La fermezza del movimento
Ignorantemente o forse pure per casualitĆ versavo l’acqua calda dal boiler nelle tazza e successivamente ci cacciavo dentro la classica bustina. Bene, non si fa cosƬ! Si mette prima la bustina nella tazza, poi si avvicina la stessa al boiler e si fa cadere al suo interno l’acqua calda che deve arrivare giusto a filo della tazza. Prima di poter farne uso devono passare diversi minuti, solo dopo si potrĆ pure procedere ad una mescolata e quindi alla sua degustazione. La mia insensibilitĆ però non mi fa apprezzare la differenza di preparazione nel momento del consumo che per qualcuno, mi dice, ĆØ effettivamente notevole. Non me ne vogliano i veri cultori di questa bevanda in uso nell’antica Cina fin dal III secolo per arrivare poi in Inghilterra intorno alla metĆ del 1600, ma il mio palato ĆØ poco affine e avvezzo a tali estreme finezze. L’unica vera bevanda di questo genere che apprezzo molto ĆØ una sorta di tisana alla liquirizia che la mia mogliettina mi prepara qualche sera d’inverno davanti al focolare, magari guardando per l’appunto l’ultima serie di « The Crown » giusto per stare in tema.
La massima di cui vi parlavo invece ĆØ di Murat Erdemsel, chi ĆØ costui per chi non balla il tango? Definirlo un maestro di tango potrebbe essere decisamente riduttivo, potrei aggiungere artista del movimento e dell’immagine, viste le sue opere pittoriche e fotografiche. Sottolineerei di lui però l’aspetto prettamente illuminante e rivelatore che può avere nelle persone grazie ai suoi tratti gentili e ammalianti, con la sua verve, con la sua armonia e soprattutto con la sensibilitĆ infinita verso la musica e la danza. In sostanza al termine di un workshop con lo sfondo un magnifico oceano e con tutti gli allievi che lo circondano dice: « si pensa e si ĆØ sempre detto che l’essenza del tango ĆØ la camminata, ma…» (in inglese ha usato per camminata traveling che rafforza magicamente l’immagine di un tango che effettivamente ti proietta in un’altra dimensione).
« ma… » fiato sospeso con Murat al centro e con lui Sigrid, la sua compagna di tango, che mentre lui parla lo guarda come se avesse visto apparire Gesù all’improvviso, prosegue: « in realtĆ il fulcro di tutto arriva però dallo stare fermi racchiudendo nell’abbraccio emozioni, dialoghi, sensazioni. In quel momento lasceremo spazio all'ascolto di tutto ciò che ci circonda sapendone cogliere tutte le varie sfumature. Questo il tango te lo può regalare solo se ti si lascerai libero». A questo punto attorno a Sigrid appare una aureola di luce che si rispecchia nei suoi occhi e lei, con un cenno di capo e un sorriso contagioso, annuisce con delicatezza a tanta scienza e sensibilitĆ e le parole fermezza del movimento nell'abbraccio lasciano il segno anche in lei abituata a quest’uomo che dal cuore e con l'anima ĆØ capace sempre di elaborare concetti profondi e sinceri.
Occhio all'onda!
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