Markkleeberg e Solkan il fine settimana di gare

Weekend ricco di competizioni  in Europa con quattro gare ICF Ranking, rispettivamente due a Markkleeberg (Germania) e due a Solkan (Slovenia). Della prima sappiamo solo che hanno partecipato i tedeschi, ovviamente, alcuni slovacchi e qualche polacco e ceco e i percorsi sono stati disegnati da: Thomas Apel e Felix Michel. Nella giornata di sabato è stata adottata la formula con gara di qualifica e finale a 12  e guardando i risultati possiamo dire che non ci sono state grosse novità. Tra le donne sedute ha dominato Ricarda Funk che ha vinto sulla più giovane delle sorelle Apel, Emily, con oltre due secondi di vantaggio, terza la slovacca Sona Stanovska. Peccato per Amelie Hilgertova che in finale ha commesso 4 penalità che l’hanno privata del bronzo. Fuori dalla finale Chiara Sabattini, solo 16esima in qualifica, che nella Bundesrepublik Deutschland ha trovato amore e prosperità! Tra gli uomini in kappa vince Noah Hegge sul polacco Michal Pasiut e terzo Stefan Hengst. Presente al via anche Mateusz Polaczyk che dopo aver vinto ad Oklahoma il pre-mondiale, in Germania si è dovuto accontentare del quarto posto: una penalità di troppo all’ultima porta, una risalita. Nella canadese maschile Sideris Tasiadis ha chiuso in quinta posizione, nella gara vinta da Konrad Ginzel sui Trummer rispettivamente Timo secondo e Hannes terzo. Da segnalare in questa categoria che Matej Benus e Vaclav Chaloupka sono rimasti fuori dalla finale. Quest’ultimo è recentemente diventato papà. Fra le donne netta superiorità della campionessa del mondo del 2022 Andrea Herzog nonché bronzo ai Giochi di Tokyo. La domenica hanno organizzato uno slalom sprint  su manche unica e le batterie del kayak cross. Rapidamente diciamo che Funk si conferma  già combattiva e in forma anche tra le 11 porte di cui  4 risalite. Tra gli uomini si impone il polacco Polaczyk, nella canadese maschile Tuchscherer sul ceco Kratochvil e Weber, Chaloupka finisce ottavo, mentre per trovare Sideris Tasiadis si devono passare due schermate di risultati per vederlo al 56esimo posto: il suo 59.07 (miglior tempo) è sporcato da un salto di porta (9) e da un tocco (1). Nele Bayn, Lucie Krech ed Andrea Herzog è il podio della canadese femminile rispettivamente oro, argento e bronzo. Spendiamo due parole sula vincitrice che a gennaio ha compiuto 26 anni e stenta a trovare una sua vera identità a livello internazionale. Dal 2017 ad oggi ha partecipato a 3 mondiali assoluti, a 3 U23 e a 1 mondiale Junior: in tutte queste prove iridate  non ha mai raggiunto la finale. Ha preso il via a 23 gare di Coppa del Mondo dove ha conquistato 4 finali,  ma mai nessuna medaglia. 

Per completezza di informazione bisogna dire che sabato 11 aprile oltre allo slalom ci sono state le prove del time trial del kayak cross. Tra gli uomini il podio con distacchi minimi è stato: Stefan Hegge primo, Jakob Ungvari secondo e terzo Enrico Dietz r. Donne: vittoria a Emily Apel su Ricarda Funk e Annkatrin Plochmann: tutte nel secondo. Nel testa a testa vince tra gli uomini Stefan Hengest su 

Stepan Venc e su Tillmann Roeller, mentre quarto è Noah Hegge che paga due Foult.  Le donne negli gli scontri diretti si scambiano il podio dove Funk vince, Apel seconda e terza Plochmann. In finale c’era pure Andrea Herzog. 

Anche in  Slovenia due giorni di gare: sabato due manche si prendeva la migliore, mentre domenica qualifica e finale a 12. Sostanzialmente si sono potute seguire bene le gare domenicali per le dirette video, mentre  il sabato abbiamo dovuto farci mandare le registrazioni dai vari allenatori per potere vedere all’opera gli italiani e non solo. Premessa generale sui tracciati che erano decisamente molto facili e i motivi di questa scelta principalmente erano due:  primo, era selezione junior per gli sloveni, secondo, le condizioni di acqua  non permettevano di operare grandi scelte. 

