Primo test gare a Oklahoma concluso


Quando sono a Verona mi oriento con il Monte Baldo e con i Lessini; quando sono a Rio i miei punti di riferimento sono la Petra de Gavea e il mare, mentre ad Oklahoma City la  Devon Tower, che si staglia nel cielo per 257 metri, è la Stella Polare per non perderti nelle enormi arterie stradali di una città che sembra vivere con il solo svago del basket  e, speriamo in futuro, anche della canoa! Stanno costruendo un nuovo palazzetto dello sport, forse questo  termine è riduttivo viste le dimensioni, anche se non ne capisco il senso, dato  che ne esiste già uno con una capacità di oltre 18.000 posti.  Il costo della nuova opera, che si svilupperà su 70 mila metri quadrati  e nascerà adiacente a quella vecchia, sarà di 900 milioni di dollari. Ora per capire quanti sono questi 70 mila metri quadrati immaginatevi 10 campi da calcio uno a fianco all’altro e capirete l’estensione… da paura!  Sono rimato impressionato nel vedere le fondamenta che stanno facendo  e, passandoci in auto, ti rendi conto delle dimensioni.  Visto poi che io sono di Verona, il paragone mi viene facile dicendo che la nostra Arena ha una superficie di 18 mila metri quadrati e per noi veronesi è veramente grande! 

Lasciamo perdere questi appunti e concentriamoci sulle gare dei C1 di domenica qui a Oklahoma City: una gara Ranking ICF segnata dal vento forte  e da un percorso decisamente sbilanciato tra destri e sinistri avvantaggiando quest’ultimi, o  chi, come lo sloveno Hocevar , effettua il cambio di mano. In finale Hocevar  ha effettuato cinque “switch” e praticamente un solo debordè che gli è servito per richiamare la punta. 



Due sono le azioni da manuale e da ricordare a lungo. La prima, guarda caso, è opera di quel fenomeno che risponde al nome di Michal Martikan, che alla porta  6 ha pensato bene di affrontarla in discesa, mentre  il resto del mondo ha optato per una saggia retro.  Il campione slovacco, che il prossimo 18 maggio compierà 47 anni, sia in qualifica che in finale B  non ha avuto alcun dubbio sul tipo di scelta tecnica,  ma, ahimè, in  tutte e due le discese ha pagato pegno e nel caso della qualifica, gli è costato l’accesso alla finale.  

Il secondo capolavoro messo in opera  è stato il passaggio 14/15 in finale del polacco Kacper Sztuba che in pratica, sfruttando la sponda che c’era fra le due porte, si è letteralmente mangiato la risalita. Finirà la gara al secondo posto dietro a Ziga Lina Hocevar e davanti a Mirgorodosky.  Il campione olimpico Gestin e il campione europeo Trave devono accontentarsi rispettivamente del quinto e sesto posto. Il primo fa registrare il miglor tempo di giornata con 82.05, ma le penalità alla risalita 4 e all’ultima porta, 23, gli impediscono di salire sul podio. 

Cosa aggiungere se non dire che Marta Bertoncelli é stata molto brava in finale chiudendo in seconda posizione dietro alla francese Dorian Delassus e mettendo dietro personaggi come Hugh, Hocevar e Pankova. 

Peccato per il vento che ha sfalsato non poco le prove di diversi atleti, ma questo è e questo bisogna fare, quindi archiviamo queste prime gare su questo canale e prepariamoci per una intensa settimana di allenamenti a stelle e strisce. 


Occhio all’onda!


Inaki che a Oklahoma durante le gare ha montato tutti i video individualmente - 




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