Francesi sempre attivi




Ciò che mi entusiasma dei francesi è il loro moto perpetuo per la canoa sotto ogni forma e dimensione. Non smettono mai di fare e pensare, e neppure la stagione invernale alle porte  li ferma o li intimorisce.
A Pau (sede dei prossimi campionati del mondo), ad esempio, lo scorso fine settimana hanno organizzato i campionati regionali di slalom dove gente del livello di Combot e Neveu non hanno avuto vita facile. Oltre trecento  i partecipanti e dalle classifiche si intuisce che il livello era molto alto.  Ma i  francesi non sono solo agonismo e gare, sono anche attenti al mondo dello slalom a 360 gradi. Hanno piazzato loro uomini un po' ovunque a livello internazionale in ruoli chiave per essere incisivi e attivi nel formulare propose che più si addicono a loro.  Tony Estanguet, ad esempio dopo la sua nomina a terzo vicepresidente ICF  è oggi  candidato alla prima vicepresidenza dell'ICF nel prossimo congresso di novembre, poi c'è il presidente del Boarding dello Slalom (Jean Michel Prono) unico candidato per il prossimo quadriennio olimpico a questa carica. C'è poi  il tecnico del programma internazionale "Slalom Development"  (Pierrick Gosselin), anche lui da molti anni in questo settore. Non parliamo poi dei tanti tecnici mandati prima all'estero a fare esperienza e poi riportati in patria per farli lavorare con il loro atleti.
Francesi  attivi anche nell'organizzare di eventi come l'ultimo  "Coaches Conference" e attenti all'impiantistica con  "Hydrostadium". Azienda quest'ultima che sta realizzando una sorta di canale di slalom smontabile per venire incontro ai comitato organizzatori olimpici. La proposta è relativamente semplice anche se a mio modo di vedere forse non di facile realizzazione visti i costi iniziali. In sostanza di stratta di un canale di slalom lungo più o meno 200 metri che si può montare ovunque e in poco meno di due settimane. I costi si aggirano attorno ai 10 milioni di euro che ovviamente potrebbero esser ripartiti fra più località che organizzano gare.  Si monta a Tokyo, si fa la gara e poi lo si trasporta via mare a New York per organizzare il parallelo di Natale sotto l'Empire State Building. Non male l'idea, ma forse un pochino troppo futuristica!

Altra idea dell'Hydrostadium era  una sorta di chiatta  sull'acqua con un canale di slalom  che si sposta via  mare o via fiume per piazzarsi nelle diverse località al fine di propagandare e organizzare gare nei grandi centri.

Insomma i cugini transalpini non si fermano mai e sembrano non avere soste nella loro enorme realtà sportiva dello sport dell'acqua che corre.

Occhio all'onda! 





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