Sfumature diverse di oggetti uguali


La Coppa del Mondo vista il giorno dopo assume un fisionomia diversa. Ieri sera ho cenato con Rob van Bommel il nome forse non vi dice molto, ma è il titolare di Sportscene . Se andate su Facebook chiedetegli l’amicizia e sarete sempre aggiornati sui maggiori avvenimenti di pagaia che l’ICF patrocina. In sostanza Sportescene è un mix tra ufficio stampa e agenzia giornalistica per l’organo internazionale della canoa. Questo per lui è il terzo anno che collabora con l’ICF e se vogliamo ha dato un piccolo contributo a far conoscere il nostro sport sul web, con interviste, foto, resoconti e altro dalle varie manifestazioni.
Lui è olandese, ma vive da molti anni in Australia e più precisamente a Sydney, meglio ancora viveva fino a poco tempo fa a Manly e  ora ha comprato casa a Katoomba nelle Blue Mountain. E’ passato dal mare alla montagna e ieri mi ha mostrato una foto della sua villetta, ma soprattutto ci ha tenuto parecchio a dirmi che in realtà il valore della casa è dato dalla finestra che ha sulle montagne blue. E in effetti dalla foto ci si rende bene conto che ne valeva la pena. Non ho chiesto però il prezzo che penso essere molto elevato.
Ovviamente abbiamo parlato di canoa e più precisamente di slalom. Ci siamo divertiti a fantasticare il futuro di questa manifestazione che purtroppo sta diventando sempre più anacronistica. Diciamo che parlando dei vari aspetti abbiamo ognuno dato diverse interpretazioni. Per me il percorso disegnato da Martikan in qualifica era demenziale, per lui sperimentale. Le premiazioni della Coppa del Mondo per me è stata umiliante soprattutto per i vincitori, per lui sbrigativa. La mancanza di autorità, se si fa eccezione per il vicepresidente Richard Fox, per me è stata emblematica di quanto l’ICF da valore ad una finale di Coppa del Mondo, per lui una assenza giustificabile dalla fine della stagione.
Io gli ho spiegato che è assurdo che la Coppa del Mondo non abbia un filo conduttore comune con logo e merchandising. Penso che sarebbe auspicabile che l’ICF raduni tutti i vari organizzatori delle manifestazioni attorno ad un tavolo e definisca ogni cosa perché il prodotto "Slalom World Cup" possa essere venduto nel miglior modo possibile e che possa essere un veicolo pubblicitario importante per il nostro sport. Anche a Rob è sembrato tutto ciò interessante e condivisibile. Bene! ma alla base di ogni attività ci dovrebbe essere quello che in termini altisonanti chiamano i “Development Project Management
”, invece sembra che stiamo navigando a vista, dopo aver cambiato in continuazione le regole del gioco. Ciò che mi preoccupa maggiormente per il futuro è proprio questo che si pensa ancora una volta a cambiare le regole, ma non si pensa e non si progetta un semplice piano di marketing per lo slalom internazionale.
Per fortuna che qui la birra costa poco e la compagnia è stata molto gradita altrimenti sarebbe stata una serata molto triste a chiedersi perché non riusciamo ad uscire dal tunnel!


Occhio all'onda!


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