Allenandosi divertendosi II^


La brutta stagione è iniziata. Novembre è stato caratterizzato da abbondanti piogge che hanno riempito i nostri fiumi. Poco male per noi canoisti anche se sappiamo che i danni sono stati notevoli specialmente qui in Veneto.
Non si possono fare i classici allenamenti nelle porte e allora cosa fare? Iniziare un lungo letargo oppure rinchiudersi esclusivamente fra quattro mura in palestra o ancora approfittare dell’acqua alta per proposte di allenamento ai nostri giovani molto divertenti alternandole ad esercizi a secco che sviluppino le capacità coordinative?
Mi sembra interessante e visto che non bisogna perdere tempo, anzi bisogna mettere a frutto il tempo, direi che possiamo sfruttare l’occasione per delle divertenti discese sul fiume. Le onde sono importanti ed è possibile sfruttarle surfando. Questo è un ottimo esercizio di sensibilità che permette ai giovani di prendere contatto con l’acqua e la velocità della stessa. Più l’onda sarà irregolare e più si dovrà prestare attenzione ad ogni minimo particolare, allenando così schemi motori legati alla velocità di reazione, fondamentali per il nostro tipo di sport. Se poi l’onda da surfare si trova in una posizione non agevole, si dovrà cercare di trovare una soluzione per entrare e godersi la possibilità di diventare per un po’ di tempo i padroni di quella situazione. Sollecitiamo così l’aspetto della ricerca di nuove risposte motorie alle varie necessità che si possono presentare molto frequentemente in slalom.
L’occasione è ghiotta anche per esercitarsi nel piantare la coda in acqua visto che con questo livello il fiume crea, fra la corrente e la morta, una situazione di instabilità molto strana e in continuo irregolare movimento. E’ il momento di lasciar libera la mente e il corpo per esprimersi come meglio credono, senza nessun ostacolo o imposizione tecnica. Eventualmente solo accorgimenti o proposte. E’ un’ottima opportunità per creare una simbiosi unica fra pagaiatore e la sua canoa, fuori dalla routine dei pali. Il movimento assume l’aspetto del gioco e non una semplice prestazione fisica. L’azione risulta essere scaturita dalla necessità di risolvere situazioni di disequilibrio costante. Ecco che andiamo ad allenare e a sollecitare quasi involontariamente tutte le tecniche di base che vengono poi utilizzate nella gara estremizzandone ogni aspetto. Ovviamente tutto ciò è influenzato dalla consapevolezza delle informazioni propriocettive in ingresso, con lo scopo finale di sviluppare un’ampia memoria spaziale e temporale che si inserirà all’interno del bagaglio di strumenti percettivi e motori. Si tratta quindi di automatizzare un ampio repertorio di risposte adatte che durante la gara devono essere attuate in base alle diverse situazioni.

Inutile ripetere che in età giovanile più il lavoro è diversificato e nello stesso tempo fantasioso più alla lunga paga. Dimentichiamo la prestazione agonistica e concentriamoci sulla tappa della presa di coscienza del gesto da parte del nostro giovane atleta sotto ogni forma.
Per ogni tempo e per ogni situazione dobbiamo cercare di sfruttare al meglio le opportunità che ci si presentano. Non è male poi cercare anche a secco esercizi che sviluppino le capacità coordinative attraverso l’aspetto ludico del movimento, mantenendo sempre vivo l’interesse per nuove proposte.
La realizzazione di un video poi, diventa un mezzo per ricercare e approfondire quanto è stato fatto in acqua e fuori. Lo stimolo e la motivazione è molto alta proprio per cercare di realizzare un buon prodotto e diventare protagonisti di se stessi. Anche nella fase di montaggio, rivedendosi con molta attenzione, ci si può soffermare su un’analisi tecnica per cercare di far associare una determinata azione alle sensazioni vissute. Un ottima scusa per apprendere l’utilizzo dello strumento del video in maniera corretta e molto semplice, sfruttandone tutte le infinite opportunità che lo stesso offre.

video correlato:http://www.youtube.com/watch?v=OeUIBg5wI5Q



Occhio all’onda!

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