Quando cala il sipario: quello che resta (e quello che fa male)
T utti i grandi eventi, e ancora di più un Campionato del Mondo, lasciano un segno indelebile. Un segno che resta custodito nel cuore di chi li ha vissuti: allenatori, volontari, atleti, pubblico, organizzatori e anche chi dal proprio salotto ha seguito le gare. Quando cala il sipario, ognuno torna a casa con qualcosa in più. Un frammento di vita condivisa con amici, compagni, familiari e perfetti sconosciuti, oltre al fatto di essere stati testimoni vivi, attivi e concreti nella storia degli atleti. Questa volta, in un’Oklahoma estiva, il timore era uno solo: il maltempo, un vento impietoso capace di condizionare ogni gara. Alla fine, però, tutto è andato per il meglio, forse anche grazie a un pizzico di fortuna… o a qualcosa di più. Quello che mi porterò dentro, però, va oltre i risultati, saranno le lacrime, le parole non dette, le paure e anche le ingiustizie che qualche mio atleta ha dovuto subire. Ma più di tutto resta una domanda: com’è possibile ch...