Formula vincente per ECA Junior Slalom Cup

Jordi Domenjo impegnato con un suo atleta a studiare il percorso ad Augsburg
Jordi Domenjó, raffinato artista della pagaia ad una pala sola, oggi allenatore negli States, ha fatto un'attenta e nello stesso tempo molto importante e positiva osservazione sulla formula adottata dalla "Eca Junior Slalom Cup", ma  non potrebbe essere diversamente visto l'amore per la canoa e la sua particolare sensibilità nell'anima. Jordi ha definito queste gare molto  stimolanti e motivanti per i giovani atleti considerando il fatto che dopo la prima manche passano alla seconda discesa i 2/3 dei partecipanti per ogni categoria. Hanno la possibilità di entrare cioè in finale. Ovviamente questo aspetto non è da sottovalutare, anzi diventa  importante per gli atleti che si trovano a disputare una gara per le medaglie e che possono inserire nel loro curriculum personale l'accesso alla finale. Il giovane può toccare con mano la possibilità di accedere alla fase conclusiva che è molto più ampliata rispetto ad un campionato europeo o mondiali Junior. Questo crea positività  e stimola a migliorare attraverso il lavoro per raggiungere un giorno il sogno di vittoria. Piccoli passi che danno la conferma e lo stimolo per migliorarsi. Si concretizza materialmente un obiettivo o, nel caso in cui non si raggiunga, ci si può rendere conto che poi non manca così tanto per raggiungerlo.
C'è ancora un altro importante aspetto prettamente tecnico da sottolineare ed è quello dei percorsi.  Infatti i tracciati vengono disegnati in base alle caratteristiche di questi giovani atleti senza sentirsi in obbligo, da parte dei disegnatori, di pensare anche agli U23 o senior. Questo offre a tutti gli atleti la possibilità di esprimersi sia sotto l'aspetto tecnico che fisico, unendo così le due caratteristiche principali dello slalom. Ampio risalto anche all'aspetto della preparazione alla gara sotto il punto di vista strategico. Prima manche di qualifica e seconda finale, quindi una prima discesa attenta e una seconda dove si spara dentro il tutto per tutto per riuscire ad ottenere una buona classifica. Quindi i giovani pagaiatori devono capire e percepire questa sostanziale differenza strategica e sbagliando si impara!
Poi c'è la formula della costanza sulle varie tappe e sul complessivo delle 10 gare, che porta inevitabilmente ad una logica costruttiva a lungo termine. Si prendono le 6 migliori prove con la possibilità di scartarne 4.

Gare quindi altamente specifiche per queste categorie che finalmente iniziano ad avere la giusta considerazione.

Chiaramente molte cose e molti aspetti devono ancora essere fatti  e sviluppati, ma si sa che per fare ciò bisognava partire per poi migliorarsi e per capire bene dove possiamo arrivare con questo circuito.

Under 14, 16 e 18 sono tre fasce d'età fondamentali per far crescere correttamente i nostri giovani con i giusti stimoli e con la dovuta graduale preparazione ad una carriera sportiva agonistica di rilievo e solo con un gran numero di gare il livello può migliorare e crescere. Gareggiare con atleti che hanno la tua stessa età è importantissimo e decisamente motivante.

Troppe volte lo slalom occupa più tempo per la preparazione rispetto poi al numero esiguo di gare che si possono fare nell'arco della stagione. Gli sport che hanno più seguito e che hanno un maggiore interesse economico sono quelli dove la competizione è al centro di ogni cosa, anche per quello che riguarda l'allenamento e la preparazione fisica.

Bello poi osservare colleghi tecnici di altissimo livello  impegnati con le nuove generazioni. Emozionante anche rivedere ex-atleti che magari hai allenato come Eoin Rheinisch e Huw Swetnam seguire i giovani delle rispettive squadre. Fantastico anche ritrovare vecchi amici atleti come Dana Chladek, Thierry Humeau, Ivan Hilgert, Lisa Micheler-Jones o Tony Prjion impegnati a seguire i propri figli all'opera. Vederli emozionarsi ed essere in tensione come se a scendere fossero loro. Preoccupati a controllare che tutto sia ok prima della partenza, portando le canoe e facendo gli ultimi appunti prima della partenza. Insomma rivivere un pochino i tempi andati per un tuffo piacevole nel passato.

Occhio all'onda!


Dana Chladek impegnata a riprendere la demo run

Huw Swetnam

Eon Rheinisch con i giovani atleti del C2
Jürgen Köhler impegnato con una giovane atleta olandese ad analizzare il video della prima discesa

Sulla destra Marcela Kostalova sposata con Ivan Hilgert e mamma di Amalie con  Chladek (sulla sinistra) due vecchi glorie dello slalom anni '80/'90. La seconda è nata nella Repubblica Cecoslovacca ma emigrata giovanissima negli Stati Uniti. Bronzo ai Giochi Olimpici di Seu d'Urgell nel 1992 e argento ad Atlanta 1996 con lo stesso tempo della vincitrice Stepanka Hilgertova. Fu anche seconda ai mondiali di Tacen nel 1991 dietro a Lisa Micheler. Vinse anche la prima edizione della Coppa del Mondo  nel 1988. E' sposata con Thierry Humeau bronzo ai mondiali del Savage River nel 1989


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