Praga seconda tappa di Coppa del Mondo di Canoa Slalom
Archiviata la gara di Tacen, la Coppa si trasferisce a Praga per la seconda tappa. Programma praticamente identico, cambiano solo i numeri, infatti qui ci saranno 15 paesi in più che gareggeranno: dai 28 in Slovenia ai 43 della Repubblica Ceca. Di conseguenza aumentano anche il numero di atleti da 176 nello slalom ai 252; nel kayak cross erano 95 e sul canale di Troja saranno 129.
Purtroppo le previsioni del tempo non sono delle migliori, abbiamo iniziato la settimana sotto una pioggerella che intristisce gli allenamenti considerando che le temperature si sono abbassate di oltre 10 gradi. Qualche schiarita solo per giovedì e preoccupazione per i giorni di gara. Innegabile che stiamo vivendo un momento di cambiamento climatico impressionante, si passa da un gran caldo senza pioggia a momenti in cui si scatena l’inferno, come ieri pomeriggio qui a Praga il vento e le forti piogge hanno creato più di qualche danno. L’unico vantaggio, almeno per noi, è che il buon Claudio Camporesi, chef officiale del Team Brasile, questa mattina di buon ora è andato a caccia di lumache. Qualche ora dopo è tornato con un buon bottino e fra qualche giorno, dopo averle fatte spurgare per bene, ci servirà le famose “escargots de Bourgogne”, vista la sua passione per la cucina d’oltralpe, alimentata anche da vecchie amicizie giovanili sul massiccio centrale. Ovviamente non mancherà dell’ottimo vino bianco, che non sarà però francese, ma imbottigliato da lui stesso con il suo amico enologo Jonny.
Non ho detto nulla delle gare di Kayak Cross della domenica, ne parlo facendo una constatazione, tralasciando la cronaca che immagino potete leggere altrove o guardandovi le classifiche. Vedo un netto miglioramento globale su quello che riguarda la tecnica sia nel passaggio individuale delle risalite, sia negli scontri diretti. C’è maggior controllo e consapevolezza e il kayak cross, gara dopo gara, sta prendendo una sua precisa identità e sta maturando velocemente. Vi ricordate quando intorno agli anni 2000 si iniziava a parlare delle donne in canadese? Eravamo partiti tutti prevenuti e molto dubbiosi, bene oggi le donne in C1 ci possono incantare per tecnica e maestria acquatica. Quindi, consci di quanto passato, diamo tempo al tempo e,aggiustando alcuni aspetti, il Kayak Cross potrebbe quasi surclassare lo slalom puro. Qualche suggerimento mi sento di darlo a chi deve regolamentare al meglio questa disciplina. Partirei dall’obbligatorietà della protezione facciale, come già è nella canoa polo. É vero che si potrebbero perdere le espressioni del viso durante la competizione, ma é anche altrettanto vero che dobbiamo tutelare gli atleti sempre e comunque.
Aggiungerei anche l’omologazione specifica per i salvagenti che dovrebbero avere una protezione anche laterale, cosa che oggi non é prevista. La parte laterale del canoista rimane scoperta ed è una zona ad alto rischio d’impatto.
Occhio all'onda!
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