Non fermarsi al momento - guardare avanti


 

Il Rod Laver Arena ha una capacità massima di 14.820 persone ed erano le 19.00 del 20 gennaio a Melbourne, le 9 di mattina  in Italia e le 5 di una giornata piovosa in Brasile, quando Jannik Sinner è sceso in campo per il primo turno agli Australian Open 2026. Inizia l’incontro al servizio e arriva ad  un 0 - 40 in pochi minuti, manca nulla per concedere all’avversario il primo break della partita e  invece… Non si scompone,  infila alcuni ace rimonta lo svantaggio,  annulla di botto il gap e si porta a casa il primo set… e la cosa ha del miracoloso o meglio ci dimostra che cosa significa essere sul pezzo in ogni secondo della partita! Al di là della vittoria, poi sappiamo tutti come è andata a finire, rimane inciso nei manuali di sport, al servizio degli allenatori, questo insegnamento: non guardare a quello che è successo, concentrati solo su quello che farai succederà!

Il povero Gaston mi ricorda la canzone di Venditti che fa più o meno così 

"… 

E quanno so partiti li crociati

Con mille e mille e mille bei vestiti

Gaston francese e Astolfo l'italiano

S'innamorarono d'un amore amaro

S'innamorarono d'un amore amaro

E sò passati gli anni e so tornati

Astolfo la sua donna s'è sposato

E di Gerusalemme se scordato...

Di Gaston de la Seine

Non si seppe plus rien"


Scusate l’inciso, ma le cose che arrivano di prima mattina al risveglio bisogna coglierle al volo e trarne beneficio e saggezza!  

Tornando sul mio,  mi permetto di dire che c’è una differenza tra le porte in risalita con la barca da Slalom che con la barca da Cross. Ovvio si potrebbe rispondere, ci parla dell’acqua calda, ma in realtà cambia principalmente la sostanza.  Nel primo caso non puoi toccare la palina e nel secondo caso invece la puoi non solo toccare, ma anche spostare. Quindi tutto ciò  implica il fatto che in slalom su una porta in risalita ci devi proprio girare attorno, risalendo in parte, mentre nel cross basterà spostarla per passarci dentro senza risalire nulla. Quindi sono due concetti completamenti diversi e opposti. I giovani atleti che arrivano dallo slalom faticano a capire questa idea e si ostinano ad impostare la risalita nel Cross come se fossero seduti nel kayak da slalom. Parliamo in pratica di due tecniche completamente diverse che purtroppo qualche volta vengono mixate e confuse.

L’insegnamento ricevuto questa mattina in diretta dall’Australia lo dobbiamo traslare al Kayak Cross direttamente. Molti atleti, infatti, quando partono male pensano già di aver concluso la gara, mentre altri  trasformano la propria partenza orribile in un’arma per tagliare per primi il traguardo, facendo dell’imprevedibilità costante il loro credo. L’atleta impegnato in gara non può fare altro che guardare avanti senza minimamente fermarsi con la mente e con lo spirito a quanto occorso precedentemente e questo lo si può fare solo se si è estremamente convinti del proprio valore e potenziale.


Occhio all'onda!
 



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