ALTERNATIVA


Ieri sera è stata una gran bella lezione. Mi è piaciuto il tema portante che sintetizzando è stato: l’alternativa. Bene! da quel poco che ho capito io del tango diciamo che questo sostantivo sta alla base di ogni nostro movimento. Mi piace perché capita la stessa cosa durante una discesa in canoa o meglio durante una prova tra i paletti dello slalom. Se c’è alternativa ad un’azione significa che siamo di fronte, inizialmente, ad un dilemma che comporta una decisione e che a sua volta può avere una o più  scelte o soluzioni. Bello perché arriviamo al raggiungimento dell‘obiettivo da angoli diversi. Da sfumature magari sottili, ma determinanti per giocare in continuazione con l’acqua o con la ballerina. Quindi possiamo far quadrare il cerchio in mille modi per poi ritornare alla fine alla base di tutto: nel tango alla chiusura della salida, nella canoa alla propulsione per avanzare. Questo mi appassiona e mi entusiasma perché ci fa capire che con basi e fondamentali solidi possiamo costruire castelli e grattacieli, dipenderà solo dalla nostra costanza e motivazione. Poi c’è l’aspetto neuronale che da sempre mi incanta. Il nostro corpo ad ogni gesto ha una risposta neuromuscolare  che coinvolge in maniera determinante fattori nervosi come la coordinazione intramuscolare e intermuscolare. Entriamo nel campo della propriocettività apriamo cioè la porta della nostra percezione sensoriale. E il tango e la canoa che cosa sono se non espressioni di risposte a percezioni sensoriali?  
Certo, si arriverà a ciò solo dopo un profondo lavoro sull’intelligenza motoria. Bisogna soprattutto trovare chi riesce a farti capire e percepire questi concetti che se, in una prima analisi, possono sembrare complessi in realtà sono proposte di lavoro molto approfondite che ci porteranno ad esprimere ciò che abbiamo dentro in maniera molto personale. 
In questo modo non diventeremo la brutta copia di qualcuno, ma esprimeremo l’originale di noi stessi. Così ritroveremo nel movimento la fusione della nostra carica energetica che va a liberare i nostri sentimenti a ritmo di musica o di velocità dell'acqua.  

Più alternative conosciamo e sviluppiamo  e più soluzioni piacevoli ed efficaci mettiamo in atto. In acqua l’alternativa ad un gesto precedentemente pensato e ipotizzato scatta nel momento in cui un’onda si rompe o un ritorno d’acqua è più potente di quello che ci saremmo potuti aspettare. Nel tango l’alternativa nasce principalmente dalla nostra percezione e quindi risposta alla musica per marcare tempi o pause, da esigenze di sala, da risposte diverse delle nostre attese da parte della ballerina e da una necessità di esprimersi diversamente da canoni prefissati e standardizzati

Occhio all'onda! 

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Ettore, fammi dire che sei davvero molto fortunato a conoscere già due modalità per giocare con le alternative che le tue percezioni sensoriali ti propongono...ma prima di tutto a poter allargare così tanto la sfera delle percezioni. complimenti per la capacità di decodificazione, simona

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