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Dove finisce la gara, inizia l’interpretazione!

  La Spagna, in una giornata cupa e grigia, fa risplendere il sole e conquista un titolo mondiale che mancava al suo già ricco palmarès. La discesa di Miquel Trave è un vero capolavoro tecnico, condito da saggezza e, se vogliamo, anche da una certa spregiudicatezza. Il cronometro si ferma su 88.28, un tempo che fin da subito lascia tutti con il naso all’insù, con la sensazione netta che sarebbe rimasto lì, irraggiungibile. Ci prova il campione olimpico e iridato uscente Nicolas Gestin, ma già alla porta 4 paga una penalità, proprio dove il catalano aveva iniziato a costruire il suo successo attaccandola in discesa. Il francese, poi, non si accontenta e tocca anche l’ultima risalita: quattro penalità sono troppe per sperare in un podio che, di fatto, gli scivola via già a metà gara. Chi invece il podio lo agguanta è il britannico Alan Burgess, vicecampione olimpico. Parte fortissimo e domina fino alla 12, poi inizia a perdere terreno su Trave: affronta la 16 in retro, sballa sull’u...

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