Semplicità e determinazione la chiave del successo


Le  vittorie si costruiscono  sulla semplicità e sulla sua regolarità tra una porta e senza  mai eccedere in nessun passaggio. Certamente  con azioni precise e senza risparmio di energie, ma senza strafare o forzare troppo su coda e tagli di porta. Questa strategia e tecnica  aveva portato Vit Prindis a vincere le due prime prove di Coppa, mentre la terza, seguendo sempre le stesse apparentemente  facili regole, è andata a Giovanni De Gennaro.
Pressoché perfetto il bresciano in ogni porta ha dominato l’acqua dall’inizio alla fine libero di esprimersi senza più paure o freni dopo aver preso una finale importante e decisiva. Lo slalom è proprio questo riuscire cioè a trovare soluzioni semplici a manovre complesse, risolvendo ogni azione con la pala in acqua. Qualche sbavature invece le ha  commessa Zeno che, se pur piccole, gli sono costate care, come ad esempio il taglio troppo anticipato alla 6 che lo ha portato al tocco e poi la scivolata per spingersi sul muro  alla risalita 10 oltre ad aver imboccato in due casi linee troppo chiuse conta conseguenza di prendere due importanti secchiate in faccia che lo hanno fermato non poco quindi tra la 15 e la 16 e tra la 22 e la 23.

Altra storia per il C1 donne che ha solo una unica dominatrice che si chiama Jessica Fox capace di incantare per maestria e bellezza nel suo pennellare le porte in modo magistrale.

I C2 sono una categoria in via di estinzione come già annunciato e allora godiamoci queste ultime loro uscite di altissimo livello con una finale incerta fino alla fine. E’ vero che questa specialità ha pochi partecipanti, visto che le federazioni oramai hanno optato per dei tagli economici, ma chi c’è è semplicemente fenomenale. Così abbiamo 4 equipaggi all’interno dello steso secondo e altri due con un tocco che significa retorcedere dalla prima posizione alla settima come nel caso dei cugini campioni olimpici Skantar/Skantar. Giusto per la cronaca e per curiosità vittoria ai cechi Kaspar/Sindler.

Domani semifinali e finali per K1 donne e C1 uomini poi tutti a casa a tirare il fiato e per tornare a prepararci il cibo che mangiamo dopo che abbiamo trascorso  35 giorni di filata fuori  trasferendoci in quattro località diverse, percorrendo oltre 3.500 chilometri, partecipato a 4 gare di altissimo livello, allenato, filmato, organizzato e pianificato il tutto per 10 atleti e coordinato trasferimenti per fisio e medico. Insomma qualche giorno di riposo ci vuole prima di tornare nella nostra amata Val di Sole per un’altra gara e chissà mai anche per qualche discesa sul nostro Noce.

Occhio all’onda!  






 

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