Mondiali di slalom alle porte

Gli anziani, che la vedono lunga, hanno tirato fuori dall’armadio i pantaloni in velluto e il giaccone pesante senza maniche. Eppure il sole, quando esce,  ci scalda come fosse piena estate ed è stato così pure questa mattina per chi seguiva gli atleti nella zona illuminata, mentre, coachOmar, che viceversa operava  all’ombra ha dovuto tenersi il pile fino alla fine dell’allenamento. Mai abbiamo disputato un Campionato del Mondo così avanti nella stagione, una rassegna iridata che ha anche il valore di assegnare le quote olimpiche per Tokyo 2020. Si inizierà domenica 22 settembre con la cerimonia inaugurale  al Palazzetto dello Sport,  anche se l’alcalde, Jordi Fàbrega,  avrebbe preferito mantenere fede alla tradizione che voleva  l’apertura delle gare di canoa nella piazza principale sotto la casa comunale e a lato della cattedrale.  Poi le gare vere e proprie inizieranno solo mercoledì 25 con le prove a squadre. Da Giovedì le giornate saranno particolarmente intense visto che oltre allo slalom al via anche il mondiale di Sprint per il settore discesa. Due specialità che tornano assieme dopo l’esperimento del 2017 a Pau (Francia) che sembra aver dato buoni frutti per partecipazione ed interessamento da parte dei media e della gente.  

La Seu d’Urgell ospiterà quindi per la terza volta il Campionato del Mondo dopo quello del 1999 e del 2009. Riguardando le classifiche di 10 anni fa ritroviamo atleti che saranno al via anche in questa edizione come ad esempio la tedesca Jasmin Schornberg che vinse quel mondiale nel K1 donne davanti a Maialen Chourraut, campionessa olimpica 2016, e che rimane una delle favorite per questa edizione, oltre a Jana Dukatova, chiuse in 6^ posizione, e ancora allora e oggi presenti come  Elena Kaliska (9^), Corinna Kuhnle (11^), una giovanissima Viktoria Wolffhardt (25^), Eva Tercelj (34^), Viktorya Us (36^), Hanna Craig (37^), Ekaterina Perova (40^), Luuka Jones (59^) e per finire le sorelle Cassini.  Nel C1 uomini c’era e ci sarà Michal Martikan, argento dietro a Tony Estanguet, e ancora David Florence (5^), Denis Gargaud (7^), Ander Elosegi (9^), Alesxander Slafkovsky (10^), Takuya Haneda (13^), Matej Benus (15^), Casey Eichfeld (30^), Roberto Colzingari (45^), Sebastian Rossi (48^). Nel k1 uomini nel 2009 la gara la vinse Peter Kauzer davanti a Boris Neveu e quindi il duello si ripeterà anche a dieci anni di distanza. Al via anche Mathieu Doby (15^), Vavrinec Hradilek (18^), Darius Popiela (22^), Marcel Potocny (23^).
Se poi facciamo un salto di 20 anni e cioè risaliamo al mondiale del 1999 ritroviamo solo   Kaliska (6^) nel k1 donne,   Martikan in C1 che,  fu bronzo dietro a Robin Bell nella gara vinta da Emmanuel Brugvin,  e Alexander Slafkovsky (35^).

 Ma a la canoa slalom da queste parti ha una lunga tradizione iniziata nel 1980 con una prova di Coppa d’Europa e il Club locale,  il « Cadì Canoë Kayak »,  nasce nel 1964 e quest’anno festeggia i 55 anni di attività. Indiscusso il valore organizzativo che ha al suo attivo anche i Giochi Olimpici del 1992 e 18 tappe di Coppa del Mondo. Cambio al vertice dello staff che oggi è coordinato da Meritxell Rodriguez che ha preso  il posto di Nuri Villarrubla, mentre il direttore esecutivo rimane sempre l’inossidabile  Ramon Ganyet. 

