0,90 o meno per l'oro olimpico!

Visti i motivi tecnici per cui Clarke ha vinto, non ci rimane che capire ora perché  Kauzer, Prskavec, Aigner e  Grigar  viceversa  non ci sono riusciti considerando il fatto che tutti e cinque sono a meno di un secondo dal vincitore.  Questo ci fa capire che una sbavatura, un particolare o una minima indecisione possono fare la differenza.
Kauzer, lo sloveno, è argento con un distacco di 0.23 e se si dovesse ricercare dove sono stati persi questi pochi decimi di secondo  direi con certezza che l’uscita della risalita 17 non è stata perfetta cioè il suo colpo di sinistro è stato poco efficiente. In realtà la causa di questa mancata pagaiata è da ricercare nell’inclinazione eccessiva in entrata. Qui la barca non ha trovato un punto preciso su cui appoggiarsi e di conseguenza ogni azione è risultata poco dinamica. Per Prskavec,  il ceco,  potremmo liquidare il discorso dicendo che se non ci fosse stato quel tocco  alla porta numero 13 in risalita il bronzo si sarebbe trasformato in oro.  Infatti il tempo del campione del mondo in carica,  86,99 è stato decisamente il migliore,  ma le due penalità lo hanno distanziato in negativo da  Clarke di 0,46. Il giovane praghese, classe 1993, è praticamente  perfetto fino a poco prima dell’entrata alla fatidica risalita 13, dove frena la sua canoa leggermente troppo presto rispetto alla effettiva necessità. Qui si destreggia per non toccare il palo interno e lo ricama con eleganza e tanta aggressività. Quando sembrava che tutto fosse risolto succede per lui l’imprevedibile e cioè la sua punta viene presa dalla corrente che lo trascina fuori prima del previsto. Così facendo non può non toccare in uscita il palo interno che tanto aveva ricamato e addomesticato in fase di entrata: il suo petto trascina via il palo. Non si dà per vinto spinge ancora e  riguadagna enormemente  all’uscita della 17, poi salta bene e entra nella 20 con il colpo largo di destro. Effettivamente è veloce, ma non a sufficienza per aspirare  più che al bronzo che poteva perdere se non fosse stato per quel 0,3 decimi di vantaggio su Hannes Aigner. A quest’ultimo è  sfuggita la salita sul podio all'uscita dalla risalita 13 quando cioè si è infilato dentro il ricciolo che lo ha tenuto più del dovuto. Il tedesco, 3^ a Londra 2012, finisce 4^ per quell’errorino quasi insignificante, ma determinante.
Jakob Grigar si può considerare per assurdo Campione Olimpico fino alla porta 19 perché fino a quel punto aveva fatto vedere grandi cose mettendo la punta davanti a tutti. Il giovanissimo slovacco, anno di nascita 1997, arrivava da una titolo iridato U23  appena conquistato a Krakovia, ed era certamente in gran forma e libero da pressioni più di chiunque altro. Nel traghetto dalla 19 alla 20 perde contatto con l’acqua e si affossa, ma comunque rimane in gara alla grande. Il povero Grigar però non sa che a tagliargli le speranze per salire sul podio a cinque cerchi c’è un ricciolo alla porta 21 che lo sta aspettando.  Forse la sua giovane età e la sua spregiudicatezza non gli hanno permesso di dare la giusta considerazione a quell’onda turacciolo che lui affronta alzando il fianco destro, ma lasciando la  sua pala sinistra farsi  inghiottire dal reflusso con la conseguenza che il giovane slovacco deve fare l’impossibile per restare con la testa fuori e in equilibrio lasciando però su quella manovra le speranze di gloria.

Occhio all’onda!

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