Distanza


Mi sono seduto sotto il porticato
 a godermi la frescura dell’alba, aspettandoti... 
nel frattempo ti guardo mentre dormi 


Immagini che si trasformano in musica, emozioni che si concretizzano in parole, idee che prendono forma dalla punta di una matita, momenti che si fermano in uno scatto. Musica che si esteriorizza in movimenti, parole che danno emozioni, disegni che prendono vita sul corpo. Fotografie che fermano la nostra vita in un preciso momento. 
In tutto ciò c’è il bisogno umano di comunicare non più semplicemente attraverso la voce: troppo limitante ed intermittente, troppo legata ad una sintonia che inevitabilmente cala sulle persone in quell’istante, ma senza la coscienza e la conoscenza  se in  quel momento troviamo gli animi delle persone predisposte a quel sentimento comune. Ma attraverso strumenti che vanno al di là del nostro esile e spesso superficiale grido di disperazione per amori non espressi, passioni non concretizzate, delusioni o anche gioie vissute per lontananze o per riavvicinamenti, possiamo ritrovare noi stessi negli altri e loro in noi.
Ma il vero e grande dilemma non è vivere intensamente un attimo, un sorriso, uno sguardo o un bacio. Non è gioire seduta stante, non è apprezzare ciò che ci circonda nell’istante preciso in cui accade... troppo facile e il mondo, grande o piccolo che sia, straripa di tutto ciò. La quadratura del cerchio arriva solo se cerchiamo oltre e se scaviamo dentro di noi per trovare energia e forza per capirci, per capire, per aprirci al mondo.  Ci ritroveremo lontani per scelte consapevoli. Ci ritroveremo però a camminare comunque tenendo l’uno la mano dell’altra. Ci ritroveremo sempre a cercare per l’altro uno spazio vicino a noi per ogni cosa che facciamo. Ci sediamo a bere un caffè che si assapora comunque sempre e solo in due, degusteremo i cibi guardandoci negli occhi e aspettando dall’uno o dall’altra quella luce per condividere anche questa emozione a migliaia di chilometri di distanza.  Lo spazio non ha dimensione, non soffre la distanza perché la distanza è solo un elemento inventato dalla fantasia dell’uomo che ha creato per allontanarsi da se stesso. Ecco che possiamo rispecchiarci e ritrovarci nell’altro, ecco che possiamo finalmente liberare il nostro piacere nella condivisione al di fuori della dimensione in cui si sta vivendo. Una ricerca costante, una profonda e assoluta necessità di essere vivo per vivere nell’altro e per l’altra parte di te che è ancorata nelle persone che ami.

Occhio all'onda! 

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