Percorsi che ci riportano agli anni '90
Questa mattina andando a fare colazione di buon ora sono passato, assieme a Zeno, sul canale di gara ancora senz’acqua e, buttando l’occhio sulle porte posizionate nel cielo, iniziavano a sorgermi dubbi che facevano rumore anche in quel silenzio mattutino. Il buon caffè e il pane tostato con burro e marmellata, mi avevano però distratto per un momento fino alla dimostrazione del percorso, quando cioè ho avuto la prova provata che il tracciato faceva proprio, usando un eufemismo, pena! Le gare sono state falsate da una serie di combinazioni assurde, dove nessuna risalita rispecchia il senso dello slalom: a 5 su 6 si arriva usando la sponda e si va da una parte all’altra del canale senza la fluidità che questo percorso offre. Emblematiche le parole di Antonie Galuskova che qui ha fatto l'apripista:"questo percorso non é Praga"!
Nel giro di sette giorni siamo passati dai 72 secondi di Tacen ai 97 che sono serviti al Jakub Krejci per mettersi l’oro al collo. Ci sono quindi 25 secondi di differenza tra un percorso e l’altro e questo ci fa capire che lo slalom naviga a vista. Al di là della distanza, le donne hanno vinto con 1 minuto e 48 di gara rispetto al minuto e 21 della settimana scorsa. Le combinazioni 11-12 e 16-17 hanno in pratica definito le classifiche. Chi ha da recriminare è Xabi Ferrazzi che, proprio su quest’ultima, ci ha lasciato un’altra vittoria sicura; si consola con il bronzo, dietro a Joseph Clarke che avrebbe fatto registrare il miglior tempo, ma deve pagare il tocco alla 7 in risalita finendo secondo.
I tracciatori, come sottolineo da molto tempo, hanno un compito fondamentale per far sì che lo slalom possa essere uno sport che offre emozioni fino alla fine. Le gare più emozionanti sono quelle che si combattono sui centesimi. Sia nel settore maschile che in quello femminile si entrava in finale con distacchi enormi dai 5 ai 7 secondi. La sesta classificata in finale è a 11 secondi il sesto uomo a oltre 7. Vince la gara Jessica Fox che vola nella seconda parte di gara e fa sembrare facile ciò che per altri si dimostrava invalicabile. Una ritrovata Klaudia Zwolinska si piazza in seconda posizione con la giovane Susana Pankova in terza posizione. Si perdono in finale le protagoniste delle qualifiche: Prigent chiude in 9 posizione e Vuitton in quarta.
Oggi con le canadesi ne vedremo sicuramente delle belle quindi prepariamoci a soffrire, unica consolazione che c’è il sole!
Occhio all'onda!
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