Test sì o Test no?

Niente allenamento questa domenica, ma giardinaggio e un giro in bici per la giungla. Così facendo ho avuto la mente libera per pensare! Ho riflettuto sull'utilità o meno di fare dei Test. Ora il concetto di per sé nello slalom è sempre stato molto combattuto e discusso. Lo slalom è una danza e dubito che ai ballerini vengano fatti dei test per capire il loro stato di forma o dove intervenire. Noi, che  con loro condividiamo  il fatto di muovere il nostro corpo in maniera ritmica associandolo  non alla musica, ma all'acqua che si muove (che per noi è comunque musica) abbiamo in effetti alcuni precisi parametri fisici che ci possono aiutare a capirci meglio e a motivarci in certi periodi dell'anno. Ecco perché ritengo che sia corretto e utile avere dei riferimenti su alcune prove che via, via durante il ciclo di allenamento  e durante la crescita dell'atleta andiamo a riproporre. Il test di per sé ha, secondo me, o potrebbe avere la prerogativa di mettere l'atleta nella stesa condizione mentale e psicologica di una gara e in certi versi potrebbe essere anche più complesso ed impegnativo. Tanto da mettere veramente in crisi il soggetto e testarlo sotto vari punti di vista. Ovviamente dovrà essere preparato bene e soprattutto dovrà essere preso dagli atleti con la serietà di una competizione, sapendo che dai test possiamo ricavare dati interessanti per programma l'allenamento e quindi per migliorare.
Nei mie programmi di lavoro inserisco due serie di test in acqua e due in palestra. In acqua piatta apprezzo molto il test delle "2 porte" creato oltre 30 anni fa da Roberto D'Angelo e poi nel corso degli anni evoluto in varie forme e tempistica. Io uso il classico  e cioè piazzando due porte alla distanza di 10 metri una dall'altra e ogni metro è segnalato da un nastro per misurare la distanza percorsa in un minuto dall'atleta passando tra le due porte in risalita. Lo ripeto tre volte con un recupero pari al lavoro quindi 60 secondi. Riprendo con il video (qui si può vedere)  dall'alto, registro i passaggi cronometrici ad ogni porta e conto le pagaiate fatte da una porta all'altra. Così facendo si hanno una serie di dati interessanti che possono essere presi come punti di riferimento. E' un test facilmente riproducibile ovunque e  facile da proporre. Interessanti i dati che possono emergere sia sotto l'aspetto fisico che tecnico, specialmente con una attenta analisi video post prova.
In acqua poi è interessante fare il test sui 1.000 metri  girando attorno a due boe poste a 200 mt. una dall'altra. Qui è un pochino più complesso avere sempre le stesse condizioni di acqua e tempo atmosferico, basta un soffio di vento in più e il nostro test si sfasa di molto.  Una prova questa però che ci può fornire dati sulla resistenza generale del nostro atleta oltre alla sua scivolata in acqua rispetto ai colpi dati.




... prosegue



2 commenti:

Bill Hearn ha detto...

Ettore, Could you post a video of the test so that everyone can understand clearly and try the the test?
Best, Bill Hearn

Ettore ha detto...

Done Bill and thank You for Your request it's very important this - ciao

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