104 gradi Fahrenheit di pressione: chi sbaglia, salta!
Nell’area riservata alle squadre — quella che pomposamente chiamiamo “villaggio atleti” — va in scena una competizione parallela: chi ha la tenda più attrezzata.
La sfida ĆØ serrata tra Great Britain, Francia, Germania, Spagna e Australia. Tutti collegati via satellite per garantirsi internet e scaricare video tecnici (e non solo), con personale dedicato esclusivamente a far funzionare la macchina alla perfezione. Tradotto: allenatori che non allenano, ma fanno girare il sistema. Dentro le tende trovi di tutto: monitor, computer per analisi, sedie, lettini, cibo, bevande, fisioterapisti, massaggiatori e bandierine piazzate come in un piccolo quartier generale. Gli australiani — i canguri della “down under” — alzano ulteriormente l’asticella con un frigorifero gigante. Ad orchestrare il tutto per loro c’ĆØ Nick. Per tutti ĆØ semplicemente Nick, ma all’anagrafe ĆØ Nicholas Perry: un ragazzone alto, massiccio, sorriso buono e mani giganti. Dal 2017 ĆØ il motore silenzioso della federazione australiana: logistica, video, preparazione fisica. Fa tutto. Sempre presente, sempre operativo, sempre dentro la squadra. Da poco ĆØ diventato anche papĆ — e viene da pensare che non passerĆ molto prima che metta una pagaia in mano anche al figlio.
Poi ci sono le altre tende, più o meno organizzate, che gravitano in un ordine approssimativo. PerchĆ©, alla fine, nello slalom resta sempre quel DNA un po’ zingaro, da indiani di fiume.
Passando alla gara: la qualifica delle canadesi ha fatto saltare più di qualche testa, in una mattinata da forno — sfiorati i 40 gradi Celsius, che fanno 104 Fahrenheit per dirla all’americana. Il primo colpo grosso ĆØ l’eliminazione di Ziga Lin Hocevar: quattro penalitĆ e fuori. Il giovane talento sloveno aveva addirittura rinunciato ai Mondiali di categoria per preparare questo appuntamento. Scelta che oggi pesa parecchio e a fine gara lo abbiamo visto ritirasi in un angolo disperato a piangere per l’occasione mancata. Si consola con il titolo iridato conquistato solo 24 ore prima nella gara a squadre nel kayak.
Fuori anche Jules Bernardet: errore evidente nel traghetto tra la 13 e la 14 e semifinale che sfuma. Nell’elenco degli esclusi pesanti entrano anche Lukas Rohan e lo slovacco Dominik Egyhazy, neo campione del mondo Junior (e in teoria anche U23), punito con un 50 alla risalita 11 che lascia più di qualche dubbio. Stessa sorte per Kacper Sztuba, 50 alla 13 e gara finita. Sfortuna nera invece per Martin Thomas: il francese che gareggia per il Canada ha avuto problemi al pomello della pagaia, probabilmente scollato, compromettendo fin da subito la navigazione. Chi ha pagato il prezzo più alto ĆØ stato lo spagnolo Oier Diaz: tra la 13 e la 14 una sublussazione alla spalla, urlo di dolore e gara finita per inerzia, più per orgoglio che per reale possibilitĆ .
Al palo anche gli australiani Kaylen Bassett e Tristan Carter: il primo bronzo mondiale in casa lo scorso anno, il secondo olimpionico a Parigi, finalista a Tacen quest’anno e con due finali di Coppa nel 2025 (Pau e Praga, dove sfiorò il podio). Nomi pesanti, tutti fuori. Davanti, invece, domina Nicolas Gestin: qualifica vinta a mani basse. Bene gli italiani: Raffaello Ivaldi e Flavio Micozzi passano il turno senza affanni.
Anche al femminile la qualifica non fa sconti: fuori NoemƬ Fox e Martina Satkova accomulate a fine gara da un pianto dirotto. A vincere ĆØ una scatenata Marjorie Delassus, davanti a Monica Doria e Alena Marx. Bene anche Ana Satila solida più che mai e con idee chiare e precise su cosa fare. Per l’Italia Marta Bertoncelli ed Elena Borghi chiudono 11ĀŖ e 12ĀŖ con due prove pulite. Dato finale che dice tutto: su 30 qualificate, solo 5 sono entrate con penalitĆ , tutte le altre 25 percorsi puliti, il che ci fa capire e dire che non era una gara da sopravvivere, era una gara da non sbagliare.
Le gare a squadre hanno chiuso la giornata. Great Britain vince nel maschile seguita dalla Francia a soli 36 centesimi e terzi i tedeschi. Al femminile gara tiratissima visto che il colore delle medaglie ĆØ deciso dai centesimi. Vincono le slovacche per 23 centesimi sulle ceche e di 65 centesimi sulle francesi.
Percorso modificato per semifinali e finali e dopo aver visto gli apripista posso dire che ne vedremo delle belle sia con i kayak che con le canadesi.
Occhio all'onda!
| con Nik il tutto fare del Team AUS |
| con il mitico Ken Ford presente ai mondiali in casa sua |
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