Olimpiadi grande attrazione, ma non dimentichiamoci delle gare ICF Ranking -
Mi piacciono particolarmente i pittogrammi di Milano-Cortina 2026! Dirò solo questo sui Giochi Olimpici invernali che sono in corso e che ovviamente attirano la nostra attenzione. Non aggiungo altro e lascio spazio a chi è competente in materia: è un consiglio che mi sento di dare ai presunti esperti che, in questo periodo, diventano tutti fenomeni e grandi conoscitori di sport e di vita! Detto ciò, rientriamo nel campo delle mie competenze dicendo che il "Rio Open" del passato fine settimana ha regalato belle gare e, a noi tecnici, informazioni importanti da elaborare per proseguire al meglio nella preparazione, che ha come obiettivo principale i mondiali di luglio negli States ad Oklahoma City.
La gara ha un suo fascino particolare ed è solo lì che vedi il reale potenziale di ogni atleta. C’è chi si esalta ed entra in un mood molto particolare e chi viceversa soffre la competizione più del dovuto e difficilmente riesce ad esprimere il suo potenziale che molte volte viceversa fa vedere in allenamento. Infatti c’è chi allenandosi impressiona per tecnica e capacità e poi, al momento della “verità” , fatica a ritrovare quella sintonia con l’acqua che sembra comunque avere. Sono molti i fattori che compongono un risultato, certamente quello mentale nel momento cloud diventa determinante. È altrettanto vero comunque che chi in allenamento ricerca il particolare e il dettaglio riesce poi a concretizzare il tutto in gara. Al contrario chi in allenamento trascura quelli che potrebbero sembrare elementi marginali, poi in gara viene assalito da molti dubbi ed incertezze.
Parlando di gare ricordiamo ai lettori che in questo fine settimana in Australia si stanno svolgendo le gare del “Penrith Open”, inserite nell’ICF Ranking, e che valgono per i locali come prove di selezione. Non c’è Jessica Fox che è impegnata, come membro IOC, ai Giochi Olimpici Invernali di Milano/Cortina 2026 e che abbiamo visto in televisione consegnare le medaglie quando sul gradino più alto del podio del freestyle è salito il suo connazionale Cooper Woods.
La prima giornata è stata dedicata alle canadesi, che hanno gareggiato su un tracciato decisamente facile con partenza dopo la prima onda e arrivo dopo l’ultimo ponte. Si inizia con una combinazione di tre discese sfasate ma non troppo, per arrivare alla prima risalita a destra, la numero 4. Si prosegue e ci trova alla main-wave dove è piazzata la classicissima combinazione: risalita a sinistra e quasi sulla stessa linea in uscita una verde da fare in retro e, per i più arditi, in discesa. Per trovare le altre porte bisogna pagaiare a lungo e cercarle sul tracciato con la lanterna! Sotto l’ultimo ponte viene riproposta a specchio la combinazione della main-wave. Vince nella canadese donne la giovane Suzana Pankova, che quest’anno ha scelto di curare la preparazione invernale da quelle parti, rinunciando al Brasile dove si era allenata negli ultimi due inverni. La piccola slovacca, allenata da Peter Murcko, parte male toccando la prima porta poi è regolare, fa 8 cambi di mano nella sua discesa e usa due volte il debordè: la prima per aggiustare l’entrata alla discesa 9 e poi per infilarsi nella 14. Vince con un margine su Noemi Fox, la grande sconfitta, di 1 secondo e 45 centesimi. Terza la slovena Eva Alina Hocevar a 2.61. Pasticciona invece è Kimberly Woods, da tempo in Australia non solo per allenarsi, ma anche per ragioni di cuore. La sua finale è segnata da 8 penalità e da un tempo decisamente troppo alto per il suo livello.
Nel settore maschile Vaclava Chaloupka si impone su Ziga Lin Hocevar e, in terza posizione, Adam Kral. Due i nomi che a sorpresa mancano la finale e cioè quelli di Jiri Prskavec, 50 alla risalita 17, e Tristan Carter decisamente in giornata no.
Nella giornata di sabato 14, festa degli innamorati, spazio agli specialisti del kayak, domenica poi kayak cross.
Piccola riflessione: secondo me una gara che è inserita nell’ICF Ranking dovrebbe rispettare alcuni dettami precisi, cosa che invece non sembra interessare a chi di dovere. Voce della gara Richard Fox, il General Manager della Federazione Australiana e pure Presidente del Boarding ICF Slalom, ruoli incompatibili! Consoliamoci con le premiazioni senza protocollo e al posto delle medaglie, una barretta di cereali, un cappellino e una stretta di mano!
Occhio all'onda!

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