Limitare la partecipazione ai Campionati Mondiali Under23


Prendendo le finaliste nel kayak femminile U23 ai recenti Campionati del Mondo Junior&U23 ci accorgiamo che ben 6 su dieci le troviamo pure nelle gare di Coppa del Mondo. Nella canadese femminile U23 su 10 finaliste 7 sono atlete che normalmente possono giocarsi le finali in Coppa. Le percentuali  cambiano se prendiamo il kayak maschile dove solo 3 su 10 finalisti gareggiano anche nel settore assoluto, mentre nella canadese sono 4 su 10.
In relazione a questi dati (che potrebbero decisamente aumentare se inserissimo  chi era presente qui e in Coppa senza accedere alla finale) c’è da pensare forse di  limitare la partecipazione a questa prova iridata solo a quegli atleti che non partecipano alle gare di Coppa o mondiali assoluti. Il motivo di questa  eventuale regola  deve partire da un ragionamento legato al senso di un mondiale di categoria quindi ci si deve chiedere qual è sia l’obiettivo di una prova riservata a determinate categorie di età.

Ad esempio lo sci alpino limita la partecipazione alla Coppa Europa a chi non ha presenze in Coppa del Mondo,  creando così una sorta di Circuito parallelo per atleti che rimangono fuori dalle squadre senior.  
Così facendo questo mondiale o campionato europeo assumerebbe un altro significato incentivando maggiormente quegli atleti che per appartenenza a Paesi particolarmente forti vedono chiudersi le porte della nazionale maggiore, ma si possono aprire spazi specifici in relazione alla loro età. 

Tanto per capire il problema provate a chiedervi se voi conoscete Jessica Fox per le sue medaglie olimpiche e per i suoi 6 campionati del mondo vinti nella massima categoria oppure per gli 8 titoli iridati fra gli Under23? E per Jessica Fox sponsor, fama e gloria ci srebbero stati anche senza tutte le medaglie vinte nelle categorie giovanili?
Se applicassimo questa regola alla squadra italiana ci sarebbero stati  due atleti (Raffaello Ivaldi e Jakob Weger) che sarebbero stati esclusi vista la loro posizione nella squadra senior e altri due (Marcello Beda e Marco Vianello) che si sarebbero trovati di fronte ad una scelta e cioè quella di rinunciare eventualmente alle prove di Coppa a cui sono stati chiamati per poi poter partecipare al Mondiale e all’Europeo. 

Nel precedente quadriennio in cui fui direttore tecnico della squadra italiana - 2001/2004 - avevo inserito questa regola e così facendo atleti giovani che non si erano qualificati tra i senior avevano la possibilità di avere negli Europei di categoria un obiettivo importante per la stagione. Nasceva a Bratislava nel 2002 il primo Campionato d’Europa per U23 gemellato con gli Junior, per i mondiali si dovette aspettare fino al 2012 con la prima di Wasau (USA).

Un altro punto su cui discutere e pensare è la netta supremazia dell’Europa sul resto del mondo. Su 10 gare di finali quindi per un totale di 100 atleti solo 10 sono extraeuropei (5 U23 e 5 Jun). Quindi il 90% di finalisti sono del Vecchio Continente!
Forse potrebbe essere una buona cosa inserire, almeno in via sperimentale in queste categorie, un solo atleta per nazione ammesso alla fase finale. Quindi si partirebbe  in tre per nazione e  alle semifinali sono ammessi i migliori due, mentre per la finale uno solo per squadra. 

Occhio all’onda! 





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