Ferrazzi e De Gennaro una rivalità vincente
Mi sono tolto la giacca della tuta solo verso le 10 della mattina, in pratica poco prima che partissero per la prima manche i nostri atleti. Mattinata piuttosto fresca qui a La Seu d’Urgell e i 600 metri sul livello del mare ci mantengono effervescenti e belli attivi. Per fortuna, quando esce il sole, il clima diventa gradevole e i colori dei fiori alla partenza ci rallegrano.
Parliamo del percorso, così ci togliamo subito questo pensiero. Ultimamente non mi sono esposto molto su questo tema, anche se ci sarebbero parecchi aspetti da prendere in esame e da sottolineare che, secondo il mio modesto parere, dovrebbero essere affrontati. Ricordo che i tracciatori sono stati Fiona Pennie e Joan Sansa: la prima inglese, il secondo un local. Diciamo quindi che non è male. L’unico difetto, a mio avviso, è che non lascia nulla alla fantasia: è un percorso che può avere una sola lettura e non permette agli atleti di scegliere linee e manovre alternative. Tutti sono costretti a fare una risalita a esse, la numero 2, e tutti devono fare, in sostanza, due retro: la 11 e la 15.
Archiviata la questione percorso, gioiamo per le grandi prestazioni di Xabi Ferrazzi e Giovanni De Gennaro, che chiudono la Coppa del Mondo rispettivamente al primo e al secondo posto, distanziati di appena 20 punti, frutto di quel secondo e 37 centesimi che oggi, in finale, hanno separato i due azzurri. Ebbene sì: dopo cinque gare, in cinque località diverse, distribuite da giugno a settembre, la Coppa si è decisa sull’ultima gara della stagione mondiale, in una finale al cardiopalma dove i due azzurri si giocavano il Trofeo direttamente uno contro l’altro. La concorrenza, infatti, si era autoeliminata in semifinale, una volta rimasto fuori Joe Clarke. La posta in gioco era alta, tanto da smuovere tutta la famiglia per essere vicino al piccolo di casa. La mamma Maria e la sorella Paola sono arrivate ieri sera, giusto in tempo per sostenerlo in un momento così importante della sua crescita sportiva. Il papà Pierpaolo, ovviamente, gli è sempre stato al fianco in tutte le lunghe trasferte: prima come tecnico federale e, soprattutto, come papà. Pierpa mi ha confessato, che questa mattina scendendo le scale che portano al canale, ha rivissuto le emozioni olimpiche del 1992. Mi ha anche detto che, dopo aver preparato bene qualifica e semifinale, ha preferito andare a camminare sulla montagna: l’emozione era troppo forte per restare in quel Parco che gli ha regalato più di 30 fa gloria e successo e qui tutti lo riconoscono.
In finale Xabi Ferrazzi è il settimo a partire e i tempi fatti registrare prima della sua discesa ci fanno capire che c’è ampio margine per fare bene. Il piccolo pagaiatore della Valsugana è rapido fin dalle prime battute. Poi, sulle due retro, è perfetto: guizza via come una libellula e capisce che tutto sta andando come programmato. A quel punto, dopo il ponte, il canale diventa per lui una sorta di autostrada. C’è l’ultimo salto ad aspettarlo, ma il giovane carabiniere non si lascia intimorire: ci salta sopra, infilando al volo l’ultima risalita a sinistra. In uscita lo aspetta ancora una porta rossa sul lato opposto, che si mangia alla grande, prima di volare verso il traguardo passando per le ultime due verdi. Chiude in 82.79. Un gran tempo. Xabi lo capisce ed esulta.
Ora è il momento di seguire la discesa di Titouan Castryck, che ha un solo obiettivo: ritrovare quella forma che lo scorso anno gli aveva permesso di dominare la stagione. Il transalpino non si risparmia su nulla e ad ogni intermedio guadagna qualcosina. Il rischio è un’arma che sa usare quando serve e che tiene pronta ad ogni evenienza. Le risalite sono il suo forte, lo sa, ed è proprio lì che costruisce il suo rush finale. Il tempo di 81.80 lo porta al primo posto.
Agli italiani importa poco se il francese rimane davanti all’italiano, perché la vera sfida di oggi è tutta casalinga. Lo si capisce quando Giovanni De Gennaro parte. È il momento della verità.
Il campione olimpico sembra essere parsimonioso in tutta la prima parte, che conduce con saggezza e regolarità, le sue caratteristiche. Il bresciano sa che su questo percorso non è certo avvantaggiato: pesa 20 chilogrammi più del suo compagno di squadra e qui, quei 20 chili, si sentono tutti. Da metà gara in poi De Gennaro cerca il cambio di ritmo. È cauto anche sulle ultime due risalite, poi spinge, ma chiude alle spalle di Ferrazzi di 1 secondo e 37 centesimi, in terza posizione con la consapevolezza che, anche quest’anno, la Coppa gli sfugge di mano per un nonnulla.
Niente da dire: Ferrazzi e De Gennaro hanno dimostrato sul campo tutto il loro valore, pur seguendo due strade diverse, pur avendo caratteristiche diverse e pur appartenendo a generazioni diverse. E proprio per questo, forse, è ancora più bello pensare che questi due atleti ci regaleranno tante emozioni nella corsa verso i prossimi Giochi Olimpici.
Al femminile Jessica Fox non si lascia sfuggire la vittoria e conquista la sua sesta Coppa del Mondo, la quinta consecutiva dal 2018 al 2023, eguagliando il record di Elena Kaliska. C’è una differenza non da poco: l’australiana, la cui carriera sportiva sembra ancora avere davanti a sé ancora parecchia strada, potrebbe in futuro riscrivere ancora una volta questo record.
Per quello che mi riguarda, sono felice di aver ritrovato una Ana Satila combattiva e determinata dopo la grande delusione mondiale di luglio. La brasiliana, piano piano, sta rientrando nei suoi standard, dimostrando che le finali sono sempre alla sua portata. Adesso, però, per il futuro, bisognerà fare quel passo in più: finalizzare. Perché arrivare in finale è ormai una certezza. Il prossimo obiettivo deve essere il podio.
Occhio all'onda!
Complimenti per il blog,il top assoluto per chi vuole seguire e capire meglio le dinamiche di questo fantastico sport.
RispondiEliminaPer quanto riguarda le qualificazioni olimpiche sappiamo che ogni nazione ne può qualificare solo 1 per ogni specialità,ma chi si qualifica può fare kayak cross insieme al k1 e viceversa;ora però nel caso dell'italia sarebbe fantastico e oggettivamente anche meritocratico portarli entrambi,secondo lei cosa conviene fare?
Provare per De Gennaro a concentrarsi più sulla Cross?
O c'è qualche altro stratagemma per portarli entrambi?