Oklahoma City e il Parco Avventura

Il canale che ospiterà a luglio i campionati del mondo di canoa slalom e nel 2028 i giochi Olimpici ha bisogno di una sperimentazione dopo gli interventi fatti da Idrostadium e conclusi solo qualche settimana fa. Partiamo dicendo che attualmente i blocchi, per come sono stati posizionati, convogliano tutta la corrente al centro e quindi non non si creano  aree diverse e soprattutto i blocchi simmetrici a destra e a sinistra creano un  “leitmotiv” unico: acqua centrale, dislivello che forma due onde che convergono al centro,  ed è così in pratica per tutti i 305  metri dell’impianto, che ha un dislivello di 5,15 metri ,con un flusso di acqua di 8 milioni di litri portati a monte da sei pompe. Il canale è in pratica a pochi chilometri dal centro cittadino e attorno ci sono varie attrazioni per gli sport all’aria aperta. Come era stato annunciato lo scorso anno, sono stati fatti dei lavori di aggiustamento e si è passati dal sistema di S2O, e cioè dei RapidBlocs, al sistema francese dell’Hydrostadium. Ora dire se la cosa è migliorata mi risulta difficile, il problema principale è quello di rallentare la velocità dell’acqua, cercando di deviarla dal centro  per creare una sorta di chicane per dare spunti diversi al budello di acqua che scende dalla collina. Il lavoro da fare è lungo prima di trovare la giusta collocazione dei blocchi che deviano il flusso dell’acqua. Positivo è il fatto che qui ad Oklahoma ci sono e stanno arrivando i migliori slalomisti del momento con i relativi coaches, che sapranno dare giusti suggerimenti a Rafael Smolen , incaricato dalla stessa ICF, visto che fa parte del boarding dello slalom, per trovare e sistemare la pista, che,  come è evidente, assumerà sempre più interesse. Incerta  anche la scelta del canale su cui si svolgerebbero  le gare olimpiche, visto che sul canale di destra sarebbe molto più la facile sistemare le tribune. Per il momento si parla di tutto e di più, in futuro si vedrà quale sarà la soluzione migliore.  


Al via dell’ICF Ranking  Slalom della prossima settimana ci sono iscritti 208 atleti in rappresentanza di 23 nazioni, mentre saranno 110 gli atleti in gare nel Kayak Cross.  Inutile dire che molte nazioni sono presenti per tastare il terreno, meglio dire tastare l’acqua e verificare pure gli aspetti logistici in vista del mondiali di luglio. In teoria venerdì 27 marzo andranno di scena i kayak, sabato 28 kayak cross e la domenica 29 spazio alle canadesi. Programma questo non ancora ufficializzato, nel frattempo proseguono gli allenamenti ufficiali ICF e oggi sono scesi in acqua pure gli italiani arrivati a Dallas nella mattinata. Da alcuni giorni già presente sul canale Raffaello Ivaldi che è venuto ad Oklahoma a sue spese dopo aver gareggiato e vinto a Montgomery la settimana scorsa con la squadra brasiliana.

Interessante scambio di vedute in questi giorni con Coach-Omar che si trova attualmente a Tacen con i suoi atleti della Marina. Si discuteva sul Duffek, in Italia conosciuto come aggancio. In pratica una manovra che nel corso dell’evoluzione dello slalom ha subito molte modifiche, diventando, almeno per me, solamente una trasformazione di una pagaiata e non una manovra a sé stante. Il dibattito era come insegnarlo e siamo arrivati alla conclusione, tesi mia da sempre, che non c’è una vera didattica comune. Il Duffek deve nascere e concretizzarsi nel giovane come evoluzione della pagaiata per risolvere situazioni in cui viene messo dal suo allenatore: le risposte devono arrivare dall’allievo e non devono essere preconfezionate da chi li segue, non è un addestramento, ma deve essere una guida alla percezione dello scorrimento della barca e degli equilibri: una scoperta personale. 

Anche negli adulti si commettono grossi errori nell’insegnare questa manovra, che, a mio modo di vedere, crea solo problemi facendo togliere il focus sull’uso della canoa e quindi delle gambe.


Occhio all'onda!







Commenti

  1. Grazie Ettore dei tuoi insegnamenti preziosi 🙏🏼

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