Conoscere la storia del proprio sport dovrebbe essere un obbligo assoluto!
Sono rimasto senza parole, anzi no, le parole le ho trovate e anche forti, per dire a quella ragazzina piccola e bionda, che di fronte ad una leggenda vivente della canoa slalom come Scott Shipley, si è permessa di chiedergli: “Did you compete in slalom races? And when?”. Ma ti rendi conto che hai appena visto andare in canoa colui che ti ha mostrato come dovrai fare le porte domani, nella tua gara di selezione, uno che è stato tre volte vice-campione del mondo in K1, ha vinto tre coppe del mondo, ha scritto un libro di tecnica di slalom (Every crushing stroke), ha fondato un’impresa che costruisce canali (SO2) dove tu, piccola pagatrice a stelle a strisce, puoi pagaiare in sicurezza e anche magari divertirti! Bene piccola slalomista con l’acne giovanile se vuoi crescere dovresti interessarti anche della storia di chi ha fatto grande il nostro sport e noi allenatori abbiamo anche il compito di erudire i nostri atleti parlando non solo di tecnica, ma anche di personaggi come Scott, perché, se lo slalom è dov’é oggi, lo dobbiamo pure a lui.
Detto ciò possiamo pure parlare delle gare che stanno animato questo weekend in Europa e negli States.
Nel Vecchio Continente a Pau si sta svolgendo la seconda tappa della “Pyrenees Cup” con un partecipazione massiccia, sono 380 infatti gli atleti che hanno preso il via nella gara di qualifica di slalom di sabato 14 marzo, ben 146 k1 uomini, 89 c1 uomini, 79 donne in kayak e 66 in canadese. In Francia il giovedì c’è stato pure il prologo con lo slalom sprint, forse organizzato, quest’anno, leggermente sotto tono rispetto lo scorso anno. Gara comunque interessante, svolta all’imbrunire con le luci accese e che regala sempre momenti agonistici avvincenti e di gran livello. Come sia andata non lo so esattamente, perché, dopo varie ricerche on line, mi sono reso conto che in pratica è impossibile reperire i risultati. Anche chi era sul posto, mi dicono, ha faticato a seguire l’evento. Premiazioni poi fatte in sordina durante gli allenamenti del venerdì, comunque i premi sono stati in denaro! Mi domando, ma chi organizza non è interessato a promuovere al massimo la propria manifestazione? Evidentemente no, perché sembra quasi che l’evento in questione dovesse rimanere segreto! Anche il video on line non ci ha permesso di avere sufficienti dati per aggiornare il gentile pubblico che ci legge.
Aspettiamo però le gare di finale di oggi per commentare la competizione nel complesso. Qualche sorpresa dalle qualifiche è arrivata come l’eliminazione in C1 del campione europeo Miquel Travè. Lo spagnolo evidentemente fatica a ripartire agonisticamente in una stagione segnata dal cambio di allenatore. Nel kayak domina Mathurin Madore nella gara in cui hanno partecipato anche gli italiani Tommaso Panico, 27esimo, e Tommaso Barzon, 48esimo. Tra le donne in C1 rimane fuori dalla finale Elena Lilik e Angele Hug. Nel kayak in rosa Maialen Chourraut entra in finale con il 12esimo tempo, nella gara vinta da Coline Charel. Finale raggiunta anche per Chiara Sabattini, che sembra che verrà seguita prossimamente da Michal Smolen. La cosa ci sembra strana visto che l’americano, rientrato dalla Cina dove ha trascorso un anno a fare l’allenatore, è rientrato alle gare sembra puntare ai Giochi di Los Angeles 2028.
Dall’Alabama arrivano notizie molto positive per i colori giallo-oro nella gara ICF Ranking, che gli americano usano come selezione: Ana Satila vince agevolmente tra i paletti stretti sia in K1 che in C1, seguita dalla rivale del Continente Eva Leibfarth. Poi nel Kayak Cross ancora un oro nel time trial e poi si autoelimina negli scontri diretti commettendo un grave errore alla prima risalita, quando si poteva portare a casa la vittoria senza troppo sforzi.
Per l’Italia al via Raffaello Ivaldi che ha vinto con oltre 3 secondi su Casey Eichfeld con una manche di finale molto, molto regolare. Il ragazzo nato e cresciuto nel Canoa Club Verona e oggi atleta della Marina Militare è in forte crescita, e il lavoro tecnico e fisico decisamente innovativo inizia a portare i suoi frutti. Bene anche Marta Bertoncelli che è terza nella canadese monoposto femminile.
La giornata si è conclusa attorno al BBQ con la leggenda della canoa, Scott Shipley e Smolen father and son, oltre ovviamente a noi. Poi tra un bicchiere di rosso e un pezzo di carne, mi sono reso conto di aver dimenticato di dire alla ragazzina che Scott ha portato un grosso contributo anche con l’evoluzione delle canoe con le sue “Predator” in collaborazione con l’azienda americana Dagger, una barca che poi ha avuto varie evoluzioni e che era molto veloce grazie a quei volumi sui fianchi che permettevano, a chi li sapeva usare, di scorrere via velocemente nei cambi di corrente. Uno di questi era Enrico Lazzarotto che sicuramente è stato uno dei migliori slalomisti che l’Italia abbia avuto.
Occhio all'onda!
| da sinistra Satila, il nostro mitico fisio Raphal, Ivaldi e Bertoncelli |

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