Accelerare per poi rallentare

"Dolcemente viaggiare
Rallentando per poi accelerare
Con un ritmo fluente di vita nel cuore
Gentilmente senza strappi al motore
E tornare a viaggiare
E di notte con i fari illuminare
Chiaramente la strada per saper dove andare
Con coraggio gentilmente, gentilmente
Dolcemente viaggiare"


Chissà se sono stati previsti degli incontri con esperti di sport nei meeting degli Stati Generali, anche se in realtà spero, ma non solo per lo sport, che il nostro Presidente Conte possa parlare con chi effettivamente opera quotidianamente nei vari  settori. Certo essere politici e occuparsi di riforme, lavorare ai grandi sitemi certamente è complesso, ma la sostanziale differenza è che la vita si consuma alla fine facendo cose semplici e contribuendo ogni giorno ad essa. Ecco perché gli esperti, secondo me,  sono coloro che si alzano alla mattina e si presentano sui campi di allenamento in tuta e ci passano magari tutto il giorno con giovani, atleti evoluti, genitori, curiosi e tifosi. Sono quelli che non si nascondono dietro a paroloni o a teorie complesse, ma della semplicità si nutrono.

Ciò che ci circonda attira ovviamente l’attenzione come quando sei a bordo fiume e alleni giovani atleti che mettono più in evidenza problematiche che difficilmente emergono teorizzando solamente o atleti di alto livello.  Così emerge sistematicamente che la velocità diventa un elemento fondamentale per la gestione della manovra e spesso e volentieri non ci si concentra su questo fattore. Dare velocità per trasformarla in alcune situazioni in rotazione seguita da una ripresa di velocità diventa la base su cui costruire i gesti tecnici. In F1 non è sempre accelerazione, anzi il decelerare  per poi riprendere velocità quando serve diventa elemento essenziale per incrementare la potenza quando veramente serve, specialmente nelle curve.  Questo accade anche tra i paletti dello slalom e la fase di decelerazione (scorrimento) è molto importante gestirla bene, ma soprattutto non interpretarla come una fase di rallentamento sistematico. I questa  azione si  accumula potenza per trasformarla in rotazione e successivo scorrimento. Troppe volte questo momento viene interrotto o frenato da un uso spropositato dei fianchi che ne blocca lo scorrimento. Ecco quindi che la postura e l’accompagnare con il peso del proprio corpo diventa fondamentale per gestirne gli equilibri.

Occhio all’onda!



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