Kayak Cross aggiornamenti sulla Coppa
Qualcuno giustamente potrebbe lamentarsi per il fatto che vi ho aggiornato solo sulla situazione di Coppa del Mondo dello slalom con i pali stretti e ho tralasciato il Kayak Cross. “Plus temporis qual vitae est” dicevano i latini e direbbe il mio amico Pino Scarpellino, quindi visto che “c’è più tempo che vita” parliamone ora!
Nel settore maschile a Praga abbiamo assistito a delle gare che mettono in evidenza alcuni problemi legati soprattutto alla rampa di partenza. Il fatto più grave, risolto poi comunque al meglio, è stata la partenza in una Heat femminile dove in pratica un’atleta, lanciandosi dalla piattaforma, è caduta di punta toccando il fondale e la sua coda ha colpito la testa di un’altra atleta. La prima ha avuto lesioni alle caviglie, ha portato comunque a termine la gara, ed è poi stata squalificata per partenza pericolosa (RAL); la seconda invece si è subito fermata e recuperata dai compagni di squadra e dal servizio soccorso, arrivato per la verità leggermente in ritardo. Per sicurezza è stata portata in ospedale dove non hanno riscontrato nessun problema ed è tornata in albergo con la sua squadra. Tutto si è risolto al meglio dicevo, certo è che questo ci deve far riflettere per evitare in ogni modo questi fatti.
In relazione alla presenza di pubblico per una o per l’altra competizione, vi riporto quanto Ala Mašková, in pratica la general manager dell’evento, mi dice: “sabato abbiamo avuto un po' più di pubblico rispetto a domenica. Succede sempre così: anche se invertissimo i due eventi, credo che avremmo comunque più gente il sabato. Ai cechi piace tornare a casa presto la domenica pomeriggio! D'altra parte il Kayak Cross ha registrato più telespettatori in TV” e aggiunge: “siamo rimasti soddisfatti delle presenze. Non so se lo sai, ma quel fine settimana, proprio dall'altra parte del fiume, si svolgeva anche la Coppa del Mondo di arrampicata. Siamo quindi contenti che l'affluenza non ne abbia risentito e che sia rimasta più o meno invariata rispetto agli anni scorsi”.
Detto tutto ciò e tornando sull’attuale situazione di classifica, nel kayak maschile, nella specialità del Time Trials vediamo guidare la classifica provvisoria dal francese Mathurin Madore con 101 punti, seguito da Joseph Clarke, anche lui con lo stesso punteggio; in terza pozione troviamo un altro inglese che risponde al nome di Sam Leaver; quarto segue Giovanni De Gennaro che, con la bella vittoria di Praga, si porta nella parte alta della classifica. Tra le donne prima è la francese Camille Prigent, che ha vinto la prima gara ed è arrivata 4^ nella seconda per un totale di 106 punti tanti quanti la ceca Katerina Bekova che è stata 4^ a Tacen e 1^ a Praga. Più lontane a pari merito con 82 punti Hug, Zwolinska, seguono Delassus e Chourraut.
Nella classifica degli scontri diretti al comando c’è Ziga Lin Hocevar, seguito da Jakub Krejci e terzo Joiris Hello. Il primo degli italiani, Giovanni De Gennaro, é 13^. Nel settore femminile classifica provvisoria guidata dall’elvetica Alena Marx, con la statunitense Evy Leibfarth alle sue spalle e terza l’esperta Kimberly Woods.
Aggiornati su quanto occorso, concentriamoci ora sulla terza tappa di Coppa visto che oggi abbiamo avuto un primo allenamento sul percorso di gara del Kayak Cross. Un tracciato, disegnato da Kristina Petrovic, nominata dall’ICF, in collaborazione con il tecnico locale Mira Faber, nome suggerito dal Comitato Organizzatore. Le due allenatrici ovviamente disegneranno pure il tracciato dello slalom, certo è che, dal percorso proposto per il Kayak Cross, si può desumere che abbiano in serbo qualche sorpresa. Non mi era mai capitato infatti di vedere che le ultime due porte fossero in risalita, con una prima parte decisamente veloce: saltati dalla rampa si dovranno percorrere quasi 100 metri per trovare la prima porta messa a filo del primo massone, quindi subito dopo il bivio.
L’eskimo è posizionato giusto prima del “Bogenbrucke” (per noi italiani “ponte dei sospiri”). Qui troviamo la porta numero 3 e subito dopo la 4, quindi le due successive risalite. La seconda è giusto dopo l’onda la “Korkenzieher” che in tedesco significa cavatappi. Pochi metri dopo si taglia il traguardo.
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