Penalità e porte in retro i punti da migliorare

Nick Smith questa mattina mi ha fatto i complimenti per il mio abbigliamento da acqua: spolverino azzurro Italia, pantaloni impermeabili e pezzo forte le galoche.  Considerato  che piove da ieri sera e che il villaggio atleti è stato montato in un pratone a ridosso del fiume, direi che questo ultimo pezzo dell’abbigliamento si è dimostrato assai utile e determinante. Le condizioni del terreno sono disastrose e si cammina tra pozzanghere e melma quindi non va certamente  affrontato con le scarpette da tennis! Le previsioni meteo non sono delle migliori anche per domani, mente per domenica, ultimo giorno di gare, dovrebbe ritornare a splendere il sole.

Il nostro abituale meeting serale tra i tecnici dello staff  azzurro è occasione per bere una birra in compagnia e fare il punto della situazione in maniera precisa e approfondita. Ieri poi è stato più proficuo di sempre perché sono emersi molti punti interessanti su cui lavorare. Le penalità e le porte in retro sembrano essere il crucio principale dei nostri settori giovanili e su questi punti ci siamo focalizzati per capire come intervenire con i ragazzi. In allenamento dobbiamo essere più incisivi e dobbiamo soprattutto proporre tracciati dove la retro sia la manovra che deve esser obbligatoriamente scelta per risolvere il passaggio. Le « retro » hanno una sorta di cattiva fama fra gli atleti, ma secondo il mio modesto parere le ritengo azioni fondamentali in occasioni di porte molto sfasate o per preparare risalite strette.  Forse le alleniamo troppo poco e lo slalomista la prende in considerazione come ultima opzione possibile. Stessa cosa succede con i tocchi di porta e anche in questi casi dobbiamo esser più incisivi in allenamento con i nostri atleti e dare chiari obiettivi sotto questo punto di vista. Non si da’ la giusta importanza e molte volte soprassediamo sulle penalità durante le ore che passiamo in acqua ad allenarci.  Maggior consapevolezza quindi dell’azione messa in atto chiedendo di volta in volta all’atleta se ha toccato, come ha toccato, e la sua distanza da questo o dall’altro palo.
Gli occhi devono essere puntati sulle paline e in questo modo saremo in grado di capirne distanze e tempi di arrivo. Consapevolezza quindi della propria posizione nella porta per evitare tocchi banali.
Altro punto fondamentale emerso è la grande disponibilità di tutto lo Staff Tecnico di mettersi in discussione e portare sul tavolo del confronto ogni minimo problema, dubbio o idea, questa secondo me è la strada per creare una vera e propria scuola dello slalom tricolore.

Occhio all’onda! 






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