Come volevasi dimostrare!


Il cielo è tornato bigio e questa mattina la sveglia è stata la pioggia sulla mia casa viaggiante. Poi la giornata è corsa via veloce come il vento che ha disturbato le gare di qualifica. Gare... se si può parlare di gare o semplicemente sono state una rincorsa solo  al meno peggio da parte di tutti gli atleti. Lo spettacolo visto è stato deprimente: atleti di alto livello che lottavano per prendere porte messe in punti assurdi. Lo show poi arriva dall’argento olimpico Vavra Hradilek che in seconda manche scende con due telecamere sulla barca una in punta e l’altra in coda, quest’ultima la perde alla porta numero 10, ma prosegue imperterrito. Il risultato è che si migliora rispetto alla sua prima discesa di ben 2 secondi. Sono curioso di vedere quel filmato! Lo spettacolo poi è proseguito con la canadese donne obbligate a scendere anche se comunque tutte e 17 passavano di diritto in semifinale: un inutile martirio per le povere ragazze in ginocchio.
Dopo aver martellato a lungo il mio collega tedesco ho scoperto che Kaufmann non ha preso parte alla stesura del tracciato delle gare di qualifica.  Il fatto nasce, sembra, dall’impossibilità di comunicazione fra Martikan e Kaufmann. I due arrivano ad un solo accordo: lo slovacco avrebbe fatto il tracciato della qualifica e il tedesco quello della semifinale e finale che sulla carta sembra essere più accessibile e dinamico. Andate a leggervi “comeback to Canoe Slalom by Michal Martikan” scritto dallo stesso “fenomeno” solo lo scorso gennaio e vi renderete conto che se lui è stato ed è un grande campione in canoa non lo è certo fuori dall’acqua per coerenza e per idee che sembrano più quelle di un estraneo al nostro movimento. Sempre da indiscrezioni sembra che il presidente del boarding Pronon, dopo la demo run di ieri volesse cambiare fisionomia al percorso dello slovacco, ma il muro contro muro nato tra i due non ha portato poi a nessun cambiamento. Cosa pensare? Che un presidente ha meno potere di un atleta? Per quale motivo è stato proposto Martikan a disegnare il percorso? Avevo sollevato delle perplessità in consiglio di gara, ma mi era stato risposto che questa era stata la scelta del comitato organizzatore. 
Praticamente in tutte le categorie l’unico obiettivo ricercato è stato quello di non saltare porte, non certo quello di fare un percorso veloce. Il miglior  kappa uno, Joan Crespo, fa registrare il tempo di  111,11 ben sopra la massimo previsto dal regolamento internazionale che dice che il percorso ideale deve avere una durata approssimativamente sui 95” (rule 20.2 - ... As a recommendation for the course designers, the course should be navigable for K1M in a time close to 95 seconds). Perché scrivere le regole se poi non si rispettano?

Buon venerdì sera a tutti ci sentiamo domani per le semifinali e finali dei k1 men e dei C1 uomini e donne e che dio ce la mandi buona!

Occhio all’onda! 

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