Il palco è pronto, l’erba è consumata, la canoa è sotto i riflettori: ora vediamo se oltre allo show c’è anche un futuro.

 


Quando siamo arrivati qui undici giorni fa l’erba lungo la riva sinistra del canale era verde, compatta, viva. Questa mattina, quando all’alba siamo andati ad allenarci, mi sono reso conto che quel prato inizia ad avere i colori dei campi di tennis di Wimbledon, cioè tra il giallognolo e il marroncino, e la ragione è molto semplice visto il movimento di tecnici ed atleti che ogni giorno camminano su quel tratto di circa 250 metri come  colonie di formiche instancabili,  tablet o smartphone in mano, intenti a riprendere ogni movimento di un ormai molto affollato gruppo di atleti. L’altra cosa che ho scoperto questa mattina è che qui i lavori per montare tende, palchi, ponticelli e strutture si fanno di notte. Infatti, mentre noi arrivavamo, un gruppo nutrito di operai rientrava nei loro mezzi probabilmente per tornare a casa dopo una intensa notte di montaggi vari. Quindi grande sorpresa quando sono arrivato a metà percorso e ho visto montate alcune tende e il palco sulla collinetta che sovrasta il percorso. Lì probabilmente ci saranno le varie cerimonie di premiazione, discorsi e forse pure qualche intrattenimento: siamo in USA dove tutto è show. Le televisioni e le radio è da una settimana che parlano dei Campionati del Mondo che si terranno ad Oklahoma City, nell’impianto conosciuto con il nome della società che lo gestisce: Riversport Rapid. Ieri il personale di Hydrostadium ha finito di montare la rampa posizionata su una struttura in acciaio a cui si accede dal ponte della partenza.

La XLVI edizione iridata approda negli States a distanza di 12 anni dall’edizione a stelle e strisce del 2014 in cui si consacrò definitivamente il mito di Fabien Lefevre che, dopo aver vinto i mondiali in Kayak  (2002 Bourg e 2003 Augsburg), due argenti ai mondiali in C2 (2010 Tacen e 2011 Bratislava), vinse l’oro in C1 da americano in America.  

Ad Oklahoma comunque si prospetta un mondiale sicuramente interessante e, se vogliamo, diventa pure una prova generale per i Giochi Olimpici del 2028, anche se fra due anni si gareggerà sul canale di destra  che verrà presto ristrutturato proprio per l’importante evento che ospiterà. Questa scelta è dovuta al fatto che sarebbe impensabile costruire delle tribune nell’isola che divide i due canali. Già oggi mi chiedevo come accederà il pubblico per assistere alle gare della settimana prossima, visto che verrà piazzato in uno spazio per l’appunto fra i due canali e per accedervi è stato posizionato un ponte con un limite di accesso per due persone alla volta!  

C’è da sottolineare che qui sono presenti ed impegnati diversi allenatori italiani, oltre allo staff tecnico della Fick, quindi per l’ICF “development program” ci sono Ettore Brigo ed Eleonora Lucato,  che seguiranno 16 atleti di altrettante differenti nazioni invitati a queste gare; poi Francesco Cavo,  che segue l’atleta italo-colombiana Carolina Massarenti, quindi Lorenzo Biasioli che da alcuni mesi collabora con me per la squadra brasiliana. In un ruolo importante ci sarà pure Davide Monguzzi che assieme a Irati Goikoetxea disegnerà i tracciati di gara. Ci sarà poi il personale italiano di Siwidata con André Christanell,  Max Pilotto e Zeno Ivaldi per  elaborazione dati, video, grafiche e il timing con qualche collaboratore statunitense. Non ci saranno giudici arbitri italiani, visto che l’unica presenza possibile era quella di Raffaella De Serafini, ma in quota riserve e sembra che tutti i titolari abbiano confermato la loro presenza. 

Da domenica 12 luglio inizierà il periodo di una settimana di allenamenti ufficiali e le gare prenderanno il via lunedì 20 con i time trial che aggiudicheranno le prime medaglie. La cerimonia di apertura è fissata per sabato 18 luglio alle ore 19 che saranno le 2 am in Italia. Poi da martedì  mattina qualifiche per kayak donne e uomini, si proseguirà il giorno successivo con qualifiche per le canadesi, mentre giovedì 23 semifinali e finali per i kayak: venerdì 24 semifinali e finali per le canadesi; sabato dedicato agli scontri nel kayak cross. 

Domenica 26, infine, si aprirà il Congresso ICF con delegati da circa 150 Paesi. Un momento tutt’altro che formale: l’International Canoe Federation cambierà definitivamente nome e presenterà le strategie per il futuro. Nel frattempo qui si montano palchi, si tirano cavi, si lucidano rampe e si consuma erba a velocità olimpica.  Lo spettacolo è pronto, le telecamere pure. Ora resta solo da capire una cosa:  stiamo costruendo il futuro della canoa…   o semplicemente un altro bellissimo evento da smontare lunedì mattina?

Occhio all'onda! 






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