Si troverà qualche volta impreparato Mr. Grey?


Siamo tornati a fare e a parlare di slalom grazie ad un percorso che almeno fino alla porta 16 ha una sua logica, peccato solo per le ultime tre porte che mettono in seria difficoltà le canadesi, pregiudicandone la scorrevolezza e la fluidità d’azione. Pioggia e vento hanno fatto il resto in questo finale di Coppa del Mondo di Slalom 2012. Poi tutti in vacanza tranne Junior e U23 che a Solkan (Slovenia) si giocheranno i titoli europei, ma questa è un’altra storia che speriamo di poter raccontare.

In C1 Slafkovsky si porta a casa l’oro della gara e la coppa del mondo di specialità 2012, davanti al basco Elosegui. Lo slovacco ha totalizzato in cinque gare  261 punti con due terzi posti (Cardiff e Pau) un quarto posto (La Seu), un secondo (Praga) e una vittoria (Bratislava). Bella progressione la sua in una stagione in un certo senso anomala visto che non poteva aspirare ad un posto alle olimpiadi riservato allo scontro diretto solo fra i suoi due compagni di squadra e cioè Benus e Martikan. Poi tutti sappiamo com’è andata a finire. Quindi il bravo Alexander ha preso questa stagione per concentrarsi su se stesso e per crescere tecnicamente e senza dannarsi più di tanto tra le beghe di casa - Devo ricordarmi di raccontare cosa gli  ho visto fare sull'acqua piatta per riscaldarsi - 
Nessuna sorpresa quindi nella canadese anche se  la stagione appena conclusa ha messo in luce i pagaiatori sloveni in grande crescita. Bravo Anze Bercic classe 1991 che sfiora la vittoria  a 0,84 mentre Benjamin Savsek, vincitore a Praga, fa registrare in finale il miglior tempo con 108,02, peccato per le 8 penalità. Chi sembra vivere in uno stato confusionale è il campione del mondo della specialità, Denis Gargaud Chanut, che dopo il divorzio sportivo con Fabien Lefevre non convince più come un tempo.

Finale Kayak maschile al cardiopalma, con una coppa già assegnata e vinta la scorsa settimana dal francese Daille. I primi quattro finiscono in 40 centesimi e la spunta Jure Meglic che torna alla vittoria in Coppa dopo 5 anni (l’ultima risale a Tacen 2007, se la memoria non mi tradisce). Il francese vincitore di Coppa centra un altro grande obiettivo quello cioè di prendere medaglie in tutte e cinque le prove, vincendo tre gare, un argento e un bronzo.  Indubbio il suo predominio in questa manifestazione, ora solo il futuro ci dirà se questa stagione è l’inizio di una nuova era all’insegna di Etiene Daille o se si è trattato solo di un momento di  eccitazione agonistica eccezionale sotto qualche buona stella!
In casa Italia bravo Giovanni De Gennaro che entra in finale e rafforza la teoria che già avevo enunciato precedentemente e che si riassume nel motto: lasciamo spazio ai giovani quando altri non sono più motivati e sul campo lo dimostrano in continuazione. Convocarli solo per giustificare il loro stato di atleti professionisti non mi sembra corretto per gli altri atleti e neppure per i contribuenti italiani.

Giornata conclusa con la finale delle donne in canadese... una sofferenza lunga e assurda. Su 10 finaliste solo sei non hanno salti di porta  e solo le prime quattro hanno fatto una discesa consequenziale, seguendo cioè l’ordine progressivo dei numeri in relazione alle porte, senza risalire cioè ampie zone di canale. Sembrava più di assistere ad una corrida dove il pubblico ad ogni porta fatta scandiva un liberatorio “olè”, mancava solo che dotassero i giudici di porta della famosa “muleta” per attirare le atlete verso la meta da conseguire. Molte di loro arrivavano al “Niagara” con sei “banderillas”  conficcate nel collo, per rendere l’ultimo atto ancora più crudele! Così non possiamo pensare che la categoria cresca. Urge cambiamento.

Buon sabato sera a tutti, io mi rintano nella casa viaggiante e cullato dal vento finisco il secondo libro della trilogia delle sfumature. La  speranza è che anche Mr. Grey qualche volta possa trovarsi  impreparato...


Occhio all'onda! 


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