Numeri importanti dal punti di vista della partecipazione visto che sono iscritte 65 nazioni per un totale di 510 atleti di cui 382 per lo slalom e 128 per la discesa.
                                                        … continua

Occhio all’onda! 


Il giorno 17 settembre il boarding dello slalom  ICF ha organizzato una interessante Coaches Conference. Dopo i lavori tutti in fiume per una garetta in canoa e per una cena conviviale.

Con il mio ex atleta brasiliano e ora impegnato nel progetto per il desarrollo internazionale João Vitor Machado.

Con noi ieri si è allenato Charles Correa e alla fine foto ricordo.


Coppa numero 32 archiviata

Il podio della Classifica complessiva di Coppa del Mondo del K1 uomini - primo: Jiri Prskavec (CZE), secondo: Peter Kauzer (SLO) e terzo: Vit Prindis (CZE).
La Coppa del Mondo Slalom 2019 ha vissuto a Praga il giusto grande e trionfale epilogo grazie ad un’organizzazione sublime  e a due atleti che hanno regalato emozioni  fino all’ultima porta.
Facile si potrebbe dire che tutto sia perfetto quando ad organizzare le gare ci sono ex-atleti di livello che sanno unire le figure professionali con i giovani  volontari, anche se non sempre tutto ciò è scontato.  Uno staff quindi che conosce esigenze e dettagli di chi gareggia e di chi lavora, con la consapevolezza che se il prodotto non viene visto e pubblicizzato poco importa e allora risalto anche al pubblico che entra a fare parte dello spettacolo,  trasformando la gara in una grande festa capace pure di fermare previsioni atmosferiche disastrose.

Jiri Preskavec  non ha vinta la finale di Coppa del Mondo nel K1 uomini, l’ha dominata semplicemente iniziando dalla semifinale. Il ceco, classe 1993,  ha pagaiato sulle acque di casa come solo un cavaliere errante è capace di fare. Ha pagaiato con la maestria di chi su quel canale ha costruito la sua intera carriera sportiva. Non ha sprecato un colpo è riuscito a tenere a freno l’impeto di chi qui a Praga doveva prendersi una grande rivincita e tornare sul gradino più alto di Coppa dopo due anni di assenza. Non poteva scegliere teatro migliore, non poteva fare regalo più bello al suo pubblico, non poteva tradire le aspettative che lo vedevano in azione su manifesti che hanno invaso la città. Sì! perché qui quando parli di slalom la gente comune sa di che cosa stai parlando, conosce vita, morte e miracoli dei loro atleti che viaggiano su auto che le aziende fanno a gara per fargli usare con tanto di  effigi, nomi e gare vinte. Qui Prindis, Prskavec, Tunca, Hradilek, Hilgertova sono una sorte di eroi nazionali, la canoa nella Repubblica Ceca ha  una lunga e consolidata tradizione, usata da tanta gente per scendere lungo i fiumi super attrezzati ad accogliere i naviganti della pagaia.  
Una domenica che ha regalato a Jiri Prskavec la sua seconda coppa del mondo dopo quella già  vinta lo scorso anno. Un traguardo che lo mette in corsa per uguagliare il record di Paul Ratcliffe che di questo Trofeo ne ha vinti tre consecutivi: ’98, ’99, ’00.
 

Jessica Fox  domenica sale per la 50esima volta su un podio di Coppa ed è un record che difficilmente si potrà uguagliare o superare con tanta facilità. Lei, l’angelo dei paletti dello slalom, in C1 ha il guizzo vincente mettendosi al collo l’oro della gara che significa pure vincere l’ambito trofeo  per la quinta volta, terza consecutiva. La canadese femminile nasce nel 2010 e su 10 edizioni 5 sono sue! Non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro se non il fatto che l’australiana, dopo un avvio difficile, per lei visto che comunque è sempre stata tra le protagoniste,  si è presentata in finale di Coppa in uno stato di forma eccelso pronta più che mai ad affrontare il mondiale imminente da protagonista.

