Coaches Conference come sempre stimolante per guardare al futuro

Chiudete dentro una stanza con monitor e computers una ventina di allenatori di canoa slalom provenienti da tutta Europa e dal continente Asiatico ed Australe  ed inizierete piano piano idealmente a stravolgere ogni cosa dell’antico sport dello slalom che forse come nessun altra disciplina olimpica ha subito tanti cambiamenti in questi ultimi vent’anni. La ghiotta occasione si è presentata il fine settimana scorso  ad Ivrea per il  «Coaches Conference» proposto dall’ICF e organizzato in modo impeccabile dall’Associazione Proteina in collaborazione con Ventana Group. Come sempre a condurre i lavori  ci ha pensato Jean Michel Prono  chairman dello slalom mondiale per conto dell’ICF coadiuvato da una nuova figura all’interno dell’organismo internazionale della canoa e cioè il «canoa Slalom &  Wild water Tecnichal Manager» Cyril Nivel.  Tanti gli argomenti sul piano della discussione alcuni molto importanti come quelli legati alla qualificazione olimpica che sostanzialmente non cambia rispetto ai criteri adottati per l’ultima olimpiade e cioè quella di Rio 2016.  Saranno infatti i Campionati del Mondo del 2019, che si disputeranno a La Seu d’Urgell (Spagna), a decretare il maggior numero di quote olimpiche per paese che verranno poi completate con i vari Campionati Continentali nell’anno Olimpico e cioè nel 2020 (come da Tab. qui sotto riportata).
class
K1 MEN
K1 WOMEN
C1 MEN 
C1 WOMEN 
TOTALE
world championships   LA SEU D’URGELL 2019
18
18
11
11
58
EUROPEI 2020
1
1
1
1
5
PAN-AM 2020
1
1
1
1
5
OCEANIA 2020
1
1
1
1
5
ASIAN 2020
1
1
1
1
5
AFRICAN 2020
1
1
1
1
5
Host 
1
1
1
1
5
totale 
24
24
17
17
82

Si era parlato in Coppa del Mondo, nei vari incontri avuti con il Boarding Slalom ICF, della possibilità di utilizzare la stessa Coppa o addirittura le gare ranking ICF per le quote olimpiche, ma la cosa non è più andata avanti e non sembra attualmente possibile da realizzare.  Tuttavia un cambiamento c’è stato ed è quello di aprire le gare ranking alla disponibilità organizzativa dei vari comitati gare. In buona sostanza per questo tipo di competizioni non ci saranno più i soli 6 atleti per nazione, ma potranno essere molti di più, a discrezione di chi organizza. Un passo decisamente avanti che porterà ad un incremento numerico notevole di atleti presenti nella lista ICF ed è  un passaggio interessante che può motivare molti a migliorarsi per salire in questa specifica graduatoria. Bisognerebbe però trovare pure una finalità concreta per chi magari si trova in specifiche fasce che gli potrebbero permettere di partecipare magari, con minime quote, ad una Coppa del Mondo aperta e non a numero chiuso e riservata a soli nazionali.
Si potrebbe arrivare ad una sorta di "Challenger" ad invito magari riservato agli Under 23 e uno assoluto. Il tutto sarebbe possibile e realizzabile con una operazione di marketing specifica per invogliare un main sponsor importante.

Restiamo sul concreto e il « Coaches Conference » è stato un  ottimo momento per scambiarci idee e progetti passando attraverso l’analisi di una stagione che ha avuto all’apice il mondiale di Pau, più volte osannato nel corso di questi due giorni e mezzo di lavori. Per la verità  molti punti, specialmente quelli legati agli atleti e agli allenatori, sono sfuggiti, ma non tutto sempre può o deve essere perfetto.

Sviscerato anche un altro tema molto interessante e caro agli allenatori e cioè l’idea di come deve essere una gara di slalom e quale deve essere la filosofia generale per la tracciatura del percorso. Ovviamente le opinioni sono molte:  c’è chi vuole accorciare la gara per arrivare ai 60 secondi, chi vuole aumentarla per avere maggior differenza e consolidare il predominio di alcuni atleti in modo tale da costruire storie giornalisticamente interessanti. C’è pure chi suggerisce di cambiare «format» e adottare quello che attualmente  si usa per la Junior Cup e cioè una manche per tutti e in seconda manche, che diventa una finale, scende solo il primo terzo; in questo modo in due giorni puoi fare due gare e raddoppiare le gare di Coppa che con lo stesso dispendio di tempo e di denaro raddoppiano passando da 5 a 10. 
Poi ci sono gli atleti che hanno presentato una lettera  con vari suggerimenti tra i quali inserire otto risalite o garantire la partecipazione olimpica ai primi dieci del ranking internazionale.  


Tante idee, tanti ragionamenti, molte discussioni e osservazioni, ma lo scenario da qui a Tokyo 2020 non cambia, bisognerebbe essere molto lungimiranti e guardare già oltre, ma tutti noi siamo concentrati già al prossimo e ormai imminente appuntamento a cinque cerchi che come sempre è il vero ed  unico punto di riferimento che offre stimoli e soprattutto porta denari nelle casse dei vari comitati olimpici che altrimenti faticano a mantenere gli atleti nella loro cresciata. Insomma è la storia del gatto che si morde la coda, non ci sono soldi e non si può cambiare, ma per cambiare ci vogliono soldi!

Occhio all’onda! 




da sinistra Xabi Taberna (DT Spagna) Xabi Echaniz (allenatore di Maialen Chourraut), Christian-Muh Bahmann (DT Svizzera), Feliz (Tecnico Germania), in piedi Jean Michel Prono (Chairman slalom ICF), Richard Fox (DT Francia), Mark Delaney (allenatore di David Florence), Thomas Apel (Tecnico dei K1 men tedeschi), Guille Diez Canedo e Ettore Ivaldi.

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