Domenica importante e ... magari con un'azione di solidarietà lo sarà ancora di più




«five on five» era l’allenamento trainante degli americani tra la fine degli anni ’70 e inizio ’90, quando cioè dominavano lo slalom mondiale senza ombra di dubbio.  In sostanza erano percorsi di velocità tra le porte da ripetere cinque volte per cinque serie. Jon Lugbill costruiva tatticamente le sue gare con questa idea e cioè quella di dividere il tracciato in cinque parti e cacciarsi giù come fosse una serie intera di velocità senza recupero effettivo, ma solamente mentale.  Michal Martikan non l’ho mai visto fare velocità in allenamento, ma osservando a lungo il campione slovacco ci si può rendere conto che basa la sua preparazione fisica e se vogliamo pure quella tecnica  su migliaia di discese intere. I suoi ritmi non sono stratosferici, ma ciò che impressiona è la qualità di ogni singolo gesto che si unisce all’intensità. Myriam Jerusalmi, la mamma allenatrice del fenomeno Fox, l’ho vista raramente con in mano il cronometro, ma più spesso con telecamera e ultimamente con I-Pad. Gli inglesi hanno ruoli ben precisi e un allenatore fa solo l’allenatore: non prende video, ma lo trova pronto dopo l’allenamento per visionarlo con   i suoi atleti. Curano ogni dettaglio con gli specialisti di ogni settore a partire dal preparatore atletico, al coach per i pesi, fisio e via dicendo.
I percorsi di selezione dei Cechi sono molto spigolosi e anche i migliori sono costretti ad adottare delle retro. Le «retro» sono passaggi  bellissimi e il più grande interprete attuale è Jiri Prskavec che diversamente dagli altri pianta la coda sulla porta stessa e mantenendo il peso sulla stessa fa passare il suo scafo impennato dentro la porta sotto il paraspruzzi.  Vit Prindis è pulito, centrale ed è decisamente il kappa uno che meglio di altri sa far scorrere la sua canoa in modo sublime.  Non c’è nulla di esaltante in ogni sua pagaiata se non il fatto che ogni sua pagaiata è esaltata dalla continuità d’azione. Vavra Hradilek perde la sfida con Jiri Prskavec per accaparrarsi l’unico posto a disposizione nella squadra nazionale dei K1 uomini. L’argento di Londra 2012 e l’iride del 2013 ha perso con l’onore delle armi e con il sorriso che non lo abbandona mai neppure nei momenti più difficile per un atleta come quello di dover rimanere al palo per un altro anno e chissà se per lui di possibilità ne rimarranno ancora in questo campo. Mentre Michal Martikan festeggia la sua 24esima presenza in nazionale dopo un lungo week-end di sfide con il giovane Marko Mirgorodsky già due volte campione del mondo Junior e attuale campione del mondo U23.
Jiri Rohan, l’allenatore ceco,  ha iniziato ad indossare il sandalo quindi caldo garantito, mentre  alla prima edizione della Tango Marathon "Primavera in Praga"  pomeriggio strepitoso con la musica di una sempre grandissima ed unica "La Ros"... complimenti ad entrambi!

Buona domenica a tutti e specialmente al mio collega Daniele Molmenti impegnato in queste ore in una traversata in canoa per raccogliere fondi a favore dell’ASLA di Pordenone per la ricerca contro la Sclerosi Laterale Amiotrofica:  forza ragazzi diamogli una mano anche noi da casa contribuendo con una donazione in base alle nostre possibilità se pur piccola comunque sempre importante.

Occhio all’onda! 




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