Ibai
Parlavo oggi con Maialen Chourraut, che ha passato del tempo a sistemarsi la canoa per domani, e facevamo una riflessione: se volessero i francesi potrebbero organizzare la coppa del mondo tutta in casa loro tra Pau, Bourg, Foix, Argentier e altri ancora. Effettivamente, come dicevo ieri, sono avanti e soprattutto pensano al domani promuovendo questo sport in ogni sua forma. Poi ho rivisto una mia ex atleta che allenavo in Spagna, Jone Otano, che in questi giorni darĆ alla luce un bimbo che si chiamerĆ Ibai e cioĆØ fiume in basco. Lei ĆØ bellissima e dolcissima e io le auguro tutto il bene di questo mondo a lei, al bimbo e ovviamente al papĆ Jon Erguin.
La giornata mi ha tenuto con il fiato sospeso fino all’ultima discesa dei Kayak maschile visto che Zeno era in ballo per entrare in semifinale dopo due manche non certo eccezionali, ma neppure da buttare al vento. Alla fine 40esimo giusto giusto per disputare la semifinale. Il lavoro da fare e il cammino da percorrere sarĆ lungo e tortuoso, ma la macchina c’ĆØ e anche la volontĆ di fare tanta strada dopo un anno passato a debellare un maledetto virus che ha fermato bruscamente un giovane speranzoso e sicuramente talentuoso.
Domani sarĆ un’altra giornata molto difficile, ma si farĆ un altro passo avanti verso il futuro.
Kauzer ha fatto quello che ha voluto con una prima manche da manuale senza impegnarsi, apparentemente, moltissimo. Super Cali sfolla e non trova i ritmi giusti di gara, lui deve solo cercare di non fare tattiche suicide e concentrarsi sulla qualitĆ migliore che ha e cioĆØ la scorrevolezza dello scafo rosso che ha sotto il culo.
Benus in C1, toltosi il pensiero che non andrĆ alle Olimpiadi, sembra rinato e ferma i cronometri sul minuto e 30 virgola 43 che sarebbe l’ottavo tempo fra i k1. Bravo anche il basco Elosegui, che lasciata l’universitĆ di fisica si ĆØ trasferito a informatica. Ora sembra riuscire meglio a programmare le sue discese, mentre prima sembrava un pochino troppo alla ricerca dell’impossibile.
Brave anche le donne in ginocchio. Infatti ben 13 su 15 hanno fatto il percorso senza salti di porte... stanno migliorando a vista. ChissĆ però cosa succederĆ nel percorso di semifinale e finale visto che si passa da 18 porte alle 25. Ma questo dice poco se non il fatto che in qualifica il tracciato era più che scorrevole mentre in semifinale sarĆ una lotta per la sopravvivenza. Poi non capisco e insisto a dire che non c’ĆØ congruitĆ di pensiero relativamente alla filosofia da seguire per tracciare i percorsi. A Cardiff praticamente quasi tutte porte a palo singolo, con una bella sequenza a pettine. Qui “vigliacco il coyote del deserto” se ce ne fosse una sola a palo singolo, tanto per dirla alla Tex Willer!
Occhio all’onda!
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