Final Four... parliamo di basket



Sette mesi da ottobre ad aprile vissuti intensamente con un’unica preoccupazione: crescere sotto ogni punto di vista con la palla a spicchi, come uomini e come societĆ . Dividersi tra la vita di tutti i giorni e il sogno sportivo. Corse senza tempo tra una palestra, un ufficio, una lezione. Che bello vedere i giovani diventare grandi, che bello ricordarli piccoli, che bello vedere l’entusiasmo di mamme e papĆ  al tavolo, al tabellone o con la borsa delle maglie da lavare. C’ĆØ poi anche chi ha messo nero su bianco per non dimenticare le imprese dei più piccoli e per raccontare novelle che hanno attirato l’attenzione anche di chi magari non poteva essere presente. Questa ĆØ la forza dello sport, questo ĆØ il piacere di un gruppo che lavora con l’animo e le competenze di professionisti senza purtroppo esserlo appieno… ma ĆØ solo un dettaglio dovuto a circostanze e forse ad opportunitĆ  sfuggite.
L’immagine si ferma su un cerchio di ragazzi in religioso silenzio attorno al loro coach nella palestra di casa per pianificare l’allenamento o per preparare la partita successiva. C’ĆØ chi finisce il riscaldamento sugli scalini degli spalti, ci sono i più piccoli che raccolgono i palloni e che guardano con il naso all’insù il loro domani, che non ĆØ più ieri e non ĆØ più nemmeno oggi. La loro fantasia, il loro entusiasmo, i loro occhi illuminano gli spiriti di chi almeno tre volte alla settimana condivide fatiche, gioie e dolori, e rimangono nel loro animo a lungo… ne sono certo. E poi ci sono quei passi stanchi finito l’allenamento in spiriti liberi e felici. Il percorso per arrivare a casa ĆØ un buon test per verificare il livello dei serbatoi, tanta fame sta per buon allenamento con diversi canestri, poca fame ĆØ indice di stanchezza e qualche problemino al tiro, cosƬ cosƬ un pomeriggio comunque da ricordare. Se poi a tutto ciò si aggiunge qualche affermazione del tipo: “hai visto che bomba che ho infilato” o “cavolo domenica dobbiamo battere il Buster”, allora l’eccitazione ĆØ al massimo e i giovani sono carichi per affrontare non solo la temuta squadra del basso veronese, ma sono pronti ad affrontare la vita a testa alta. Sono pronti per i tiri da fuori lunetta, sono pronti per i dribbling stretti, per affrontare la giungla di cemento delle nostre cittĆ  e le insidie della scuola. Sono pronti anche a ricambiare tutto l’affetto, la stima, la passione e l’amore che una societĆ  sportiva ĆØ stata capace di trasmettere , di regalare loro attraverso persone che credono fortemente nel loro lavoro, nella loro passione, nella loro missione. Non ĆØ facile, specialmente in questi tempi, portare avanti degli obiettivi sportivi in una societĆ  che purtroppo ĆØ troppo impegnata più a rimediare ai danni che a spendere tempo per trasmettere sani e piacevoli ideali. In una societĆ  che chiude la porta in faccia al nostro dirimpettaio, in una societĆ  che non ha tempo e voglia di godersi le emozioni di un sorriso e che preferisce nascondere le proprie emozioni per la paura di esprimerle. Ma in campo tutto ciò non si nasconde, in partita lo spirito buono esce, si rafforza, emerge, vive e fa vivere momenti indimenticabili che a lungo resteranno, magari anche inconsapevolmente, nei nostri ricordi, nel nostro animo, nella nostra e nella vita dei nostri pargoletti e che sapremo ripescare nei momenti più bui. Che trionfo poi la “final four” che ho seguito con tanti sms e tanta apprensione, immaginandomi la tensione di genitori correttamente scatenati sugli spalti. E un pensiero al Mr., non fosse altro per affinitĆ  lavorativa, direttore d’orchestra e sapiente educatore. Ci poteva essere un finale migliore? Neppure uno Steven Spielberg in gran vena sarebbe riuscito a sceneggiare un finale al cardiopalma come quello vissuto a San Giovanni Lupatoto. Paese a cui sono particolarmente legato visto che lƬ ĆØ nata la mia mamma che di anni ne ha quasi 89. Sabato e domenica scorsi ĆØ stato invaso ancora una volta da “Lupi ad totum” e questa volta non per spaventare i paesani o per regalargli il nome, ma solo per portare tanta energia e felicitĆ !
W la Cestistica, W lo sport, W la pallacanestro e i suoi protagonisti.

Occhio all’onda!

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