Ciao Marco


Il musicalizador del viaggio di ritorno è stato il mitico Nicolò, uno dei fisioterapisti dello studio Genesi che ci sta seguendo con la massima professionalità e con tanta passione. Si sa pure che la musica unisce e se è quella giusta ti fa pure star bene, poi ci sono tanti pensieri che frullano nella testa andando in modalità flash ripenso all’ultima giornata di gare. E allora c’è la finale  del K1 donne  in cui solo una di loro  ha avuto il coraggio, l’abilità e la voglia  di fare dritta  la porta numero 6 per dimostrare al mondo, ma soprattutto agli uomini che lei non ci sta a sentirsi inferiore a nessuno.  Tutte le sue colleghe  invece hanno scelto di girarci  attorno  mettendo al loro attivo una risalita in più rispetto alle canoniche sei. La stessa donna  poi a gara finita polemizza sulla decisione dell’ICF di far saltare due porte alla canadese femminile facendo fare a questa specialità un passo indietro. Invece secondo me il passo lo abbiamo fatto in avanti studiando ad hoc tracciati che possono essere perfetti per questa categoria dove tutte possono dire la loro in modo onesto e non per casualità anche se il divario rimane ancora troppo alto tra chi vince e chi pure sale sul podio. Poi c’è l’immagine di chi a 22 anni di distanza vince ancora una gara di Coppa del Mondo lasciando tutti stupefatti ed increduli e ride come un bambino felice a 38 anni di essere ancora un grande protagonista nella canadese monoposto.
Ovviamente parlo di Jessica Fox e Michal Martikan veri protagonisti di questo ultimo giorno di gare di Coppa prima della lunga pausa, riparleremo di Coppa solo a fine agosto con la prova di Ivrea.

Il viaggio di ritorno dall’estremo nord della Germania è lungo e la voglia di ritornare a casa ti fa andare avanti senza troppe soste se non le necessarie per fare gasolio e alleviare le necessità fisiologiche. 
Poi arriva d’improvviso una notizia che ti lascia senza parole, che trasforma la musica in parole senza senso,  i flash della gara spariscono e lasciano il posto ai ricordi per qualcuno che improvvisamente senza preavviso, senza darci il tempo di salutarci, senza la possibilità di condividere magari ancora assieme una ultima  discesa sui nostri amati fiumi ci lascia per sconosciuti lidi.  La vita è meravigliosa, ma è anche crudele. Una vita che corre senza fermarsi mai davanti a nulla e a nessuno, una vita passata sulle onde per cercare di capire come affrontarle, come usarle, come gioire di tanta energia. Le persone non muoiono mai se rimangono nei nostri pensieri, nei nostri ricordi, nel nostro navigare nel mondo e Tu caro Marco hai condiviso troppe gare, allenamenti, trasferte, discussioni, analisi e medaglie  con noi per lasciarti sparire nel nulla, non te lo permettiamo e non lasceremo mai che le cose della vita  o il  tempo ci privi di questa infinita gioia di averti conosciuto  e di aver amato assieme questo mondo che tanto ci ha dato e che speriamo possa per sempre tenerci  uniti  comunque vada.

Occhio all’onda!

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