La prima vera grande soddisfazione tecnica

La regia del Technical Video System alle Olimpiadi di Londra 2012
L’avevo proposto anche in Spagna appena arrivai nell’ottobre del 2006, ma pensarono che il mio sistema fosse troppo banale e cosƬ misero in piedi tutto uno studio incredibile per realizzare un super automatico sistema video che non ebbe mai l’utilizzo sperato. Spesero una fortuna e ai mondiali a La Seu d’Urgell nel 2009 non fu utilizzato costringendo le squadre  ad arrangiarsi al meglio unendosi per sopperire alla mancanza del Technical Video System. Per fortuna che successivamente l’ICF diede vita ad un servizio omogeneo su tutti i campi dove si organizzano gare di Coppa o mondiali.
Se il Parc del Segre e in modo particolare l’ingegnere Gagnet mi avesse dato ascolto, con poche centinai di euro,  avrebbe messo in  piedi un sistema video di gran aiuto per  tecnici e atleti, con il pregio di poter essere utilizzato  sempre e con semplicitĆ .

Oggi,  a distanza di molti anni,  finalmente si ĆØ iniziato a concretizzare il tutto qui a Foz do IguaƧu con un “Technical Video System” permanente. In sostanza si tratta di una cosa molto semplice, ma come tutte le cose molto semplici ĆØ fondamentale per avere supporti immediati ed efficienti. Abbiamo passato un cavo coaxiale lungo tutto il percorso con quattro attacchi per le telecamere. Ogni cavo poi arriva alla centrale dove trasmette il segnale ad un computer. Un operatore, attraverso un mixer, dirotterĆ  il segnale per registralo al fine di montare le varie parti della discesa mano a mano che gli atleti  sono sul percorso. Alla fine della propria prova il canoista potrĆ  raggiungere la base, posta al centro del campo di gara, e rivedere la sua discesa con l’allenatore facendo tutte le considerazioni del caso. 

Facile no? Eppure ĆØ un sistema che costa poco, ma che può essere di grande aiuto all’atleta e al suo allenatore per migliorare e per vedere subito dove si può intervenire. Una volta visto...  si riscende in acqua e si riprova e prova ancora fino al raggiungimento di quanto voluto.  Io credo molto nell’ausilio del video, specialmente durante gli allenamenti. Ti dĆ  la possibilitĆ  di capire molte cose e aggiustare errori che magari a vista fai fatica a vedere. Con l’analisi video hai tutto il tempo per riflettere e pensare dove intervenire. 

La stagione agonista da queste parti non ĆØ ancora finita, abbiamo una gara per concludere la "Copa Brasil de canoagem slalom" a Piraju e poi i campionati brasiliani a TrĆŖs Coroas. Alla fine di novembre i campionati Sud-Americani a Pucon in Cile, una trasferta di 6.000 km. attraversando le Ande!  

SeguirĆ  un periodo che dedicheremo al recupero fisico con allenamenti maggiormente aerobici e tecnici. Quindi una breve pausa per le vacanze di Natale e riprendiamo alla grande a metĆ  gennaio per preparare la stagione 2013. 

E’ importante però non perdere di vista la velocitĆ  che dobbiamo comunque sempre mantenere.
E qui nasce il solito quesito: la tecnica a che velocitĆ  va allenata?  E la velocitĆ  pura che alleniamo in percorsi molto brevi potrĆ  tornarci utile alla velocitĆ  di gara? Argomenti da approfondire e da tenere sempre in primo piano se vogliamo crescere e soprattutto se vogliamo far crescere i nostri atleti. Mi sento di suggerire che comunque bisogna sempre porre la massima attenzione nell’individualitĆ  anche se si lavora in gruppo. Non ĆØ forse un gruppo composto da tante individualitĆ ? E la velocitĆ  di base ĆØ decisamente diversa da individuo ad individuo come ĆØ diversa la capacitĆ  di miglioramento che passa attraverso strane e contorte strade di espressione corporea. Mi accorgo ora facendo un raffronto con alcuni video datati  novembre 2011 che  il cammino percorso da molti atleti, con cui lavoriamo  da quasi 10 mesi,  si ĆØ  trasformato e si ĆØ evoluto, quasi  senza però accorgersene. Convinti forse di vivere ancora il primo giorno di scuola. Eppure non ĆØ solo il loro modo di navigare fra le porte dello slalom a confermare la loro crescita sportiva, ma sono soprattutto le loro richieste ed esigenze a farmi capire che siamo sulla strada giusta, che sono cresciuti, che sentono alcune necessitĆ  tecniche che prima ignoravano. Iniziano a farsi domande, iniziano a chiedere più ore di allenamento, come se questo fosse possibile, iniziano ad essere protagonisti di loro stessi. Ecco la mia  prima vera e grande soddisfazioni  dopo questo primo lungo periodo di lavoro: sentire che stanno crescendo soprattutto come uomini e atleti... i risultati saranno solo la conseguenza logica di tutto ciò.

Nei prossimi giorni torneremo sui percorsi di slalom -

Occhio all'onda! 

Commenti

  1. Non c'ĆØ tecnica, non c'ĆØ velocitĆ , non c'ĆØ resistenza o fatica che tenga se non c'ĆØ ENTUSIASMO. Caro Ettore, tu ne hai, ma soprattutto lo infondi. Big Ettore!!!
    Nello Ricciardi

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