Al di là delle gare in sé, (le potete vedere cliccando qui per i video di domenica, mentre per i risultati vi basterà un altro click qui per prenderne visione),   possiamo fare una serie di considerazioni generali. La prima sicuramente riguarda lo stato delle cose delle canadesi maschili italiane che, in questo momento, a mio modo di vedere, non è mai stato così florido. Abbiamo un gruppo di atleti di alto livello che stanno crescendo,  a fianco dei nostri “cavalli” migliori, molto velocemente. Sicuramente c’è Elio Maiutto che domenica ha fatto un bella finale, qualche penalità non vista  lo ha avvantaggiato, ma la cosa non ha tolto nulla alla sua prestazione. Il pagaiatore nato a Sacile, ma ormai da anni cresciuto ad Ivrea sotto l’ala protettrice di Lorenzo Biasioli, ha saputo interpretare bene i tracciati anche con dei   cambi di mano che ha effettuato in pratica nelle ultime tre risalite.  Marino Spagnol è cresciuto, ma deve cercare più consistenza e costanza nel gesto e nei risultati. Sarà interessante vederli all’opera su percorsi più impegnativi.  Si conferma Martino Barzon nonostante la classifica dica diversamente. Il pagaiatore, nato e cresciuto a Verona, tenendo così viva la tradizione scaligera in questa specialità, deve cercare di migliorarsi sotto il punto di vista delle penalità, troppe e troppo spesso. Tocchi che a volte  sono dovuti a linee azzardate, la sua fluidità è notevole e dovrebbe sfruttarla di più, c’è poi la necessità di riprendere subito un maggior controllo sul mezzo legato alla lettura degli spazi di rotazione. Raffaello Ivaldi  a Solcan è salito due volte sul terzo gradino del podio, migliorando ad ogni discesa. Paolo Ceccon e Flavio Micozzi hanno capito che non ci sarà possibilità di sbagliare alle prossime selezioni se vorranno mantenere il posto in squadra. 

Nel settore femminile delle canadesi Marta Bertoncelli ha confermato il suo valore e dal punto di vista tecnico è certamente cresciuta, maturando per consapevolezza e dinamicità. Faticano le due Elene anche se nella gara di domenica hanno fatto vedere cose interessanti. Alle due atlete manca costanza e forse un pizzico di convinzione in più. 

Il settore kayak italiano ha in Xabi Ferrazzi certamente un punto di forza e in Slovenia il figlio d’arte ha vinto agevolmente tutte e due le gare indipendentemente dalla poca concorrenza presente al via. Prestazione interessante di Daniele Romano che nella finale di domenica ha trovato la giusta lettura di un tracciato non difficile, ma da saper interpretare bene. Maria Eizmendi raffinata coach dalla lunga esperienza come atleta, commentando sui social il post della gara pubblicato dal babbo di Romano ha giustamente scritto: “bel modo di andare e bella spinta!bravo!” Certamente non si può non essere d’accordo. Il giovane bresciano, che proprio qui agli europei junior dello scorso anno aveva conquistato un argento prezioso, si è tolto la soddisfazione di salire sul podio alle spalle di Ferrazzi e, alla sua prima uscita nella massima categoria, ha dimostrato di avere qualità e determinazione.  

Nel settore femminile da sottolineare il ritorno alle gare delle neo mamme Eva Tercelj e Viktoria Wolffhardt che, dopo un anno di pausa agonistica, per ovvi motivi, stanno rientrando nel circuito dividendosi tra allenamenti e poppate. Visto che siamo in argomento, non dovrebbe mancare tanto al rientro di Stefany Horn che pochi mesi fa ha partorito un bimbo e che ha già ripreso ad allenarsi. Parlando di mamme non possiamo non fare gli auguri a Aida Novak in dolce attesa e quindi ferma per quest’anno dalle competizioni.  Per i colori azzurri al femminile c’è bisogno di una crescita collettiva per fare il salto di qualità alle varie Malaguti, Pistoni e Pignat per pensare di qualificare le barche in vista dei Giochi del 2028. 

Completiamo dicendo che si è gareggiato anche in Italia a Subiaco per la prima gara nazionale di slalom in calendario. 


Occhio all'onda! 


i podi delle due gare nella C1 maschile 

I podi nel kayak maschile delle due gare di Solkan 


Il podio della gara di sabato di Solkan per il C1 femminile 


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