Allenatori di Slalom riuniti a Londra



Non bisognerebbe mai uscire dai propri confini per non incappare nell’errore di farsi trascinare in un vortice che ti lascia a bocca aperta. Sono al “ICF Canoe Slalom Coaches Symposium” a Londra e più esattamente alla “Brunel Univerity West London”. Un convegno organizzato sotto il patrocinio e l’attenta organizzazione della British Canoe Union che dovrebbe portarci anche a vedere il neo nato canale olimpico distante pochi chilometri da dove ci troviamo attualmente Passeremo qui tre giorni con i colleghi allenatori di molti paesi ad ascoltare quello che il Boarding dello Slalom ha da dirci e che il XXXIII Congresso Ordinario dell’ICF di una settimana fa ha approvato. Già! Nessuno ci ha aggiornato su questo importante congresso svoltosi in Spagna a Isla de la Toja che aveva all’ordine del giorno molti punti da approvare. Eppure in Galicia, paese dove si mangia un’eccezionale zuppa di pescado e marisco, avevamo diversi delegati: il tesoriere, il presidente degli atleti e, se non vado errato, il rappresentante ufficiale italiano Adelfi Scaini. L’ ufficio stampa ha completamente ignorato l’evento. Di cambiamenti ce ne sono stati e direi che gli aspetti che più ci toccano sono quelli legati agli Under 23. Infatti sono stati approvati ed inseriti i campionati del mondo per questa categoria e sembra che prenderanno il via già dal 2012 poiché a Wassau (prossima sede per i mondiali di slalom junior) si sono detti disponibili ad aprire le porte anche agli U23.
Per la velocità invece si dovrà aspettare il 2013 a Welland (Canada). Dico ciò per fare contento, spero, il mio amico Frank Guglielmi, aggiungo anche, sempre per la sua gioia, che finalmente il K4 potrà sostituire un atleta tra batteria e semifinale o finale se un componente sta male o si è procurato una lesione e le donne potranno gareggiare anche in C2 ovviamente nei 500 metri.
Dal congresso emerge anche l’intenzione di usare 500,000 € per la televisione al fine di produrre un prodotto che offra la possibilità di pubblicizzare al meglio e con costanza la canoa e i suoi protagonisti.
Mi parlava di tutto ciò Joao Tommasini, presidente della Federazione Brasiliana di Canoa, che sta già lavorando duramente per i Giochi Olimpici di Rio 2016. Loro hanno pianificato un “piano di guerra” per arrivare all’evento pronti, ma soprattutto per sfruttarlo come momento di crescita di tutto il movimento sportivo: partire da questa opportunità per far decollare nel paese lo sport della pagaia. Giusto per la cronaca o per chi ignorasse la cosa: a Foz do Iguaçu c’è un canale artificiale per lo slalom eccezionale tanto che nel 2007 ospitò il mondiale valido come qualificazione olimpica.

Allora non ci rimane che prepararci per il Symposium e sempre che la cosa vi interessi vi aggiornerò di giorno in giorno, se poi avete qualche quesito da rivolgere ai grandi politici dello slalom fatemi sapere anche via mail (ettoreival di@alice.i t) oppure se avete problemi tecnici allora... qui c’è il meglio del meglio dal punto di vista coach!


London, 5 novembre 2010 - the open day of “ICF Canoe Slalom Coaches Symposium”

