Qualche riflessione sui recenti Mondiali di Slalom di categoria
A chi ha seguito i Campionati del Mondo di Slalom Junior e U23 non saranno sfuggiti sicuramente alcuni dati che ci offrono la possibilità per fare alcune interessanti osservazioni.
La prima è sicuramente il fatto che stiamo accompagnando la nascita di una nuova e brillante generazione di ottimi pagaiatori fra i pali leggeri appesi al cielo e tra loro ci sono già dei campioni in erba che con il loro talento e con la loro giovane età presto ci daranno materiale da scrivere e da commentare, e sicuramente alzeranno il livello della canoa in generale. Tra queste new entry, secondo me, si sono ben evidenziati Dominik Egyhazy e Barbora Ondrackova. Il primo slovacco, la seconda ceca. Lo slovacco ha vinto il C1 Junior, anche se per la verità il suo tempo in finale è risultato migliore di quello di Mewen Debliquy, il francese che ha vinto nella canadese Under 23 e che porta il nome che ci riporta in Bretagna e che significa uomo forte nella lingua celtica. Dominik Egyhazy, nato nel 2008, ha preso finale anche nel kayak, chiudendo al quinto posto una prova segnata dalle penalità , quattro, ma da un tempo di tutto rispetto, migliore di qualche centesimo anche sul vincitore Steinbrenner.
Il secondo aspetto che emerge da questi mondiali è un gruppo di quattro ragazze ceche che nella categoria junior hanno letteralmente dominato dallo slalom al kayak cross. Partiamo da Barbora Ondrackova che ha vinto da seduta e in ginocchio e non ha fatto kayak cross. Nel Kayak è salita sul podio con le compagne di squadra Kocirova e Vaculova, con un minimo margine su di loro, ma nella canadese, nonostante le quattro penalità , è riuscita a mettersi al collo un oro con 2 secondi e 40 centesimi di vantaggio sulla compagna Kocirova. Barbora Ondrakova è di Sumperk, una cittadina in Moravia, sul fiume Desná, dove la ragazza ha iniziato a pagaiare. La città di Jiri Pultera che, come ricorderanno i più attenti lettori, è stato per 31 anni il direttore tecnico della squadra ceca dal 1989 al 2020; n pensione è tornato a vivere nella sua città di origine e, ovviamente, non poteva restare lontano dalla canoa e così collabora con Samuel Rouca, l’allenatore del Club locale, con ottimi risultati.
Valentyna Kocirova è di Oloumouc nella Moravia dell’est, dove passa il fiume Morava che sfocia nel Danubio, vicino al castello di Devin, in pratica a Bratislava. La giovane slalomista a Cracovia è arrivata terza nel time trial del Cross a 20 centesimi dalla prima classificata che é la sua compagna di squadra Lucie Vaculova. Poi in kayak entra in semifinale con il terzo tempo, in semifinale si qualifica con il quarto tempo e in finale arriva seconda a 89 centesimi da Ondrackova. In canadese è seconda in qualifica, vince la semifinale e in finale prende l’argento a 40 centesimi sempre dalla compagna Ondrackova, ma con un tocco. La pagaiatrice di Oloumouc chiude il mondiale con un secondo posto negli scontri del Kayak Cross e sempre dietro ad una sua compagna di squadra, che questa volta risponde al nome di Marketa Stepankova.
La Vaculova è di Brandys, altra cittá fucina di campioni, lei vince in Polonia il time trial del Kayak Cross, è 13esima nella qualifica del kayak, quinta in semifinale e terza in finale. Poi è terza nella finale degli scontri diretti nel kayak cross.
La quarta ragazza di questo “pink dream - team” è la già citata Marketa Stepankova che ha vinto gli scontri diretti del Kayak Cross, precedentemente 10^ nel time trial, 6^ nella qualifica in C1, 3^ in semifinale e 6^ in finale.
Inutile dire che queste quattro moschettiere hanno vinto le varie gare a squadre.
Un altro dato interessante è legato al numero di finali conquistate dalla varie nazioni.
Sono stati 15 i Paesi che hanno preso almeno una finale nel settore Junior. Tra questi domina la Repubblica Ceca con 8 presenze su 12 possibilità , quindi una media del 66,6%, seguono con sei Germania, Repubblica Slovacca e Francia con cinque Italia, quattro Gran Bretagna , con due Austria e USA, poi con una troviamo Croazia, Grecia, Giappone, Ucraina, Spagna e Svizzera. Solo 6 di questi 15 Paesi salgono sul podio.
Tra gli Under 23 i Paesi in finale sono stati 16 e anche qui dominio di Repubblica Ceca con 9 su 12 quindi un 75% ,seguita con sette da Germania e Spagna, con 6 Francia, poi Italia con 5, mentre per la Polonia le finali conquistate sono state 4, per la Slovacchia 3, due per Cina e Great Britain, seguono con una presenza Argentina, Australia, Slovenia e Svizzera. Solo 7 Paesi salgono sul podio e solo due Paesi (Repubblica Ceca e Francia) conquistano medaglie in entrambe le categorie.
Sotto tono nazioni come la Slovenia, che conquista una sola finale tra gli Under, evidentemente l’assenza di Ziga-Lin Hocevar si è fatta sentire. L’Australia non fa meglio eppure si è presentata a questa prova iridata di categoria con 18 atleti, 5 tecnici, 4 staff e 1 team leader. Un dispendio di energie e risorse enormi che però stanno portando pochi frutti, tanto più che i risultati arrivano principalmente da una sola atleta.
L’Italia si è difesa bene, ma ha messo in evidenza la crisi che il settore femminile sta vivendo, crisi confermata anche a livello senior visto che ad Oklahoma non ci sarà al via nessuna atleta nel kayak.
Occhio all'onda!
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