Coppa 2019 in archivio.  Prskavec vince in K1 uomini, Jessica Fox in K1 donne e C1 donne,  mentre Benus si porta a casa la coppa per la terza volta dopo quelle del 2010 e 2015 nella canadese uomini.

Chiusa anche la 32esima edizione di questo Trofeo che quest’anno  è stato ideato e  creato da Davide Prete,  un artista che arriva dai paletti dello slalom e che trasferitosi negli Stati Uniti ha trovato la sua dimensione artistica di grande prestigio oltre alla sua docenza all’università americana forte della sua laurea in architettura. 

Occhio all’onda! 

La conferenza stampa dove è stata presenta la Coppa del Mondo 2019. In primo piano il trofeo orgoglio italiano.
Il pubblico numeroso anche sotto la pioggia non ha abbassato la guardia seguendo fino alla fine ogni fase della gara.
Con Ana Satila la brasialiana che ha chiuso la Coppa del Mondo in seconda posizone in C1 e quarta in k1 a soli 8 punti dal terzo posto. L'atleta più completa dopo Jessica Fox.

Jessica Fox al centro trionfatrice in K1 donne alza al cielo la Coppa disegnata e creata dall'artista italiano nonchè canoista  Davide Prete.




La Slovacchia eterna protagonista

Matej Benus vincitore della gara e della Coppa del Mondo



Che spettacolo seguire la sfida che sembra non avere mai fine tra  Benus, Martikan e Slafkovsky per quell’unica quota olimpica che lo slalom a cinque cerchi possa offrire a loro. Uno solo infatti potrà essere al via di Tokyo 2020 perché la Slovacchia, come tutti gli altri paesi che qualificheranno, potrà far scendere in acqua un solo atleta per categoria. Una guerra, quello del posto olimpico, interna iniziata solo una settimana fa con la 4^ prova di Coppa del Mondo a Makkleeberg, proseguita qui a Praga e che si concluderà  ai Campionati del Mondo di La Seu d’Urgell a fine settembre con il verdetto finale.  Vincerà l’esperienza e la caparbietà di  Martikan? oppure avrà la meglio il 31enne Benus che ha dalla sua lunghe leve e 9 anni meno del suo più anziano rivale? Ma ancora ci potrebbe essere una sorte di  giustizia sportiva che offrirebbe  al 36enne Slafkovsky l’ultima chance per vincere un qualsiasi metallo olimpico, unico trofeo ancora assente nel suo palmares? La situazione attuale è:  una vittoria e un 5^ posto per Benus, una vittoria e un 10^ posto per Slafkovsky e un 4^ e 5^ piazzamento per Martikan.  Insomma non ci rimane che aspettare il mondiale e il verdetto finale arriverà inesorabile.
Oggi a Benus sono servite 98 pagaiate per fermare i cronometri su quel 100.46 che gli ha regalato vittoria di gara e gli ha consegnato nelle mani la Coppa del Mondo 2019 che vince per la terza volta dopo quelle del 2010 e 2015.  Lui, il pagaiatore di Bratislava, è entrato quest’anno in 4 finali (5’ a Lee Valley, 2^ a Bratislava, 5^ Makkleeberg e 1^ a Praga), quindi non ha centrato solo la finale di Tacen dove ha chiuso al 17esimo posto. Una stagione che era iniziata con un secondo posto in Australia a Febbraio in occasione degli Oceania Championships e poi con la vittoria alla Segre Cup di aprile. Chi invece si è visto sfuggire la Coppa dalle mani è stato Lukas Bozic alla porta  19, quando cioè la sua spalla sinistra  ha toccato il palo interno: i due secondi di penalità gli hanno tolto la seconda  posizione e 10 punti sulla classifica finale che lo vede secondo con solo due lunghezze di distacco dal vincitore Benus.
Jessica Fox quando ci sono i momenti importanti non delude mai. Affronta la finale come un atto liberatorio e non pensa minimamente al risultato come lei stessa confessa a fine gara. Vince questa prova e la coppa  davanti a una ritrovata Ana Satila in K1, che all’arrivo ammalia tutto il pubblico con il suo sorriso,  la sua energia e la sua semplicità. Terza in questa finale Eva Tercelj che si porta a casa però l’argento nella classifica finale distaccata di 13 punti dall’australiana. 

