Veronika Vojtova poteva essere un poker d'assi!

Secondo il mio modesto parere la vera rivelazione delle gare di selezione per la squadra della Repubblica Ceca ha un nome e un cognome e più precisamente il nome è quello di  Veronika  mentre il suo cognome è Vojtova. Bene questa 29enne  atleta, che nel 2015 a Londra aveva vinto il mondiale a squadre con Stepanka Hilgertova e Katerina Kudejova,  ha praticamente dominato tutte e quattro le gare di selezione disputate a Veltrusy e a Troja. Tre vittorie e un decimo posto, con il miglior tempo, ma con un 50 molto dubbio alla porta 4 in discesa nell’ultima finale, altrimenti la bionda pagaiatrice avrebbe portato a casa un bel  poker d’assi d’eccezione. Veronika Vojtova, che per un certo tempo era fidanzata con il giovane Jiri Prskavec e allenata dal padre di quest’ultimo, ha sempre pagaiato bene, ma non hai  eccelso in nessuna gara, solo qualche piazzamento. Un’atleta di taglia media  sul metro e sessanta, tanta volontà e determinazione e dal 2007 ruota attorno alla squadra nazionale prima in quella giovanile e poi nel 2010 l’esordio nella massima rappresentativa in coppa del mondo dove finirà solo al 47esimo posto. Il primo campionato del mondo assoluto sarà quello statunitense nel 2014,  ma le è mancato fino ad oggi  quello che è da considerare il «guizzo del campione» quella serie di risultati che sanno trasformare un atleta da mediocre in un pagaiatore di livello.  Vojtova aveva iniziato la stagione agonistica 2019  in Australia e agli Australian Open era finita 4^. Poi c’è una gara a Marzo  a Pau dove vince la prima manche con un 92,00. Iniziano le selezioni per prendere il posto in squadra e lei esordisce subito con una vittoria rifilando alla seconda un  distacco di 1,71. Fa ancora meglio nella seconda gara dove vince con un margine di 3,73 e  poi alla terza mette la punta davanti alla Kudejova (campionessa del mondo nel 2015 individuale e a squadre con lei) di 16 centesimi. Nell’ultima gara, con già la qualifica in tasca, come già detto, un 50 dubbio la priva della soddisfazione di vincere anche l’ultima prova. Poco importa perché comunque una gara su quattro viene eliminata e lei è la prima atleta ad entrare in squadra seguita da Amelie Hilgertova, brava anche lei, e per il rotto della cuffia da Katerina Kudejova.
Che cosa è cambiato da un anno all’altro è presto detto, infatti la Vojtova lascia la corte di Prskavec e dopo un breve periodo nel gruppo di Jiří Rohan approda nelle mani  Pavel Kubričan e rivoluziona completamente il suo allenamento: ora c’è più interesse in ogni sessione di allenamento che sia in acqua o i palestra,  ma soprattutto trova nei giovani di questo gruppo, come il campione del mondo junior Jan Bárta, stimoli forti e buoni punti di riferimento per confrontarsi costantemente.
Non è stato facile, mi confessa l’atleta ceca, cambiare e accettare questa nuova sfida, ma a quanto sembra sta pagando molto bene e scherzando mi dice anche che probabilmente la chiave del successo è da ricercare nel fatto che finalmente la sua canoa è dei colori che ama di più e cioè il rosa e il turchese che semplicemente la fanno volare! Si sa la vita è tutta questione di quanto colore riusciamo a dare ad ogni nostra giornata ed evidentemente Vojtova ha trovato la combinazione giusta per esprimere tutto il suo potenziale che quest’anno è decisamente alto in vista di Tokyo 2020.

Occhio all’onda!  








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