Lipno, dove anche l’ultima porta ha una storia da raccontare
Se ai Campionati Italiani di Slalom ci sono state delle piacevoli sorprese, come abbiamo raccontato nel post precedente, non sono mancate neppure le sorprese ai campionati nazionali in Repubblica Ceca che, come ogni anno, si sono svolti a Lipno nad Vlatavou. Ora, prima di addentrarci nelle gare svolte nel weekend, è doveroso ricordare ai gentili lettori che questa località è particolarmente famosa per gli appassionati di canoa in generale e in modo specifico per chi pratica lo slalom. Lipno fa parte della storia della canoa visto che nel 1967 si sono organizzai i decimi campionati del mondo di slalom e qui sono nate parecchie storie da raccontare, come quella di Gabriel Janoušek che in quella edizione vinse la medaglia d’argento sia in discesa che in slalom in coppia con Mila Horyna. Nello slalom, nella gara del C2, gli atleti della Repubblica Ceca vinsero tutte le medaglie, seguiti al quarto e quinto posto da due equipaggi della Germania dell’Est.
Tornando a Janoušek, c’è da dire che non ebbe un’infanzia facile a causa delle idee politiche del padre che, nella primavera del 1944, fu arrestato dalla Gestapo e imprigionato dai nazisti a Terezín, da dove venne poi trasferito nei campi di concentramento di Flossenbürg e Dachau. Nel maggio 1945 tornò a casa vivo. Dopo il colpo di stato comunista del febbraio 1948, iniziò a opporsi al regime totalitario e fu arrestato e condannato a 15 anni di carcere per alto tradimento. Ne pagarono le conseguenze la moglie e i figli: poiché il padre era considerato un traditore non fu loro concesso di studiare oltre le elementari. Gabriel ebbe la fortuna di essere un buon atleta e distinguendosi nella canoa, ebbe modo di riscattarsi, di riuscire a studiare e così arrivò a laurearsi in ingegneria, avverando il suo sogno di diventare professore all’università. Ma l’allora giovane atleta della Repubblica Ceca verrà ricordato per aver perso la medaglia d’oro proprio all’ultima porta ai Giochi Olimpici di Munich del 1972 ed è proprio lui a raccontarci com’era andata:
“Stavamo disputando una buona gara; all’ultima porta – una porta di risalita sul lato destro – io pagaiavo avanti sinistro e il mio compagno Milan Horyna dietro a destra. Siamo finiti nell’ultimo ritorno d’acqua sotto il secondo ponte per fare fare la porta 29 in risalita e, proprio in quella porta, abbiamo commesso l’errore di pagaiare troppo forte: Milan non ha inclinato a sufficienza la barca verso di me e ci siamo rovesciati. A causa dei sedili ben fissati non riuscivamo a uscire; ci hanno tirato fuori i soccorritori, dopo che avevamo bevuto un po' d’acqua stremati dalla fatica. Ed è qui che entra in gioco il 'se': se non fosse successo, avremmo superato l'ultima porta senza penalità e probabilmente avremmo vinto, cosa che invece non è accaduta – Gabriel racconta anche che sua moglie stava guardando la gara in TV ed era pronta a stappare lo champagne e prosegue: "È solo un dettaglio curioso. Mia moglie stava guardando la gara in TV insieme alla mia ex compagna di squadra, Lída Sirotková. Si trovavano nella zona di confine della Repubblica Ceca, a Šumava, dove si riceveva la televisione tedesca; all'epoca il segnale tedesco non copriva tutto il Paese, quindi erano andate lì per vederla. Hanno seguito l'intera gara trasmessa dalla TV tedesca. Mostravano il tempo e le penalità e, in base a quello, pensavano che avessimo ormai tagliato il traguardo e che fosse andato tutto alla grande. Hanno stappato lo champagne – il tappo è saltato – ed è stato proprio in quel momento che ci siamo rovesciati”.
A Lipno nel ’67 c’era anche Roberto D’Angelo alla sua seconda partecipazione ad un campionato del mondo, dopo quella del 1965 a Spittal (Austria), dove chiuse al 7^ posto. Nella Repubblica Ceca il 22enne Roberto finì 14esimo con una penalità pesante, ma con un tempo molto buono, nella gara vinta dal tedesco della DDR Jürgen Bremer, che all’epoca dettava legge: il tedesco era infatti al suo terzo titolo iridato consecutivo. Ci sarebbe da raccontare molto anche su Jurgen, che nel 1969 a Bourg St.Maurice era il favorito numero uno, ma, proprio alla vigilia delle gare, la Germania Democratica dell’Est ritirò la squadra per contrasti all’interno delle due Germanie. Alle Olimpiadi del ’72, non sembrava più essere l’uomo invincibile che era e arrivò solo 8^ nella gara vinta dal suo compagno di squadra Siegbert Horn (1950 - 2016) Dal 1973 al 1998, Bremer lavorò come allenatore di canoa slalom a livello élite e juniores, molti di questi anni come allenatore della squadra nazionale. Dal 2002 al 2008, è stato l'allenatore della squadra nazionale cinese.
Scusate mi sono perso e non vi ho detto delle sorprese delle gare di quest’anno e quindi, riassumendo, diciamo che a vincere il titolo nazionale nel kayak maschile è stato il giovane Martin Rudorfer allenato da un altrettanto giovane allenatore che risponde al nome di Ondřej Tunka, che ovviamente, come atleta, conosciamo molto bene - ricordiamo solo che è stato campione del mondo nel 2017 a Pau (Francia). Dietro di lui Jiří Prskavec con il miglior tempo ma con una penalità alla porta 18. In terza posizione Vit Prendis, mentre il campione del mondo Jakub Krejčí finisce quarto con un tempo stratosferico, due secondi meglio di Prskavec, ma con 6 penalità.
Nel kayak femminile troviamo due Galušková sul podio: Antonie vince e Bára finisce terza, fra loro due Olga Samková.
Nella canadese maschile c’è il grande ritorno di Lukáš Rohan, che lascia dietro Jakub Voneš e Lukáš Kratochvíl. Al femminile si impone la neo campionessa del mondo Tereza Kneblová su Martina Satková e in terza posizione Adriana Morenová.
Tutti i risultati cliccando qui e buona visione
Occhio all’onda!
Commenti
Posta un commento