IV Tappa di Coppa del Mondo

Stiamo per entrare nella settimana di gara della quarta prova di Coppa del Mondo, nonché nella seconda gara, dopo i mondiali di Oklahoma, valevole per la qualifica olimpica. Qui a Vaires-sur-Marne, in questa cittadina nata e sviluppata principalmente per l’arrivo della ferrovia e soprattutto per la grande stazione di smistamento ferroviario intorno agli ani ’30,  torneremo a gareggiare a livello internazionale a partire da giovedì 3 settembre. La formula sarà quella delle precedenti gare di Coppa e cioè qualifica secca a manche unica e finale a 12, mentre per la finale della Coppa 2026  a La Seu d’Urgell ci sarà, oltre alla qualifica, dove passeranno i primi 30, una semifinale e poi la finale a 12.  


Gli accrediti ci dicono che saranno presenti in Francia 47 paesi così suddivisi per i rispettivi continenti: Africa con Algeria, Mauritius, Senegal, South Africa e Uganda; Americhe con Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Messico e Stati Uniti; Asia con Singapore, Uzbekistan, Cina e Giappone; Oceania con Nuova Zelanda e Australia. Ovviamente é l’ Europa il Continente più rappresentato con 27 paesi. In totale gli atleti in gara saranno 238 e 138 gli accrediti per i vari staff.  Un grande evento, quindi,  che torna sul canale che nel 2024 ha ospitato i Giochi Olimpici e al via ci saranno tutti e cinque gli atleti che due anni fa salirono sul gradino più alto del podio a partire da Giovanni De Gennaro, Jessica e Noemi Fox, Finn Butcher e l’idolo di casa Nicolas Gestin.  Presenti quasi  tutte le medaglie olimpiche di Parigi quindi: Burgess, Benus, Zwolinska, Woods, Leibfarth, Clarke, Hegge, Castryck, Echaniz e Hug. Unica assente Elena Lilik, che ai Giochi fu seconda nella canadese monoposto, ferma per maternità. Parlando di mamme torna a gareggiare a livello internazionale, dopo aver vinto sabato scorso il titolo italiano assoluto ad Ivrea, Stefanie Horn che qui in Francia riprendere la sua già brillante  carriera sportiva e, per non tralasciare i suoi obblighi di madre, è venuta con il figlio e il suo compagno che la sostengono in questa nuova avventura di mamma-atleta. 


A disegnare i tracciati di gara ci penseranno Irati Goikoetxea per conto dalla Paddle Worldwide (quella che fino a 5 settimane fa si chiamava ICF - in relazione a questo avete visto il nuovo logo della canoa mondiale?) e Yann Le Penne per il comitato organizzatore. Della simpatica basca Irati vi ho parlato molto visto che spesso e volentieri si candida a disegnare i percorsi per gare di Coppa, mondiali e olimpiadi. Del francese Yann ben poco si sa se non qualcosa a riguardo delle sue prestazioni in gare a cui, molto tempo fa,  partecipava in C2 in coppia con Philippe Quémerais. Il transalpino, che il prossimo 24 novembre compierà 52 anni, ha avuto un’ esperienza come allenatore in Australia, dove ha lavorato dal 2009 al 2012 per preparare i Giochi Olimpici di Londra. Rientrato nella Patria dei Galli ha iniziato a lavorare per la FFCK.  Vedremo che cosa salterà fuori da questa accoppiata  di tracciatori che uniscono l’esperienza personale di atleti in gare internazionali di livello con il ruolo di allenatori che hanno avuto nei vari contesti di club e nazionale. 


Si sta lavorando molto al campo olimpico per rimettere ordine ad una vegetazione che era stata lasciata libera di esprimersi liberamente, un po’ alla Monet: tanti colori, forme che sembrano messe lì per caso, ma  stranamente, alla fine tutto si fonde armoniosamente ed offre un senso di natura selvaggia… questo succede nei quadri del famoso padre dell’impressionismo, ma sul campo da slalom tutto offre a chi guarda solo l’impressione di  abbandono! È triste non trovare qui nemmeno un segno che racconti che, appena due anni fa, questo luogo ha ospitato la decima edizione olimpica della canoa slalom: una targa, una scritta, un quadro, un segnale. Qualcosa che dica a chi passa: qui è successo qualcosa di importante,  qui è stata scritta una pagina della storia dello sport olimpico, invece niente. Come se quei Giochi fossero passati di qui per caso. Si sono montate le strutture, si sono accesi i riflettori, sono passati gli atleti, sono state assegnate le medaglie. Poi tutto è stato smontato e portato via, anche la memoria, evidentemente. Io credo che per eventi di questa importanza dovrebbe esserci quasi l’obbligo di lasciare una testimonianza permanente. Non per celebrare eternamente se stessi, ma per permettere a chi verrà dopo di sapere cosa è successo prima di lui. Perché la storia non vive nei comunicati stampa e nemmeno nei post sui social, destinati a scomparire sotto migliaia di altri. La storia vive se viene raccontata e  soprattutto se lascia tracce. Una targa non costa molto, una scritta ancora meno, ma il suo valore, tra venti, trenta o cinquant’anni, potrebbe essere enorme. Perché un giorno qualcuno passerà di qui e chiederà:“Che cosa è successo in questo posto?” E allora avremo due possibilità. Potremo indicargli una targa e raccontargli una storia. Oppure potremo alzare le spalle e dirgli: “Qui, una volta, ci sono state le Olimpiadi.” E forse è proprio così che una storia comincia a morire: non quando viene dimenticata, ma quando smettiamo di lasciare qualcosa che permetta agli altri di ricordarla.


Il villaggio atleti è praticamente completato e da domenica 30 agosto partiranno gli allenamenti ufficiali che prevedono una sessione quotidiana sul canale con gruppi di circa 25 atleti per un totale, in 4 giorni, di due ore e 50 minuti. Ci saranno anche tre sessioni per il kayak cross per un totale di 90 minuti complessivi. 


Il programma di gare prevede che giovedì 3 settembre, a partire dalle ore 12:36, si inizierà con  le qualifiche per i kayak uomini per proseguire alle 14 con il kayak femminile e dalle 17:15 le finali. Venerdì alla mattina gare per le canadesi con inizio  alle 9 e finali alle 13. Il sabato mattina time trial per il kayak cross e il pomeriggio le Heats. Mi verrebbe da riportare un pensiero di Maria Eizmendi che in sostanza dice: “ma per seguire le gare bisognerebbe prendersi le ferie, visti gli orari impossibili in cui organizzano queste manifestazioni - certo non è il miglior sistema per promuovere lo slalom tanto più poi che mettono a pagamento la diretta su internet” - che dire se non concordare appieno con la mamma di Xabi Ferrazzi! 


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Occhio all’onda! 










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