Oggi semifinali e finali per C1 donne e K1 uomini poi si impacchetta tutto si saluta Praga e si va in Spagna a giocarci le quote olimpiche!


Occhio all’onda! 

Jessica Fox in azione in finale.
 
Ana Satila al suo arrivo in finale risulterà essere seconda, risultato che aveva già ottenuto nel 2016.


Il podio finale della Coppa del Mondo Slalom C1 2019 da sinistra Bosic al centro Benus e a destra Martikan.

Il podio finale di Coppa del Mondo K1 women da sinsitra Tercelj, Fox e Kuhnle.

Qualifiche su un tracciato veloce ma classico

Le risalite, sul tracciato di qualifica, si presentavano  con un sequenza alternata con le porte in discesa in questo modo: 3,7,4,3,3,0. Mentre per semifinale e finale la sequenza cambia in: 2,0,8,2,4,2. Facile e chiaro quindi  capire qual é  e qual é stato l’intento e l’idea che i tracciatori (Delaney e Aghulon) hanno avuto nel disegnare il percorso. Quella sequenza lunga di porte in discesa é un classico sul canale di Troja, che ha come prerogativa la velocità dell’acqua e il suo treno di onde. 
Il canale con tutta l'area circostante é stata vestita a festa come solo qui sanno fare. Ogni minimo dettaglio è curato per pubblico e per atleti. Il pubblico può seguire la gara su 4 mega schermi guidati da due esperti e bravi commentatori in lingua inglese e in ceco. Gli atleti qui a Praga trovano tutti i confort di cui necessitano, dall’ampia sala per seguire le gare fornita di ogni tipo di leccornia, all’area privata per ogni Team. Anche i tecnici sono trattati alla grande visto che la tenda video finalmente ha una copertura scura che permette di vedere perfettamente le immagini sui monitor privati e sui due grandi televisori piazzati al centro.
Giornata lunga, quelle del venerdì,  con tutte le qualifiche per tutte le categorie e in più con le demo run per semifinali e finali. Il venerdì anche qui è un regolare giorno  lavorativo, ma nonostante questo il pubblico é stato numeroso e partecipe. Chissà domani quanta gente animerà i beniamini di casa che qui sono considerati veri eroi e sostenuti a gran voce.  Le previsioni meteorologiche non sono delle più confortanti e così i bravi commentatori hanno raccomandato a tutti di portarsi una giacca in più e magari l’ombrello, ma hanno sottolineato il fatto che non si potrà perdere lo spettacolo che sicuramente i migliori atleti al mondo ci regaleranno senza risparmio di forze ed energie: la posta in palio è alta! Nessuna Coppa ha già un vincitore certo, dipenderà tutto quello che accadrà tra sabato e domenica.
Nel C1 uomini passano praticamente tutti i big, piccola delusione per Raffy Ivaldi che in prima manche paga un tocco alla 7 con la punta e all'essere finito lungo alla 24 gli pregiudica il passaggio diretto finendo  22esimo. In seconda manche  il veronese ha un 50 che gli taglia decisamente la possibilità’ di passare il turno. Peccato perché il 97.10 era decisamente un gran tempo. Fuori Lukas Rohan anche lui per un 50 sempre alla porta  8. Nella canadese in rosa rimane fuori solo Wiktoria Wolffhardt che così esce dai giochi per la conquista della Coppa  che la vedeva in terza posizione e ancora in corsa per la vittoria finale. Nel Kayak maschile routine con qualche brivido per Peter Kauzer costretto a passare per la seconda discesa dopo una prima manche disastrosa. Chi invece perde una grande occasione in vista di Tokyo 2020 é Martin Halcin che per un tocco alla porta 13 rimane fuori e vede sfumare la carta olimpica. Gli slovacchi in fatti avevano questa gara come prova selettiva per i prossimi Giochi Olimpici.


