Per fare il ragù ci vuole buon gusto, ma non solo per fare il ragù!



Per fare il ragù ci vuole tempo, devi preparare gli ingredienti: tagliare le cipolle, le carote, fare il soffritto, dare una bella scottata alla carne tritata, spruzzare un po’ di vino e poi trasferire tutto nel pentolone. A quel punto io ci aggiungo il sedano, che gli dà quel gusto lì… proprio da ragù. Poi la passata di pomodoro, abbassi il fuoco e lasci andare per un paio d’ore. Ogni tanto vai a controllare, dai una mescolata e senti se tutto sta prendendo la direzione giusta. Insomma, mentre il ragù cuoce, ho tempo per condividere un mio piccolo stato confusionale riguardante la canoa slalom. Mi stavo chiedendo: in quale altro sport può capitare che il Chief Judge sia la madre di una delle atlete in gara? Perché la figura del Chief Judge non è esattamente quella del raccattapalle, è una figura particolarmente delicata: coordina il sistema dei giudici, supervisiona le decisioni relative alle penalità e, in determinate circostanze, può avere l’ultima parola sulle decisioni o sulle eventuali inquiries. Insomma, non proprio una posizione irrilevante. Ebbene, nella quarta gara di Coppa del Mondo, che inizierà fra due giorni, questa situazione si verificherà. Una situazione che, a mio modesto parere, mette in evidente imbarazzo non la persona che ricoprirà l’incarico, ma l’intero sistema che quell’incarico lo ha assegnato. Sia chiaro: non ho il minimo dubbio sulla buona fede di colei che sarà Chief Judge in una gara di Coppa del Mondo valida anche per il ranking olimpico. Il problema non è la buona fede. Il problema è il conflitto di interessi, o anche soltanto la sua percezione. Perché quando assegni un ruolo così delicato alla madre di una delle atlete in gara, non puoi semplicemente affidarti alla buona fede e sperare che nessuno faccia domande, devi evitare che quella domanda possa nascere: punto! E allora mi chiedo: siamo arrivati alla frutta tanto da dover ricorrere ai “parents” per mandare avanti la canoa slalom? Possibile che, con tutte le figure autorevoli, esperte e indipendenti che gravitano attorno al nostro sport, i signori che siedono nella sala comando non si siano accorti di questa piccola, insignificante, trascurabile coincidenza? È veramente passata inosservata? Perché se è così, forse il problema è ancora più grande. E poi c’è un’altra curiosa coincidenza: il Chairman dello Slalom è il padre di una delle più grandi atlete mai passate sul circuito dei pali appesi al cielo. A questo punto, probabilmente, tutto sembra perfettamente normale, forse sono io che mi faccio troppe domande.

Nel frattempo il profumo del ragù comincia a solleticarmi l’appetito. Meglio dedicargli cura e attenzione. Chissà mai che possa aiutarmi a digerire certi dubbi, nella speranza che domani la pasta che preparerò alle mie atlete, possa dare energia, buon gusto e qualche carboidrato in più. Perché una cosa è certa: il ragù, quando lo fai bene, ha bisogno di tempo, attenzione e soprattutto di ingredienti scelti con cura. Ecco! La canoa slalom avrebbe bisogno almeno della stessa attenzione e magari, ogni tanto, anche di un po’ più di buon gusto da parte di chi la governa.

Occhio all'onda! 


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