Calibrare l'allenamento per lo scopo finale


Il grande problema di quando si studia per qualche esame  è studiare le cose che poi saranno parte integrante della prova  stessa. Anche se ovviamente si studia non solo per passare gli esami, ma  per arricchire il proprio bagaglio culturale in genere. Considerando il fatto che questo poi potrebbe aiutare noi a stessi a stare meglio e trovare magari un lavoro che ci possa soddisfare appieno.
Lo stesso problema  si presenta con l'allenamento. Ci si allena tanto e si cerca di sviluppare quelle qualità che poi ci serviranno in gara come resistenza, velocità, forza, destrezza, tecnica. Quindi le varie sessioni vanno a sollecitare il corpo e la mente in questa direzione. Ma siamo sicuri che sempre ci alleniamo per gareggiare? O meglio quanto e quale allenamento usiamo poi in gara?
Ho riflettuto su una battuta che Amur mi ha fatto l'altro giorno in relazione al fatto che sta studiano da leader nel tango e mi dice: "a lezione impariamo tanti passi, ma poi non è facile applicarli ballando in milonga" . La stessa cosa mi succede con diversi atleti che in allenamento cercano di fare manovre assurde che possono riuscire una volta su dieci e che non sempre si dimostrano essere comunque le più veloci. Cosa significa ciò è presto detto: molte volte non ci si allena per arrivare alleanti specificatamente per la gara e quasi per assurdo quando riceviamo quel fatidico 3,2,1 via!  e partiamo come novelli slalomisti presi dal panico per mille problemi. Eppure abbiamo pagaiato e ci siamo allenati a fondo, ma nel momento dell'interrogazione, dell'esame o del ballo in milonga tutto ciò che è stato fatto precedentemente si è dimostrato non essere  propedeutico alla prestazione. Certo magari fisicamente stiamo bene, siamo coscienti di molte cose, ma il giusto punto di cui precisiamo per la prestazione ci sfugge oppure si dimostra essere poco allenato!
E' giustificato il fatto di inserire allenamenti di velocità con percorsi da 12 a 20" con ampi recuperi a ritmi più elevati di una gara per sollecitare la tecnica a velocità maggiori e quindi mettendo in difficoltà i nostri stati di equilibrio e mentali. Puoi essere giustificato allenare la resistenza superiore ai tempi di gara per avere poi la possibilità di aumentare i volumi di lavoro nelle fasi specifiche di preparazione.  Dobbiamo però sempre prestare molta attenzione al lato psicologico, strategico e fisico su qualsiasi tipo di lavoro e far tener presente agli atleti che l'obiettivo è cercare di  identificare e calibrare tutto in riferimento alla prestazione di gara. Se non facciamo ciò rischiamo di allenarci non per esprimerci al massimo nella competizioni, ma ci alleniamo per allenarci.

Occhio all'onda!

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