Occhio all'onda!

Vit Prindis capolavoro dell'arte moderna post comunismo




Domenica, uscendo dal parcheggio riservato alle squadre, ho incrociato Alexander Slafkovsky e mi sono fermato a fargli i complimenti scusandomi per non aver già provveduto il sabato: non ero riuscito più a vederlo dopo la sua gara; ho anche approfittato per ringraziarlo, visto che ci ha regalato una discesa pressoché perfetta con una eleganza unica e sublime come ho scritto a commento della finale dei C1 uomini. Prontamente l’atleta slovacco dalle lunghe leve e grande appassionato di sci d’alpinismo mi ha risposto : "thank you very much Ettore, it was a good run to look - poi un attimo di pausa e aggiunge - like today Vit". Ed in effetti anche Vit Prindis ha dominato la finale come i grandi campioni sanno fare. Tanto più se si considera che tra semifinale e finale si è migliorato di 2 secondi e 77 e se tralasciamo la piccola sbavatura in finale alla porta 10 in risalita, tra l’altro risolta con molta freddezza, possiamo annoverare la sua discesa tra i maggiori capolavori dell’arte moderna post rivoluzione comunista. 87.78 è un tempo stratosferico che gli fa mettere l’oro al collo con un vantaggio di quasi 2 secondi e mezzo sull’australo-francese Lucien Delfour che fino a questa gara certo non aveva brillato in Coppa del Mondo. Infatti, quest’ultimo, aveva ottenuto come miglior prestazione due 34esimi posti: il primo a Lee Valley e il secondo a Tacen, anche se per la verità in qualifica sembrava essere pronto ad un grande risultato: nella prima gara di coppa era quinto, poi a Bratislava secondo e ottavo a Tacen, mentre a Makkleeberg era dietro solo a Jiri Prskavec. Il ceco, neo papà, è sceso sempre spingendo ma a mio modo di vedere ha cercato troppo spesso le soluzioni estreme trovandosi in più di una occasione (vedi porta 10 o 12 o ancora traghetto 14/15) con la canoa piantata nell’acqua. Certo il praghese ha dalla sua dinamicità e soprattutto una incredibile motivazione che lo porta sempre a spingere al massimo ogni volta che scende in acqua sia in allenamento che in gara. Un atteggiamento sicuramente vincente, ma forse ancora alla ricerca definitiva di un un equilibrio generale che ancora gli manca. Che dire della finale nella canadese donne? Forse è il caso di sottolineare che è Jessica Fox a fare il bello e il brutto di questa specialità? Lei la gara la può solo perdere come ha fatto domenica toccando e aggiungendoci ben tre errori: il primo alla porta numero uno che tocca con la spalla sinistra, poi tra la 7 e la 8 quasi perde la pagaia e l’incertezza tra la 14 e la 15 le costa quei 16 decimi di distacco dalla vincitrice Nuria Vilarrubla che si aggiudica la gara dopo essere passata per la seconda manche di qualifica e con il quinto tempo in semifinale. Seconda è Tereza Fiserova a 0.04 dall’iberica. L’equazione logica quindi è: quando la bionda volpe australe fa di tutto per non vincere, per una serie di ancestrali motivi, il resto del mondo in rosa e in ginocchio deve essere pronto ad afferrare il mostro per le gambe e cercare di dare il meglio di sè considerando che le possibilità di farlo non sono molte, se il dominio della volpe rimane così forte e determinato! A Makkleberg, Jessica Fox, è salita per la 32esima volta sul podio di Coppa partendo dalla sua prima partecipazione e cioè dal 2010. Un palmares così suddiviso: tre bronzi, 5 argenti e 24 ori. Se poi, ai successi nella canadese, aggiungiamo anche quelli nel kayak allora i podi totali passano a 48 con la possibilità anche di arrivare a quota 50 entro fine settimana!
 