SECONDA PARTE

Una cosa è certa: gli inglesi fino alle olimpiadi non vogliono nessuno al “White Water Centre” nel parco regionale Lee Valley.
Ci hanno presentato alla grande il canale che ospiterà i Giochi Olimpici del 2012 in una zona molto bella che si estende in un parco che ha una estensione di oltre 4.000 ettari e corre lungo il Thames per 43 km. Più di 4 milioni di persone ogni anno visitano il parco o vi soggiornano per godere della natura e del clima particolarmente rilassante e piacevole. Il centro dello slalom è praticamente a nord di Londra a 30 minuti in auto dall’aeroporto di Stansted e a 70 da quello più lontano e cioè Gatwick. Sarà a 25 minuti dal villaggio olimpico che aprirà le porte il 16 Luglio 2012. Le gare per lo slalom a cinque cerchi inizieranno il 28 per terminare il 31 luglio o il primo agosto.
Ma veniamo ai dati tecnici di questa struttura che è stata progettata da Scott Shipley e da Andy Laird. Lungo 300 metri con un salto di 5 metri può funzionare con 11/12 metri cubi al secondo ed è alimentato da 4 pompe che riportano l’acqua a monte. C’è anche un canale di allenamento (intermediate course) lungo 150 metri e con un dislivello di 1,6 e funziona con 8/10 m3/sec.
L’impianto è predisposto per ospitare 12.000 spettatori e dotato di un sistema per tenere perfettamente pulita l’acqua. Il tutto prima di essere realizzato è stato riprodotto in scala negli Stati Uniti e successivamente, su questo modello, sono state sperimentate tutte le varie opportunità per creare onde, riccioli e ritorni d’acqua. Qui potete vedere il video del modellino [url=http://www .facebook. com/album. php?aid=27 814&id =113362002 052307#!/v ideo/video .php?v=101 2711998942 49.]http://www .facebook. com/album. php?aid=27 814&id =113362002 052307#!/v ideo/video .php?v=101 2711998942 49.[/url]
L’aspetto più interessante è che quello che si era studiato e pensato nel modellino poi si è concretizzato nella realtà con un incredibile successo. Molto soddisfatti Scott e Laird. Innovativo il sistema di ancoraggio degli ostacoli. Per farvi un’idea visitate il sito [url=http://www.rapidblocs.com]www.rapidb locs.com[/url] dove troverete foto e studi specifici. In sostanza sul fondo del canale ci sono dei binari e a questi si agganciano questi ostacoli di plastica color grigio, per non disturbare l’impatto visivo, realizzati da Dagger.
Costerà 400 sterline per ora e ci si dovrà però prenotare per tempo. A partire dal 28 luglio 2011 organizzeranno il primo “London Invitational Canoe Slalom” aperto a 250 pagaiatori in relazione al ranking internazionale (l’Italia potrà parteciparvi con 9 barche, l’Irlanda con 5) con una gara il primo Agosto e con altri 4 giorni di allenamento successivi.

Chiuso il capitolo olimpico, presentato da il suo general manager Mr. John Mac Leod, ben conosciuto nell’ambiente dello slalom, si è tornati all’annoso problema dei regolamenti.

Vi ricordate l’anno scorso quando vi avevo parlato dell’omologazione dei materiali? Bene dopo un anno piuttosto traballante ed incerto il congresso è arrivato ad un dunque per i salvagenti e per i caschi. In sostanza questi due capi d’abbigliamento obbligatori dovranno riportare l’omologazione CE o ISO ben visibile con l’anno di produzione. Questi materiali dovranno essere registrati all’International Canoe Federation. In sostanza cosa cambia rispetto alle disposizioni precedenti? Semplicemente la parola “license of ICF” con “registered ICF” che sta a significare che la cosa diventa molto più veloce e spedita sia per le aziende che per l’utilizzatore finale.

Qualche piccola regola cambiata, o meglio resa più elastica, dopo l’esperienza di quest’anno ai mondiali di Tacen, per le gare a squadre e per facilitare la partecipazione alla doppia gara.

Giornata di lavoro conclusa con l’intervento di Olli Dudfield del “UK Sport” la nostra “Scuola dello Sport” per capirci, che ci ha parlato di un programma di sviluppo sportivo in Africa con tutta una serie di ovvi motivi diversi di approccio. Tutto ciò è servito a Jean Michel Prono per spiegare l’impegno dell’ICF in relazione a progetti di sviluppo in Africa, Asia, Centro e Sud America. Qui si aprirebbe un lungo dibattito perché, a mio modo di vedere, la politica che sta seguendo la Federazione Internazionale non è certo quella di offrire opportunità di crescita a molti Paesi, ma solamente quella di cercare di dimostrare al CIO di avere i numeri per restare nella famiglia olimpica. Crescere e svilupparsi implicherebbe altre strategie.

