Fox vince anche in C1 e Gestin impressiona



Tra le 17:00 e le 17:10 di sabato, il canale di Troja si è trasformato in un’esplosione di colori, invaso dal meglio che la giovane canoa mondiale abbia oggi da offrire. Terminato lo slalom — concluso intorno alle 15:45 con le relative premiazioni — lo scenario è cambiato rapidamente: spazio agli allenamenti di Kayak Cross, organizzati in due gruppi, prima le donne e poi gli uomini. Ed è proprio nel momento del cambio turno che il canale ha raggiunto il suo apice: uomini in ingresso, donne in uscita, traiettorie che si incrociano senza sosta. Più che un campo gara, un alveare in piena attività, dove ogni atleta lotta per ritagliarsi un varco tra decine di altri. Un caos solo apparente, che racconta tutta l’energia e la densità di un movimento in piena espluzione. Oggi tutto questo prenderà forma a partire dalle 9:34, quando saranno le donne a lanciarsi dalla rampa per i Time Trials. Si proseguirà fino alle 11:51, poi pausa fino alle 13:00 per l’inizio delle batterie.


Cercavamo conferme in una gara importante come quella di Praga per Ana Satila, e le risposte sono arrivate nonostante una settimana complicata, vissuta tra letto, bagno e canale. Non esattamente la preparazione ideale per capire lo stato di forma in vista dei Mondiali a stelle e strisce. Nel kayak, venerdì, la brasiliana ha sfiorato la finale (13ª), pagando evidenti carenze fisiche; nella canadese, invece, ha confermato il suo valore già in qualifica, chiusa al secondo posto quando le energie erano ancora al massimo. In finale, però, nel tentativo di strafare, ha commesso diversi errori, appesantendo la sua prova con penalità.

A vincere è stata Jessica Fox, anche lei alla ricerca della miglior condizione dopo un rientro complicato: prima la convalescenza, poi l’acutizzarsi di una tendinite al carpale sinistro. Problemi che però non hanno scalfito una superiorità che è sì tecnica, ma soprattutto mentale. L’australiana tocca due porte — con qualche dubbio su un terzo passaggio — ma riesce comunque a mettere la punta avanti, vincendo per 27 centesimi sull’atleta di casa Martina Satkova. Terza la ritrovata Kimberly Woods. Nota di merito anche per Elena Borghi, che torna in una finale di Coppa del Mondo a distanza di un anno, replicando il sesto posto ottenuto a La Seu d’Urgell.


Tra gli uomini impressiona il francese Nicolas Gestin, 26 anni compiuti lo scorso 30 marzo. Dopo un avvio prudente nei primi metri del canale, accende il motore tra la porta 2 e la 3, cavalcando l’onda e proiettandosi con decisione sul muro della risalita. Da lì in poi è una progressione continua, impreziosita da un debordé lungo e pulito che ricorda da vicino lo stile di Stanislav Jezek. Gestin non sbaglia nulla fino alla 12, affrontata in diretta senza esitazioni, e resta lucido anche nella parte centrale, dove alla 17 piazza una retro con precisione chirurgica. Nel finale si concede persino due tocchi (21 e 24), quasi a voler tenere viva la gara: senza, il distacco superiore ai quattro secondi sarebbe stato imbarazzante vincere ancora una volta! Alle sue spalle chiude un ritrovato Marko Mirgorodsky, seguito da Adam Burgess.

Per l’Italia, Raffy paga una settimana di carico: la finale sfuma già nelle prime pagaiate, quando perde equilibrio sulla prima, emblematica onda di Troja, finendo lungo e saltando la risalita. Un errore che pesa poco nell’economia della stagione, visto che l’obiettivo dichiarato restano i Mondiali. Finale mancata per 18 centesimi per Martino Barzon, 13º; Maiutto non è riuscito ad esprimere al meglio il suo potenziale, ha fatto vedere belle cose, ma due errori gli sono stati fatali e l’hanno relegato alla 55esima posizione 


Nella canadese maschile sono sei gli atleti capaci di centrare la finale sia a Tacen che a Praga: Gestin, Hocevar, Chaloupka, Diaz, Bozic e Senechault. Nella canadese femminile si confermano Woods, Hocevar, Delassus e Knebelova. Nel kayak maschile doppia finale per Krejci, Clarke, Ferrazzi, Pasiut e Cornu; tra le donne Fox, Vuitton, Chourraut, Prigent e Hilgertova.

Domenica spazio al Kayak Cross, poi il circuito si sposterà ad Augsburg.


Occhio all'onda! 






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