Occhio all’onda! 


Il podio del K1 Men da sinistra Delfour (secondo con 90.21) al centro Prindis (vincitore con 87.78) a destra Prskavec (terzo con 90.32).

Slafkovsky e Funk un colpo più avanti di tutti

Il podio del K1 donne da sinistra seconda Jessica Fox (AUS), al centro la vincitrice Riccarda Funk (GER) e a destra Stefany Horn (ITA) terza classificata.

Il mio ultimo post deve essere stato letto dall’organizzazione  visto che oggi nel mezzo del canale sotto due tende che scaldano più che raffreddare è stato piazzato un frighetto con delle bevande quasi fresche.  Piano piano arriviamo ad avere tutto perché la vita ci insegna a non disperare mai ed avere fiducia!

La media di età nella finale della canadese monoposto è stata di 31 anni e 8 mesi. Il più giovane a partire é stato Raffaello Ivaldi (classe 1997) mentre il più anziano Michal Martikan  (classe 1979). Tre slovacchi nei 10, due tedeschi, 2 sloveni, 2 italiani e 1 spagnolo non male per gli azzurri che, dopo la splendida vittoria di Roberto Colazingari in questa specialità a Tacen nella terza prova di Coppa del Mondo,  piazzano due atleti anche in questa finale. Oltre a Ivaldi quindi anche Stefano Cipressi: il primo chiude in ottava posizione e il secondo in decima. Su tutti uno stratosferico Alexander Slafkovsky che incanta per la purezza del suo gesto e per l’eleganza in ogni parte del tracciato. Ci hanno provato in tanti ad avvicinarsi a lui oggi, ma nulla hanno potuto. I beniamini di casa Anton e Tasiadis,  rispettivamente terzo e settimo, erano particolarmente  attesi, tanto più che, come slovacchi e spagnoli,  questa gara punteggiava in veste olimpica.  Gli sloveni Bozic, secondo a 1.79,  e Savsek a 3.5, sesto in classifica finale,  sono stati anche loro protagonisti specialmente il primo, ma non sono riusciti ad avere il guizzo vincente su uno slovacco in grandissima forma.  Slafkovsky a fine gara è duro nei commenti e si dice soddisfatto soprattuto per aver mantenuto freddezza fino alla fine. Si capisce che in Slovacchia non sta tirando un’aria molto pacifica visto che la lotta a cinque cerchi ha reso gli animi di Benus e Martikan ben effervescenti. Ma Alexander ha accumulato nella sua carriera sportiva tanti successi che lo mettono al riparo da ogni preoccupazione. Quindi lui, dopo tanti successi e medaglie continentali e mondiali,  ha un solo obiettivo arrivare a Tokyo 2020 e concludere la sua lunga e brillante carriera con un trofeo a cinque cerchi. Certo è che lo slovacco, che oggi è salito per la 27esima volta su un podio di Coppa del Mondo e per la 7^ volta sul gradino più alto, è decisamente lo specialista della canadese monoposto più in forma del momento. Lo scorso 11 marzo ha festeggiato le  36 primavere  e il suo palmares è più unico che raro con 9 ori iridati a squadre 2 argenti individuali (2013 Praga e 2017 Pau),  oltre a 11 ori europei di cui 3 individuali (2014 a Vienna, 2016 in casa sua a Liptovsky e 2017 a Tacen)  e 6 argenti (3 individuali) e 3 bronzi (2 individuali). Una carriera sempre sul podio nata nel 1999 agli Europei Junior di Solkan (SLO) nel 1999, quindi esattamente 20 anni fa. 

