Il silenzio della nostra prua

Sulla sinistra il professor Mario Pescante in compagnia del presidente della FICK Luciano Buonfiglio
 "La cosa migliore per vivere bene 
 è avere un passato stupendo e non ricordarlo mai"
Fulvio Fiori  


Grande lezione di storia olimpica alla festa per i 30 anni della Federazione Italiana Canoa Kayak da parte di Mario Pescante, monumento dello sport italiano, nonché da quasi cinquant'anni ai vertici politici sportivi nazionali e mondiali. Parlando a braccio e con il cuore in mano dall’alto della sua esperienza, ha espresso chiaramente la potenza che lo sport può avere nelle cose del mondo. In buona sostanza ha sottolineato che lo sport arriva dove la politica fallisce: è  il caso della Corea del Nord che isolata dal resto del mondo si apre solo in occasione degli imminenti Giochi Olimpici organizzati a Pyeongchang guarda caso nella Corea del Sud.  Ma un  padre dello sport  come lui ed elegantemente vestito nel suo ruolo di dirigente sportivo , membro CIO e rappresentante dello stesso all’ONU, a fine intervento  ha fatto una invocazione  alla Canoa Italiana  «che - come dice lo stesso Pescante -  vive del rumore della prua della vostra canoa e della pagaia che sgocciola e intorno a voi deserto. Poi arrivate alla fine e forse trovate una medaglia». In sostanza l’arzillo diplomatico dello sport mondiale, già presidente e segretario del Coni,  con i gemelli ai polsi ci suggerisce di restare nella corsia in cui siamo tenendo  un profilo basso, di gioire dei nostri silenzi, di esaltarci della nostra solitudine, di non cercare la ribalta e sopratutto consapevolmente proseguire su questa strada, perché lo Sport Italiano ha bisogno proprio di Società come la nostre che sempre di più scarseggiano.
Parole profonde che arrivano da chi lo sport non solo lo ha vissuto, ma è stato ed è il protagonista politico principale di tutto il nostro movimento.
Ed in effetti la bellezza della canoa è da ricercare proprio nell’essenza della semplicità. La canoa esalta i suoi protagonisti nel silenzio e quasi tutti noi ne siamo consapevoli, non  hanno bisogno di luci e lustrini. Noi tutti gioiamo per  una medaglia e si fatica per raggiungere i traguardi olimpici, ma ho visto i veri grandi campioni che sono diventati esempi da seguire come uomini  proprio per il fatto che il giorno dopo si erano già spogliati della loro gloria e per il resto della loro esistenza  hanno umilmente scelto di rimettersi in discusione senza vivere di soli ricordi. 

Il mondo è pieno di eroi che ogni mattina si alzano e vanno in silenzio incontro alla vita per dare il meglio di se stessi seduti davanti ad una scrivania o sgambettando e correndo su e giù dai ponteggi per costruire case, grattacieli o semplici capanne. Tutti siamo importanti, nessuno di noi è indispensabile, ma soprattutto l’estrema sintesi è da ricercare nel piacere personale  da condividere con fatti concreti e non con ricordi!

Occhio all’onda! 


Il presidente Luciano Buonfiglio con i membri del Consiglio Federale e con i Direttori Tecnici degli Staff Tecnici Federali a conclusione della Festa per i 30 anni della Federazione Italiana Canoa Kayak 1987 - 2017. Prima di questa data la canoa era all'interno della Federazione Canottaggio come Commissione Italiana Canoa dal 1973, mentre diventa Federazione Aderente al Coni nel 1982 per poi diventare autonoma esattamente il 30 aprile 1987.
 

1 commenti:

gianfranco guglielmi ha detto...

Grande Ettore, come disse il Sommo Poeta "Un bel silenzio non fu mai scritto"

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