Oggi giornata di presentazione e approfondimenti su temi specifici che speriamo di dimostrino essere interessanti. A voi tutti un buon sabato e buone pagaiate visto che l’acqua certo a casa non ci manca!

Occhio all’onda!


London, 6 novembre 2010 - 2nd day of “ICF Canoe Slalom Coaches Symposium”

TERZA PARTE

Iniziare una giornata di lavoro con della sana filosofia sul futuro dello slalom non è certo male! Poi visto che è sabato mattina la cosa si fa interessante e lasciando libera la mente si può anche entrare in un mondo fatto di sogni e irreali realtà. Per dirla come Jurg Gotz, il relatore di questa mattina e noto personaggio dello sport delle paline, guardiamo che cosa mettiamo dentro la nostra bottega - shop window - per attirare la gente e farla comprare. Ecco allora che la fantasia si dimentica della politica, dei soldi, degli interessi extra-sportivi.
La visione dello svizzero, migrato 10 anni fa nel Regno Unito per essere oggi il direttore tecnico della squadra di slalom di sua Maestà, per il 2020 è decisamente particolare. In sostanza, partendo dal presupposto che i numeri per la canoa slalom e velocità non cambieranno, tanto per la cronaca 330 in totale (84 per lo slalom), propone una divisione equa tra le due specialità, che diventerebbero tre, introducendo 6 prove per lo slalom (contro le 4 attuali), 2 gare per il freestyle, 8 gare per la velocità e 2 per la marathon. In questa fantascientifica visione del futuro lo slalom vedrebbe le gare per k1 men, C1 men, C2 men e le stesse prove per le donne. Poi una prova maschile e femminile in K1 per il freestyle. Mentre passando alla velocità le prove si concentrerebbero solo sui 200 o 500 metri, introducendo la prova di marathona per i K1.

Per inquadrare meglio la realtà olimpica ricordo che attualmente gli sport sono 28 e prevede una partecipazione massima di 10.500 atleti. Lo sprint sta allo slalom con 3 atleti a 1. Sono 16 le medaglie che si assegnano e ben 12 sono per lo sprint.

A riportare i piedi a terra agli oltre 40 allenatori presenti ci ha pensato subito dopo Sue Natoli che ha cercato di analizzare i cambiamenti fra la stagione 2009 e quella appena conclusa. L’australiana che lavora nel board dello slalom ha utilizzato una serie di dati raccolti durante le gare per cercare di capire l’andamento della stagione. L’analisi è stata fatta con molta difficoltà vista la poca risposta che c’è stata da parte di tutti nel collaborare durante l’anno a questa raccolta di dati. E’ come aspettare risposte sul nostro “Forum”!
Tutti i presenti concordano che il 2010 è stato positivo per il salto di qualità nella canadese femminile, per il supporto video che si è arricchito anche della parte grafica e per le dirette su internet. Non sono neppure però mancati alcuni lati decisamente negativi come un calendario di gare assurdo, l’assenza o quasi della televisione e in modo particolare della diretta su Eurosport per gli appuntamenti più significativi della stagione.

Problemi poi per la designazione dei tracciatori di gara e per i giudici. Si pensi che ai campionati del mondo sono state giudicate 18.200 porte, le richieste di rivedere penalità (inquires) per le decisioni prese sono state 63, 15 di queste si sono trasformate in proteste ufficiali, 4 sono state cambiate di cui 2 grazie all’utilizzo del video. Parlare dei giudici e delle tecnologie che possono essere d’aiuto non è sempre facile. Si innescano diverse problematiche a partire dal fatto che molte volte queste figure non hanno un diretto e costante contatto con le gare e con tutte le varie sfaccettature che la cosa rappresenta. Soluzioni? Sono state oggetto di lunghe discussioni di confronto e approfondimento, ma alla fine non sarà facile apportare cambiamenti: il processo di trasformazione è lungo.

Domani scappata al canale, ci porta Jurgen. Partiamo alle 7 con il mezzo della Britisch Canoe Union... la curiosità è tanta speriamo di poter scattare anche qualche foto!

London, 7 novembre 2010 - 3th day of “ICF Canoe Slalom Coaches Symposium”

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