Qualche riflessione imparando da altre realtà sportive

 


È in corso di svolgimento in Giappone a Fukuoka la XX edizione dei Campionati del Mondo di nuoto organizzati dalla Fina la federazione internazionale degli sport acquatici  che comprende: nuoto, nuoto di fondo, tuffi, nuoto artistico e pallanuoto; una manifestazione con cadenza biennale ed iniziata nel 1973 a Belgrado nella ex Yugoslavia.  14 edizioni sono state vinte dagli Stati Uniti d’America, 3 dalla Cina, 1 dall’Australia e 1 dall’ex Germania dell’Est. Perché vi dico tutto questo? Bella domanda anche se potrebbe essere scontata la risposta!
Fondamentalmente guardando gli altri sport si possono imparare molte cose e una di queste è come vengono gestiti eventi che fanno parlare di sé a lungo in tutto il mondo. Anche il ciclismo, da quest’anno, per la prima volta, a Glasgow riunirà in pratica tutte le specialità a due ruote per l’assegnazione in totale di 13 titoli iridati:  strada, pista, cronometro, mountain bike con cross country,  marathon e down hill, indoor cycling e pure il bmx.   Grandi esempi che ci fanno capire che anche la canoa dovrebbe prendere questa direzione. Molti anni fa e più precisamente nel 2004 con Bruno Panziera,  Alviano Mesaroli e Francesco Conforti avevamo dato vita alla  « Maratona Terra dei Forti » che aveva come scopo, o forse la presunzione, di riunire,  in una due giorni,  tutte le specialità della canoa a stagione finita.  Avevamo  iniziato con la gara di maratona dove erano ammesse, con classifiche separate, barche da velocità e da discesa. A metà fiume partiva la discesa amatoriale con ogni tipo di imbarcazione e pure la discesa rafting, si unirono poi nel tempo pure i sup. C’è stata poi l’idea  di inserire una prova di slalom e si era pensato pure di trovare uno spazio per inserire un torneo di canoa polo. Tutto raggruppato in due giorni per fare una grande festa della canoa. Poi gli equilibri politici e sportivi cambiarono e così non si riuscì a realizzare appieno questa idea.
Oggi come oggi l’ICF raggruppa in  pratica tutti gli sport della pagaia e svolge le varie prove iridate separatamente in date completamente diverse. Immaginatevi cosa sarebbe viceversa riuscire a coinvolgere in un unico evento tutto quello che ruota intorno alla Federazione Internazionale della Canoa e cioè concentrare tutte le energie e le forze per due settimane in uno o due  luoghi limitrofi,  facendo svolgere in pratica i mondiali per velocità, slalom, kayak cross, discesa, maratona, polo, freestyle, ocean racing, drago boat, stand up, oltre alle discipline riconosciute come canoa da mare, waveski, surfing e rafting.
I  vantaggi di riunire in un unico evento tutte le prove iridate della canoa e affini, a mio modo di vedere, sarebbero molteplici. Il primo sarebbe proprio il fatto di creare un evento unico, complesso che permetterebbe di concentrare tutte le energie e le attenzioni sullo sport della canoa che offre molti risvolti e che va promulgato a 360 gradi. L’unione fa la forza… si dice e la canoa ha bisogno in questo momento di stare al passo con i tempi offrendo un pacchetto di gare che sappiano attirare e galvanizzare l’attenzione su più fronti.  Una disciplina, magari più popolare, potrebbe viceversa spingere e far conoscere altre meno conosciute facendo così volano per tutto il settore.

L’altro aspetto che la Federazione Internazionale dovrebbe capire e poi intervenire è  decentrare l’attività della canoa dall’Europa. Se si insite a concentrare eventi, attenzione e politica nel
Vecchio Continente andiamo incontro ad un lento, ma inevitabile disinteresse per lo sport della pagaia, perdendo costantemente paesi che conservano un grande potenziale per il nostro sport, vuoi per i fiumi e laghi di cui dispongono, vuoi per il numero di giovani che potrebbero avvicinarsi a questo sport.  L’ICF dovrebbe aprire gli orizzonti al mondo, creando progetti mirati in Centro e Sud America, in Asia e pure in Africa e Oceania.

 

Occhio all'onda! 

Commenti

  1. come mi succede spesso, sono d'accordo con le tue analisi riguardanti tutti gli aspetti degli sport della pagaia. Purtroppo per la canoa si va in direzione opposta. Sono abbastanza agè (seguo la canoa dal '82) per ricordare che negli anni passati i campionati mondiali di "fluviale" si svolgevano nell'arco di 10 gg e si faceva discesa e slalom nella stessa località ( ricordo Merano, Augsburg, Bourg st Maurice, Noce), non era strano vedere atleti che si cimentavano in entrambe le specialità ( mi pare che Toni Prijon Jr lo avesse fatto con ottimi risultati in entrambe le gare. Ora invece lo slalom e la discesa sono completamente distaccate, in qualche caso anche Classica e sprint sono separate. Forse si vuole dare un contentino a diverse località, però non credo faccia bene al movimento.
    Roberto.

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  2. ciao Roberto, in effetti l'ultima vero grande evento dove slalom e discesa disputarono assieme i campionati del mondo fu nel 1993 in Val di Sole. Sono convinto che il mondiale italiano sul fiume Noce sia stato il mondiale meglio riuscito dell'intera storia del nostro sport - un impegno notevole dal punto di vista organizzativo, era nato un Comitato Organizzatore specifico con presidente Pietro Scaramella e segretario generale Anna Fantelli. Si modificarono pure i regolmenti per far seguire in televisione l'evento. Io attualmente non vedo nessuna progettualità nella canoa, si fa per fare, ma non c'è una visione di crescita sia per incrementare il numero di atleti, sia per dare più senso a prove che purtroppo se lasciate così vanno a morire! Non c'è la voglia e forse anche la capacità di organizzare un tavolo di concertazione per capire cosa si debba fare per uscire da questo stato di stallo, in sostanza si naviga a vista!

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