sport è crudele per il campione europeo 2015 e mondiale 2014.  Lo sport può essere magnifico per il campione del mondo 2007 e vice nel 2014: "Magnifique et cruelle loi du sport" titola Canoe Kayak Magazine per commentare l'ultima prova di selezione transalpina che ha tenuto tutti con il fiato sospeso fino alla fine.
Boris Neveu in finale fa grandi cose dopo aver superato la semifinale in maniera  appena sufficiente. Alla porta 8, seconda risalita del percorso, ha un vantaggio su Combot di 0,12, poi prosegue bene ha un tentennamento alla combinazione 21/22/23, ma taglia il traguardo con 85,99 che significa 3 secondi e 03 centesimi più veloce della semifinale vincente di Combot. A questo punto le cose sembrano mettersi bene per l'atleta di Lourdes, il tempo è veramente eccezionale, ma bisogna aspettare la gara del diretto avversario,  l'unico ancora in corsa per un posto olimpico. Sebastian Combot mi impressiona per la sua posizione in barca, ha baricentro basso e la canoa è sempre piantata nell'acqua. E' l'ultimo a partire e migliaia di persone stanno seguendo in religioso silenzio questo momento topico per la canoa slalom e non solo francese. Si stacca molto lentamente dal blocco di partenza usa la sua pala di destra per portarsi al centro della corrente prima di tagliare la fotocellula. Che bella questa immagine che offre leggerezza per maestosa bellezza e semplicità: spostamento laterale senza togliere la pala dall'acqua. Poi decide di partire, sa che questa discesa può valergli la vita. Vola dentro la risalita tre, la forza in uscita e la sua bianca canoa salta leggermente, ma riprende subito contatto con l'acqua, all'intermedio ha un ritardo su Neveu di 13 centesimi. Poi c'è la parte in curva del tracciato transalpino,  dove ci sono prima una risalita a destra e poi una a sinistra. Passato il ponte arriva la serie di discesa sfasate nei buconi e qui Combot è un giaguaro nella giungla che adocchia la sua preda ed è pronto a morire pur di sfamarsi: ha fame... fame di vittoria il pagaiatore nato 29 anni fa a Landerneu in Bretagna. Non si risparmia più su nulla. A valle iniziano a temere: Boris Neveu il gigante buono, il campione del mondo ed europeo, il campione di casa, l'esteta del gesto tecnico, potrebbe rivivere l'incubo del 2012 quando a lasciarlo a casa da Londra olimpica ci pensò Etienne Daille. Eppure anche allora come oggi era lui l'uomo da battere, il campione di Francia vice campione del mondo nel 2009 ancora da Under 23, ma poi assaporò il boccone amaro della sconfitta.
Combot divora l'ultima risalita a sinistra del percorso si lancia sul traguardo e lo stadio d'acqua viva di Pau cade nel silenzio più assoluto, pochissimi istanti. Giusto  il tempo che si illumini il tabellone elettronico dove appare un incredibile 85,93, ma ciò che più conta è quel  meno 0,06 dal leader di classifica. Il pubblico capisce, Combot pure e  a questo punto lui esulta nel momento preciso in cui a Boris Neveu scende la prima lacrima sul viso.

Occhio all'onda!

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