Il cappuccio grande invenzione





Il cappuccio sulle giacche  è una gran bella opzione  e, nel momento dell'acquisto, se dovete scegliere prendetele sempre così! Si  apprezza particolarmente qui a Lee Valley dove il tempo è costantemente freddo e ventoso. Il  peggio è che  cambia due o tre volte in una sessione di allenamento di una ora: enormi nuvoloni neri, poi bianchi, poi cieli azzurri, temporali, pioggia e anche grandine nel giro di qualche minuto. Metà maggio, ma non ci sono cenni alla primavera! Eppure se passeggi il venerdì o sabato sera in centro le donne si vestono solo di leggeri vestitini scollatissimi e si muovono su tacchi vertiginosi da fare invidia ad esperti trampolieri. Paul Ratlcliffe, che ci ha permesso di allenarci con la sua squadra,  ieri scherzando mi ha detto: "Ettore, welcome in the winter". Un grande Team quello inglese... ieri mi hanno entusiasmato  nell'allenamento di  "simulation race".
Tanto per farvi capire velocemente senza perdermi in lunghe manfrine dico solo questo: sul canale durante la discesa degli atleti hanno installato musica e commento da parte di una speaker. Devo aggiungere altro per far capire al gentile lettore, all'appassionato canoista e al professionista allenatore il livello di questa squadra?


Della simulation race ho parlato molte volte è ne sono un fervente e attento praticante poiché ritengo che nulla è più allenante di una gara stessa. Per niente ciclisti e tennisti si preparano per il 90%  con altre gare per  classiche o tornei più importanti.
La precisione, la meticolosità e la professionalità del Team Britannico è invidiabile. Un allenatore lavora con massimo 5 atleti, c'è chi ne ha solo due,  per tutto il tempo dell'anno. La preparazione fisica è curata da una persona specifica, così come per tutta la logistica c'è personale addetto.
Ieri, nella simulation race, ogni atleta era dotato di un sensore che alla partenza si attivava perché le telecamere fisse riprendessero la sua discesa.
Poi ci sono gli impianti. Quello di Londra a Lee Valley che ormai il mondo conosce e dove c'è la base per la squadra élite e per il progetto "Talent" curato da Shaun Pearce (tanto per ricordarvi chi è diciamo che vinse il mondiale a Tacen nel 1991). Poi  quello storico di Nottingham (campionati del mondo nel 1995) dove lavorano Junior e U23 che studiano alla scuola o all'università. Una città più piccola offre facilità di trasporto e di controllo. 
Poi ci sono le finezze come per l'appunto le divise di atleti e allenatori e staff che indossano sempre durante il lavoro, le mail che portano la pubblicità della federazione e tutti i dati di ogni relativa persona dove si indica con precisa e incredibile dovizia  il ruolo di ognuno di loro. Ah! Dimenticavo nella simulation race presenti anche due fotografi, tanto per rendere tutto più veritiero e simile ad una gara vera e propria.
Tutto semplicemente perfetto ed ideale. Unico piccolo neo che a volte questi meccanismi così complessi non permettono nulla al caso e troppo e tutto è controllato e previsto, ma... nello slalom non è sempre così!

Occhio all'onda!

P.S. mi ha fatto tenerezza leggere su Facebook le parole scritte da un direttore tecnico nei riguardi di un suo presunto atleta. Tenerezza che presto si è trasformata in tristezza perché l'ipocresia è una cosa che non sopporto.


strane figure si aggiarano per il canale olimpico di Lee  Valley: gnomi o volatili?








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