Ancora una Coppa del Mondo nell'assoluto anonimato

 


Ciò che manca alla canoa slalom o meglio alla Coppa del Mondo è il contorno, mi spiego meglio. Oggi per le qualifiche sembrava di essere in  una normale  giornata di allenamento  dove tutte le squadre hanno pensato di fare tutte assieme una  "simulation race". Poi si tirano i conti e ne esce una classifica che potrebbe essere fatta anche senza gareggiare, tutti i pronostici sono stati rispettati. Mi viene da dire: come sempre! La differenza la fa il dettaglio, il particolare, che un tempo distingueva ogni luogo e ogni situazione. Io tra l’altro non capisco perché insisto a sottolineare questi aspetti, che, se vogliamo, col punto di vista tecnico hanno poco a che vedere. Insisto perché amo questo sport, insisto perché vedo quanto gli atleti dedicano al nostro sport e mi sento male quando arrivi ad una finale di Coppa del Mondo e l’interesse è pari a zero. Zero coinvolgimento, zero marketing, zero pubblico, zero vettovagliamento per gli atleti, zero gadget, zero di tutto zero! Neppure un espositore, un costruttore, un prodotto similare che potrebbe essere interessato al mondo della canoa. Lo stesso "main sponsor", che arreda l'intero canale con bandiere e tanto di arco gonfiabile, non mette a disposizone neppure uno dei suoi tanti prodotti. Che immagine regala agli atleti, allenatori, accompagnatori e pubblico se non c'è nulla di concreto che li rappresenti? Basta un banchetto e un frigo per far assaggaire i prodotti della montagna così cari e buoni di questa zona. 

Mi domando, ma voi che organizzate e che vi proponete,  che interesse avete se non spingete sulla promozione del territorio, che interesse avete se non pensate a che cosa bisogna offrire per un evento di tale portata ai vostri ospiti?
Ho sempre speso grandi parole per La Seu d’Urgell e per il canale olimpico, ma oggi mi sento deluso, avvilito e veramente spaesato perché probabilmente la gara podistica della domenica è organizzata meglio. Mi si dice forse perché si tratta di una qualifica? Bene allora perché insistiamo con questo format?

Dicevamo che in gara è andato tutto come previsto come l’eliminazione di Gabriel De Coster, il vincitore della gara di sette giorni fa, che qui in Spagna era chiamato ad una grande conferma che purtroppo per lui non c’è stata. Prskavec  vince in scioltezza sui due spagnoli  e cioè  Joan Crespo e Miguel Trave. Il primo dei due,  che ha compiuto a maggio 34 anni,  ha deciso che questa sarà la sua ultima gara. Si ritirerà domani un po sconsolato per non essere riuscito a qualificarsi per Tokyo 2020. Eppure il forte iberico ha tute le carte in regola per aspirare a rappresentare il suo paese ai Giochi a cinque cerchi, tanto più dopo le due medaglie di bronzo conquistate ai campionati del mondo. La prima in casa qui a La Seu nel 2019 e la seconda a Bratislava nel 2021. Vuole fermarsi per prepararsi all’esame di ammissione nei bomberos, un posto molto ambito dai canoisti spagnoli tanto è che molti ex slalomisti ormai sono in pianta stabile in questo ruolo che permette loro di lavorare sì, ma anche di avere molto tempo libero.  Nel kayak femminile la solita Jessica Fox in scioltezza su Funk e Franklin e con una Stefanie Horn che le tallona. All’esordio in Coppa la giovanissima Lucia Pistoni per i colori azzurri: difficile da capire la scelta di farla scendere in acqua tanto più su un canale decisamente anomalo e particolare come quello del Parco del Segre e con pochissimo tempo per provarlo.
Nella canadese monoposto lotta fin dalle qualifiche fra i due sloveni Bozic e Savsek, in guerra per la conquista della coppa. Ha la meglio il primo con Raffaello Ivaldi in terza posizione che ha mollato la presa a pochi metri dalla fotocellula quando, guardando il tempo, si era reso conto di avere la qualificazione in tasca.
Canadese femminile nella normale routine.

Occhio all’onda!

Commenti

Post più popolari