Se da un lato Slafkovsky ha dominato nella C1 uomini dall’altro lato Riccarda Funk ha spazzato via eventuali perplessità su chi dubitava del suo grande momento di forma. La tedesca non ha avuto pietà per nessuno e rifila a Jessica Fox la bellezza di 3 secondi e 75, mentre a Stefany Horn, che arriva comunque terza, il distacco è di 4 e 35. Insomma la tedesca ha praticamente gareggiato solo contro se stessa tanto è che quel suo 95,27 le avrebbe regalato il quarto posto nel C1 uomini.

Domenica di scena C1 donne e K1 uomini per semifinale e finale poi si caricano le canoe e la grande carovana si trasferisce a Praga per il grande finale.

Occhio all’onda! 


Le due tende al centro del canale con le bibite fresche per atleti e tecnici.


I baracchini per cibo e bevande comunque sono rimasti chiusi!

Jiri Prskavec con il figlio Jiri Junior e la compagna nonchè mamma del piccolo.

Quando un bicchiere d'acqua diventata un miraggio


Organizzare una prova di Coppa del Mondo di canoa slalom  può costare dai 200 ai 250 mila euro: tanti soldi!  Ci vuole molta passione, dedizione e soprattutto avere il tempo per risolvere tutte le richieste che l’ICF pone a chi organizza. Una macchina operativa veramente efficiente ed efficace per offrire un servizio tecnico decisamente di altissimo livello. Unico vero appunto che mi sento però di fare qui a Makkleeberg è la completa mancanza di sensibilità per atleti e in seconda battuta per i tecnici che sono impegnati per tutto il giorno sul canale per seguire le gare e per essere pronti per ogni evenienza. Quando c’è caldo non si può fare molto, ma  si può però alleviare le sofferenze con supporti vitali molto basilari come mettere a disposizione  dell’acqua alla partenza e  all’arrivo proprio per permettere agli atleti di esprimersi al meglio poichè sono impegnati ad offrire un grande show a chi guarda  sul posto e per chi sta viceversa a casa davanti ad uno schermo. Poi se volessimo  spingerci oltre non guasterebbe un frigo per le bevande in sala video o in zona riservata alle squadre. Invece nulla neppure un bicchiere d’acqua per non parlare magari di qualche bevanda energetica che ci potrebbe stare anche come sponsor. Mi chiedo: è possibile tralasciare un tale dettaglio?   Gli accrediti costano poco più di 100 euro a persona (atleti, tecnici, fisio o medici o chicchessia) che evidentemente non bastano per avere  diritto ad  un minimo di refrigerio in questo fine agosto decisamente caldo e afoso. In sala video oggi si è sofferto parecchio. Anche qui basterebbero due ventilatori e dell’acqua!

Veniamo al venerdì di qualifica che praticamente non è stata che una giornata di routine visto che tutti i più quotati atleti sono passati fatta eccezione per Malek lo slovacco che aveva vinto in K1 la seconda gara di Coppa a Bratislava e qui nel 2015 al Continentale era medaglia di bronzo dietro ad Alexander  Grimm e a Boris Neveau. Anche quest’ultimo non è partito molto bene con una prima manche decisamente lenta. Quindi ha dovuto ripresentarsi al via della seconda per passare il turno. Il francese però non si è fatto scappare l’occasione e ha vinto agevolmente in seconda battuta.

Bene l’Italia che in tutte le specialità piazza i sui atleti in semifinale fatta eccezione per la giovane Francesca Malaguti.

Il percorso di domani è decisamente più impegnativo specialmente nella parte iniziale con la combinazione 6/7/8 che i C1 destri dovranno affrontare con due  retro. La giornata però si conclude con un tramonto  unico che ci regala pace e serenità in vista delle gare di domani che vedranno di scena C1 uomini e k1 donne.


Per seguire la diretta video e risultati cliccare qui

Occhio all’onda!    


C1 destri a consulto sulla combinazione 6/7/8 da sinistra Raffaello Ivaldi, al centro Alexander Slafkovsky e a destra Franz Anton.




  
Daniele Molmenti con Riccarda Funk al tramonto.