"Questa é America Jack"



Quando sono negli States mi prende la voglia di fare colazione a base di cereali, cosa che abitualmente non faccio, visto che normalmente,  alla mattina, bevo un caffè in cui “poccio”  qualche biscotto. Si può dire poccio o forse dovrei usare intingo? 

Entri nei supermercati a stelle e strisce e trovi file e file di cereali diversi, ci sono quelli più dolci arricchiti da marshmallow, oppure alla frutta a forma di ciambellina, quelli alla mela e cannella, poi ci sono i fiocchi d’avena e poi chi più ne ha più ne metta. I  cereali sono come gli shampoo in Brasile: una scelta infinita! 

Questa sera sono andato a correre nei dintorni di  casa e ti immergi in quella che è l’America delle città di periferia: case in legno, tutte su un piano, con ampio prato frontale e tutto aperto, le auto posteggiate di fronte  sul vialetto da cui accedi alla porta principale. La bandiera a stelle e strisce sventola sulla maggior parte delle facciate. Ho incontrato una signora che passeggiava con il cane, poi al parco, dove ci sono degli alberi giganti, due mamme e forse tre papà con cinque  bimbi e due cani, poco più avanti mi ha salutato una ragazza che correva in senso opposto al mio e sembrava sorpresa nel vedere qualcun altro che stava facendo la sua stessa attività. Qualche luce accesa dietro le finestre con le tende, regna un silenzio quasi inumano, poi vedi su qualche angolo di qualche villetta un cartello con la scritta: 6 pm of Friday meeting for the mission e intuisci che si tratta di qualche setta religiosa che avvisa gli adepti degli incontri.  

Per andare al canale, che dista 8 chilometri, usiamo ovviamente l’auto: una Jeep Grand Wagoneer, non ho idea di che cilindrata sia e quanti cavalli possa avere. L’unica cosa che percepisco è che che quando accelero con un po di sprint ti senti incollare ai sedili. Ha tutto quello che puoi immaginare per un’auto, c’è anche un frigo dove ci possono stare  4 lattine di coca-cola, o due bottiglie d’acqua da mezzo litro. Ne ho approfittato per metterci qualche cioccolatino, magari, presi dall’assenza di zuccheri, rimediamo al volo! Nel tragitto che ci porta da casa al Wild Water Center attraversiamo un altro quartiere che sembra decisamente meno abbiente di quello in cui viviamo. Si entra  nella scenografia dei mille film che hanno animato la mia gioventù: sull’uscio qualche donna di colore sulla sedia a dondolo, forse l’unica cosa che è cambiata è che ormai tutti hanno il telefono in mano e non più i ferri lavorare a maglia! Insomma una immagine di Forest Gump quando lui parla con la madre che gli racconta la vita e osserva il mondo che passa nella sua casa in Alabama. 

L’altra sera da Outback, seduto sul tavolo a fianco del nostro, c’era un signore sui settant’anni con un revolver nel cinturone, neppure tanto nascosto, anzi, in bella mostra, tipo far-west. Siamo nel profondo sud e quando il giovane cameriere è venuto a prendere le ordinazioni e quando ha scoperto che siamo italiani e brasiliani ci ha detto che in Italia c’era stato, ma non gli è piaciuta, non ha trovato le Farm che ci sono qui, troppo caotica, mentre gli piacerebbe andare a Rio un giorno.  Penso che sia la prima volta nella mia vita che ho trovato una persona, tra le altre cose giovane, a cui non è piaciuta la bella Italia, anzi dall’espressione che ha fatto sembrava proprio schifato! 

"Questa è America Jack!" Come ci diceva sempre il cugino di Mauro Manganotti quando agli inizi degli anni '80 eravamo a New York.

Sul canale ho già scritto parecchio l’anno scorso, magari se avete voglia andate a rileggervelo quel post cliccando qui. Quest’anno faremo solamente una gara di slalom, e cioè il venerdì, e poi il sabato il kayak cross, mentre domenica la prova sarà riservata agli atleti statunitensi visto che vale come selezione per formare la loro squadra in vista della stagione internazionale 2026.  Ci sarà il ritorno alle gare di Michal Smolen che si era fermato dopo i Giochi Olimpici di Tokyo, dove era arrivato quinto in K1, e che ha deciso di riprendere a fare l’atleta dopo un anno passato in Cina ad allenare. Lo stiamo seguendo  in allenamento e, se vogliamo, dopo gli oltre quattro anni di fermo, fatta eccezione nel 2024, quando ha partecipato alla finale di Coppa del Mondo a La Seu d’Urgell (18esimo), sembra essere ancora competitivo e in buona forma fisica. Per la verità ci diceva che non si è mai completamente fermato di pagaiare in tutto questo tempo e, visto che gli è tornata la voglia di gareggiare, perché non provarlo a fare ad alto livello, visto che non dovrebbe avere problemi a prendere il posto in squadra.


Occhio all’onda!

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